La fine della Guerra di Crimea, 30 marzo 1856

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La battaglia al bastione di Malachov, 1855

Il 30 marzo 1856, con il Trattato di Parigi, si concludeva la Guerra di Crimea, conosciuta anche come Crisi d’Oriente, iniziata nel 1853. SCOPRI IL FILM STORICO STASERA IN TV

La Guerra di Crimea

Gli anni Quaranta dell’Ottocento videro la Russia affermarsi come la principale potenza del continente europeo. Gli altri stati europei, come Francia e Regno Unito, non vedevano certo di buon occhio questa proiezione egemonica dell’Orso orientale e iniziarono a domandarsi come frenarla. Londra e Pietroburgo si trovarono su sponde opposte in diverse occasione, in particolare sia quando delle trattative per decidere il destino dell’Impero turco non arrivarono a nulla di fatto e sia in occasione dello schieramento di armi russe in Ungheria e nell’attuale Romania.


Francesi e russi, invece, si erano trovati ai ferri corti sia in occasione dell’intervento francese in Siria per evitare che da un eccessivo indebolimento dell’Impero turco potesse trarne vantaggio Nicola I e sia quando entrambe le potenze fecero pressione su Istanbul con il fine di proteggere gli esponenti delle diverse fedi cristiane in Terra Santa. I segnali di un potenziale conflitto erano perciò evidenti e di lì a poco sarebbe esploso.

Nella penisola di Crimea, nel 1853, il conflitto esplose tra la Russia di Nicola I da un lato e Regno Unito, Francia e, successivamente, Regno di Sardegna dall’altro, allargandosi poi nei principati danubiani, nel Caucaso, nel Baltico e perfino nel Pacifico e nel Mar Glaciale Artico. Fu in questo duro conflitto che, per la prima volta nella storia, si vide l’operato della Croce Rossa. La guerra, che ebbe costi umani altissimi, volse in favore di Francia e Regno Unito, soprattutto grazie all’intervento, neutrale nelle intenzioni ma amichevole verso le due potenze occidentali nei fatti, di Austria e Prussia. Infatti, la prima in particolare si interpose tra l’esercito russo e quello turco occupando Valacchia e Moldavia, impedendo così a Nicola I di muovere le truppe dal fronte occidentale per rinforzare quello meridionale.

Fine della Guerra di Crimea: il trattato di Parigi

La sconfitta russa in Crimea ridimensionò le aspirazioni egemoniche sul Vecchio Continente di Nicola I anche se, in termini di cessioni territoriali, l’accordo di Parigi non sancì notevoli perdite. Infatti, a Parigi, il 30 marzo 1856, la potenza zarista perse solamente alcuni distretti caucasici a favore dell’Impero turco e la zona della Bessarabia a favore del Principato di Moldavia, nonché le venne imposta la smilitarizzazione del Mar Nero.
La sconfitta avvenuta in Crimea provocò nella classe dirigente zarista una spinta riformistica volta a modernizzare un paese le cui risorse umane e materiali rimanevano arretrate dinanzi alle innovazioni politiche, costituzionali e sociali degli stati europei intercorse a seguito dei moti rivoluzionari del 1848.


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