Waterloo, 18 giugno 1815: l’ultima battaglia di Napoleone Bonaparte

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Corazzieri francesi contro i quadrati della fanteria britannica

Il 18 giugno 1815, nei pressi di Waterloo (odierno Belgio), si combatte una delle battaglie più sanguinose dell’età moderna. Da una parte vi sono le truppe francesi guidate da Napoleone Bonaparte, dall’altra l’esercito britannico del Duca di Wellington e quello prussiano del feldmaresciallo Gebhard Leberecht von Blucher. Lo scontro, dal quale esce vincitrice la coalizione anglo-prussiana, segna la definitiva sconfitta di Napoleone e il suo conseguente esilio sull’isola di Sant’Elena. SCOPRI LA SEZIONE ARTE

Il ritorno in Francia di Napoleone e la formazione della settima coalizione

Il 26 febbraio 1815 Napoleone Bonaparte salpa dall’isola d’Elba con la ferma volontà di ritornare in Francia e riprendere il potere.  Sbarcato sulle coste francesi il 1 marzo l’imperatore impiega meno di tre settimane a riprendersi il trono che gli è stato precedentemente sottratto.

I rappresentanti delle grandi potenze, riuniti in quel momento nel congresso di Vienna, dopo aver ricevuto la notizia del ritorno dell’imperatore, decidono di rifiutare ogni colloquio con Napoleone. Il 25 marzo l’Impero austriaco, l’Impero russo, la Prussia e l’Inghilterra, insieme ad altri regni di minor importanza, costituiscono la settima coalizione con l’obiettivo di sconfiggerlo una volta per tutte.

Napoleone non si fa intimorire dalle mosse degli avversari e riesce a riorganizzare in tempi brevissimi le proprie forze militari. Dimostra, inoltre, di avere le idee molto chiare: decide, infatti, di attaccare di sorpresa gli eserciti che Inghilterra e Prussia hanno raggruppato in Belgio, sperando, in tal modo, di sfruttare la scarsa coesione delle due potenze e di ottenere una rapida vittoria.

La battaglia di Waterloo

Napoleone è intenzionato ad affrontare separatamente le forze nemiche e due giorni prima dello scontro nei pressi di Waterloo i francesi sconfiggono i prussiani nella battaglia di Ligny. Nonostante ciò, il Duca di Wellington, informato del fatto che il feldmaresciallo Blücher è riuscito a riorganizzare il suo esercito e che sembra intenzionato a marciare in suo aiuto, prende la rischiosa decisione di scontrasi contro le truppe di Napoleone.

Il generale britannico schiera i suoi uomini in difesa, lungo la scarpata di Mont-Saint-Jean, vicino alla strada per Bruxelles, confidando nell’aiuto dei prussiani. Il 15 giugno, a partire dalle ore 11.30, Napoleone sferra una serie di sanguinosi attacchi contro le linee britanniche e nel tardo pomeriggio sembra vicino alla vittoria. Grazie ad un’ostinata e organizzata resistenza, coadiuvata da un’efficace azione da parte della cavalleria, i britannici riescono a respingere tutti gli attacchi.

La situazione dei francesi si fa con il passare delle ore pericolosa e incerta a causa delle perdite subite e della crescente superiorità numerica del nemico. A partire dalle ore 16.30, infatti, l’arrivo in massa dell’esercito prussiano di Blucher capovolge le sorti finali della battaglia.

Nelle ultime battute dello scontro, l’imperatore dei francesi arriva a disporre solamente della vecchia guardia, composta dai veterani di tante battaglie. Uomini fedeli che lo hanno ciecamente seguito in tante imprese nel corso degli anni. Napoleone li getta nella mischia, in un disperato tentativo di riprendere in mano la situazione, e loro marciano senza battere ciglio, sotto il fuoco di centinaia di cannoni inglesi.

Alla fine di quella lunga giornata rimangono esangui sul terreno di combattimento nei pressi di Waterloo 25 mila francesi, 7 mila prussiani e 10 mila britannici. La lettera che il feldmaresciallo Blucher manda al principe austriaco Klemens von Metternich, per avvisarlo dell’esito vittorioso della battaglia, si conclude con le seguenti parole:

“Non posso scrivere di più perché tutte le mie membra tremano”.

Da Waterloo a Sant’Elena

Quella di Waterloo è l’ultima battaglia combattuta da Napoleone Bonaparte. Consegnato un mese dopo agli inglesi, il generale francese viene mandato in esilio sull’isola di Sant’Elena, nell’oceano Atlantico, dove morirà il 5 maggio 1821.

Nel proprio Memoriale, dettato al conte spagnolo Emmanuel de Las Cases, durante il primo anno di permanenza sull’isola, Napoleone esprime le sue considerazioni sulla battaglia di Waterloo affermando di aver ritenuto la situazione iniziale molto favorevole e di aver creduto in una facile vittoria.

Egli non risparmia critiche pungenti ai suoi avversari Blucher e Wellington, mentre per quel che riguarda le sue azioni non ritiene di aver commesso nel corso dello scontro gravi errori tattici. Gli storici moderni, però, non hanno accolto del tutto l’interpretazione napoleonica e dai vari studi realizzati emergono alcuni errori commessi quel giorno dall’imperatore.

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