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Recensione del film The first man (Il primo uomo)

Trama, cast e personaggi, contesto storico e trailer del film "The first man" del regista Damien Chazell con interpretazione di Ryan Gosling.

di Matteo Materazzo
2 Febbraio 2024
TEMPO DI LETTURA: 4 MIN
The First man

The First man

CONTENUTO

  • The first man (Il primo uomo): trama
  • La recensione di The first man
  • The first man: trailer del film
  • Contesto storico del film
  • Chi era Neil Armstrong?
  • The first man, cast

The first man (Il primo uomo): trama

The first man, tratto dalla biografia di Neil Armstrong scritta da James R. Hansen, prende avvio nella base militare di Edwards in California nei primissimi anni Sessanta. Qui Armstrong, interpretato da Ryan Gosling che ne riproduce mirabilmente la freddezza, collauda l’aereo-razzo X-15, arrivando al confine tra lo Spazio e l’atmosfera. Proprio in quei giorni muore tragicamente la sua ultimogenita e così Neil decide di lasciare la California e partecipare alle selezioni per astronauti della NASA, trasferendosi in Texas dove entra a far parte del programma Gemini.

Dopo un durissimo addestramento – funestato dalla morte di due astronauti – e tensioni con la moglie Janet, interpretata da una convincente Claire Foy, arriva la prima missione con la navicella Gemini 8. Nonostante alcune criticità riscontrate durante il volo e una conseguente inchiesta sull’operato dell’equipaggio, Armostrong prosegue la sua carriera di astronauta nel successivo programma spaziale Apollo che -ancorché segnato da un altro incidente mortale- condurrà il primo uomo a posare piede sulla Luna.

E sarà proprio Neil ad essere prescelto per comandare la missione dell’Apollo 11 e allunare nel Mare della tranquillità dove, nella desolazione cosmica, sotto un cielo nero, il primo uomo sulla Luna, sembra avere come unico pensiero il ricordo della figlia perduta.

La recensione di The first man

The First man è un film che ha tutte le credenziali per definirsi di genere storico. Un film realistico e tetro, come lo ha definito il regista premio Oscar Damien Chazell, dove non c’è nulla di maestoso e di grandioso e dove si evidenzia una rappresentazione dello Spazio totalmente ostile, per nulla romantica, con una accuratezza nella ricostruzione e un lavoro sui dettagli fino all’ultimo bullone, merito dell’ottimo lavoro dello scenografo Nathan Crowley e del supervisore dei modellini Ian Hunter.

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Viene perciò appresa fino in fondo la lezione di George Lucas e Ridley Scott che, in Guerre Stellari e Alien, avevano abbandonato l’estetismo NASA e scoperto che anche nello Spazio esiste la ruggine. E quello di The first man è uno Spazio vero, uno Spazio storico, che attraverso le immagini – molte delle quali girate in 70mm – mira a farcene sentire l’odore di bruciato (così viene descritto dagli astronauti) e a portarci fin dentro le più piccole minuzie, compresa una mosca che ronza all’interno della capsula Gemini.

Ma è anche un film intimista, quasi introspettivo, con molte inquadrature girate a spalla, che evocano la tecnica del documentario e dove la bellissima fotografia di Linus Sandgren ci riporta pienamente negli anni Sessanta. In particolare, le scene familiari, dove Armstrong/Gosling e Janet/Foy, danno il meglio in una livida atmosfera bergmaniana: lo spazio realistico della vita di coppia che si alterna allo Spazio – realistico anch’esso – e storico delle missioni lunari.

The first man: trailer del film

Contesto storico del film

La storia di The first man attraversa quasi per intero gli anni Sessanta, un periodo contrassegnato dalla divisione bipolare del mondo, dall’egemonia delle due superpotenze Usa e Urss e dall’equilibrio del terrore fondato sull’incubo atomico. Siamo in piena Guerra fredda, tra momenti di massima tensione – come la crisi dei missili a Cuba – e di distensione.

È anche il decennio nel quale la società del benessere assiste agli assassini di John Fitzgerald Kennedy, di suo fratello Bob e di Martin Luther King; al deflagrare della Guerra del Vietnam; alla contestazione giovanile; alla protesta degli afroamericani con Muhammad Alì, Malcolm X e le Black Panthers; alla nascita del movimento Hippy; alla Conquista dello Spazio, luogo dove la rivalità tra Stati Uniti e Unione Sovietica si sposta per affermare la supremazia tecnologica.

In questo contesto storico si snodano le vicende biografiche di Neil Armstrong che attraversano questi dieci anni di storia americana e, di riflesso, di storia mondiale e in cui si avvicendano a Washington tre presidenti: Kennedy, con il suo annuncio di voler raggiungere la Luna; Lyndon B. Johnson, logorato dalla guerra nel Vietnam; Richard Nixon, che per primo parlò con gli astronauti su un altro pianeta.

Chi era Neil Armstrong?

“Io sono e sarò sempre un ingegnere nerd dai calzini bianchi e il proteggi taschino.”

Questo è quanto diceva di sé Neil Armstrong, nato a Wapakoneta, Ohio, nel 1930. Prima di laurearsi in ingegneria alla Pardue University – università pubblica che non solo vanta di avere tra i suoi allievi il primo uomo sulla Luna, ma anche l’ultimo, Gene Cernan comandante dell’Apollo 17 – Armstrong prende il brevetto di volo a soli 15 anni, partecipa alla Guerra di Corea prestando servizio sui caccia Panther e successivamente, come pilota collaudatore, conduce il famigerato aerorazzo X-15 ai confini dell’atmosfera. Nel 1962 entra a far parte del NASA Astronaut Corps e con il programma Gemini vola per la prima volta nello Spazio comandando la missione Gemini 8.

Neil Armstrong

Il suo secondo e ultimo volo è lo storico allunaggio dell’Apollo 11 durante il quale, nella fase di discesa sulla superficie lunare, a causa di un guasto del computer di bordo, comanda manualmente il LEM posandolo con soli pochi secondi di carburante residuo nel Mare della Tranquillità.

Ci sono diverse teorie sul perché proprio Neil Armstrong sia stato scelto per essere il primo uomo a camminare sulla Luna: chi dice che fosse frutto delle casuali rotazioni delle missioni e degli equipaggi, chi sostiene che invece Deke Slayton, il selezionatore degli equipaggi, abbia fatto in modo che fosse lui a comandare la missione del primo allunaggio, semplicemente perché era il migliore.

Walt Cunningham, astronauta dell’Apollo 7, racconta: “Qualunque cosa Neil facesse raramente sbagliava. Era la persona giusta per fare il comandante della missione.” Dopo la Luna, ritiratosi dalla NASA, Armstrong torna all’università a insegnare ingegneria meccanica, come un semplice ingegnere nerd – in questo caso un professore – dai calzini bianchi.

The first man, cast

Il film prodotto da DreamWorks nel 2018 vede alla regia Damien Chazell; la sceneggiatura è affidata a Josh Singer mentre le musiche sono composte da Justin Hirwitz.

Gli interpreti principali che compongono il cast sono:

  • Ryan Gosling (Neil Armstrong);
  • Claire Foy (Janet Shearon Armstrong);
  • Corey Stoll (Buzz Aldrin);
  • Kyle Chandler (Deke Slayton);
  • Jason Clarke (Edward Higgins White);
  • Christopher Abbott (David Scott).
Matteo Materazzo

Matteo Materazzo

Laureato in Storia contemporanea all’Università di Bologna, insegnante nelle scuole superiori, docente di Storia all’Università Primo Levi di Bologna, ha collaborato con la rivista Storicamente del Dipartimento di scienze storiche dell’Alma Mater Studiorum e ha scritto diversi libri di narrativa storica e per la scolastica. Tra questi "La balena di ferro" e "Sul filo della lama" Robin Edizioni e "Gli imperatori di Roma" Raffello Editore.

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