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La Società Thule: fondazione, ideologia, storia

Nel 1918 Rudolf Von Sebottendorff fonda a Monaco di Baviera la Thule-Gesellschaft. La società diventa ben presto un punto di riferimento del nazionalismo tedesco, facendo fluttuare la sua storia tra mito e realtà.

di Ludovico Vidoni
3 Settembre 2026
TEMPO DI LETTURA: 29 MIN
La Società Thule

La Società Thule

CONTENUTO

  • La Società Thule: spiritualismo e ultranazionalismo prima dell’arrivo di Hitler
  • Völkisch: il rifiuto della modernità per preservare la purezza della razza tedesca
  • Il “Fuhrerprinzip”
  • L’entrata dell’antisemitismo nell’ideologia Völkisch
  • Theodor Fritsch: “il più importante antisemita prima di Hitler”
  • La paranoia tedesca e il “complotto ebraico”
  • “Una loggia ariana sarebbe stata una benedizione per il movimento antisemita”
  • Il “Germanen Orden”: la società madre di Thule
  • La società cresce
  • La “via violenta” della società segreta
  • Gli scontri interni e la definitiva scissione
  • Rudolf Von Sebottendorff, il “demiurgo” della Società Thule 
  • L’embrione della nuova società
  • Nasce la società Thule
  • Il mistero attorno alla scelta del nome
  • Il “Munchener Beobachter”: la voce della Società
  • La Rivoluzione Bavarese
  • La “Lega di combattimento”. Il braccio armato della Società Thule
  • Il fallito sequestro di Kurt Eisner
  • Il tentativo di creare una “Guardia civica”
  • Da Loggia a movimento sociale, politico e spirituale
  • Il mistero sull’assassinio di Kurt Eisner
  • La Lega di combattimento torna in azione
  • Il fallimento del Putsch delle Palme e il mandato d’arresto per Sebottendorff
  • I “martiri” della Thule
  • La Lega di combattimento partecipa alla conquista di Monaco
  • Il cambio di rotta della Società e la sua scomparsa momentanea
  • Il Putsch di Hitler
  • Il Libro di Sebottendorrf e la “longa manus” della Gestapo
  • Fra mito e realtà: l’influenza sul Nazismo
  • La DAP: anello di congiunzione fra la Thule e il Reich?
  • La centralizzazione della NSDAP

La Società Thule: spiritualismo e ultranazionalismo prima dell’arrivo di Hitler

L’articolo in questione tratta della Società Thule, facendo una breve storiografia dei movimenti völkisch presenti in Germania nel periodo antecedente e successivo alla Prima Guerra Mondiale. Secondariamente viene affrontata in maniera più dettagliata la Thule Gesellschaft, i suoi obiettivi, i suoi ideali e la militanza, utilizzando come sfondo la caotica condizione sociale tedesca dopo la Grande Guerra. Verso la fine dell’articolo si entra nel cuore della vicenda che riguarda da vicino la Società e i suoi membri e la presunta influenza sul nazionalsocialismo. La povertà della presenza di fonti dettagliate e certe sulla Società Thule la ricopre ancora oggi di una nebbia che fonde realtà e mito. 

Völkisch: il rifiuto della modernità per preservare la purezza della razza tedesca

La Germania fra il 1870 e il 1914 è oggetto di cambiamenti radicali dal punto di vista sociale ed economico: l’industria cresce in maniera esponenziale, portando come conseguenza un cambio di paradigma demografico e una rottura di equilibri sociali consolidati: Fra il 1890 e il 1913 la popolazione tedesca passa da quasi 50 milioni di persone a poco meno di 70 milioni, facendo della Germania il secondo stato più popoloso d’Europa, dietro solo alla Russia. Il paese passa da essere terra di migrazione, a nazione in cui un futuro lo si può costruire. Prende piede la migrazione di contadini dalle aree rurali alle aree urbane, le città con più di centomila abitanti passano da otto a quarantotto fra il 1870 e il 1910.

Il ruolo economico dell’agricoltura viene accantonato (ma i privilegi dei proprietari terrieri non vengono scalfiti) per favorire l’industria. La borghesia cittadina si vede schiacciata sia dalle aristocrazie terriere che dai nuovi ceti operai nascenti. E’ in questo clima di tensioni e cambiamenti sociali che nasce il nazionalismo völkisch: di base l’ideale è il rifiuto e disprezzo nei confronti della vita moderna, distruttrice del popolo tedesco e l’ostilità nei confronti del bolscevismo, del capitalismo internazionale e degli ebrei. 

Il “Fuhrerprinzip”

Per questa ideologia l’intento è di realizzare una comunità organica tedesca, unita dal punto di vista sociale, spirituale e “sanguigno” da opporre al moderno che avanza, prediligendo lo stile di vita rurale, il vero cuore della nazione tedesca, senza però disdegnare totalmente l’industria. Il governo democratico (da questa ideologia) è rifiutato in favore di un uomo al comando. Questo concetto è chiamato Führerprinzip: prima o poi dal popolo tedesco sarebbe emerso un uomo in grado di comandarlo e di condurlo verso la retta via.

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Il nazionalismo völkisch però è un movimento molto frammentato, formato da piccoli gruppi che non riescono a essere comunemente amalgamati. Le teorie razziste völkisch sono pesantemente influenzate dal filosofo e scienziato Houston Steward Chamberlain, che sostiene che la tecnologia deve essere dominata dal Volk in chiave razziale. Solo con la rivoluzione del Volk e la subordinazione della tecnologia ad esso la Germania (per lo scienziato) può essere in grado di plasmare una nuova società tedesca. 

Chamberlain nel 1895

L’entrata dell’antisemitismo nell’ideologia Völkisch

Anche l’antisemitismo crescente è influenzato dalle teorie di Chamberlain: per egli lo sviluppo della nazione tedesca è legata a una lotta fra il “bene” e il “male”. Dio incarna la “razza tedesca” e il diavolo quella “giudaica”, gli ebrei per Chamberlain sono la “razza nemica di quella germanica”, un nemico da combattere fino alla morte con decisione e con qualsiasi arma disponibile. L’odio per gli ebrei diventa un elemento sempre più forte e preponderante all’interno di questa ideologia e dei gruppi che ne fanno parte, affermando che (per lo scienziato) è impossibile assimilare gli ebrei in quanto vi sono presenti categorie biologiche completamente diverse: l’ebraismo è nel sangue e non può essere compatibile con la razza tedesca. 

Theodor Fritsch: “il più importante antisemita prima di Hitler”

L’uomo del che fa fare il salto di qualità al nazionalismo völkisch è Theodor Fritsch. Nato a Wiesenau nel 1852  presto si interessa profondamente alla questione ebraica, pubblicando nel 1884 la Rivista Antisemitische Corrispondenz a Lipsia. Nel 1889 fonda con Böchtel e Zimmermann il partito Popolare Antisemita che elegge lo stesso Böchtel al Reichstag l’anno seguente, cambiando poi il nome il Partito riformista tedesco. Nel 1894 il partito si fonde con il Partito sociale tedesco diventando il Partito riformista sociale tedesco. Il partito però pian piano si discosta dalla lotta all’antisemitismo per occuparsi più di questioni sociali, Fritsch non è d’accordo e si allontana dalla politica del partito. La sua insoddisfazione si basa su di un’ambizione: fondare un movimento extraparlamentare antisemita. Gli ebrei (per lui) non possono avere spazio in una Germania unita socialmente ed economicamente, ma soprattutto unita dal sangue e dallo spirito tedesco.

La stessa nuova società tedesca avrebbe dovuto avere delle basi razziali. Nel 1902 Fritsch fonda la rivista Hammer, l’argomento principale è l’antisemitismo ma ci sono anche discussioni su tematiche socio-economiche (rinnovamenti a favore del ceto medio e dell’agricoltura). L’obiettivo di Fritsch è quello di diffondere il messaggio antisemita sia fra le èlite che fra le classi operaie, la rivista però non ottiene i risultati sperati con solo duemila abbonati dopo un anno dalla fondazione. Nel 1904 viene pubblicato il proclama denominato Stato generale popolare tedesco che ha successo. Si costituisce anche un comitato nazionale con alcuni membri völkisch, ma si conclude tutto con un nulla di fatto. 

La paranoia tedesca e il “complotto ebraico”

Se questi movimenti antisemiti trovano terreno fertile nell’ultimo ventennio dell’Ottocento, nei primi anni del XX Secolo trovano un periodo di crisi politica che denota una necessità di rinnovamento. Nel gennaio 1912 le votazioni per il parlamento tedesco descrivono un movimento antisemita in declino e sorge il gruppo dei socialdemocratici al Reichstag. Dalla crisi interna il movimento antisemita trova nuova linfa vitale dalla difficoltosa politica estera tedesca: la Germania si sente accerchiata dall’alleanza fra Inghilterra e Francia, nei Balcani cresce la tensione.

Il clima di insicurezza e la crescita delle correnti internazionaliste all’interno del paese portano alla nascita di teorie complottistiche, che hanno come tesi la creazione di un piano mondiale di distruzione della Germania. La situazione del 1912 crea terreno fertile per teorie che sono alla ricerca del colpevole. Nei vari movimenti völksich vi è la più assoluta convinzione che sia tutto architettato dagli ebrei, i nemici giurati della nazione tedesca, considerati come il gruppo etnico strettamente legato alle logge massoniche cospiratrici. 

“Una loggia ariana sarebbe stata una benedizione per il movimento antisemita”

Nel 1912 Fritsch afferma che vi è un disperato bisogno di un organizzazione antisemita che vada oltre a qualsiasi partito politico tedesco. La preoccupante situazione internazionale allarma non solo Fritsch, ma un altro protagonista del nazionalismo tedesco: il presidente dell’associazione nazionalista Alldeutscher Verband Henrich Class. Class pubblica un annuncio intitolato Wenn ich der kaiser war! sotto lo pseudonimo di Daniel Frymann. In questo annuncio reclama un bisogno di un dittatore per la nazione tedesca, denuncia la presenza ebraica ed incita i tedeschi di discendenza teutonica all’unità. In più, sponsorizza due società segrete per “fare luce sul cammino”: esse, come vedremo in seguito,  sono la Reichshammerbund e la più famosa Germanen Orden. Nella città tedesca di Lipsia, fra il 24 e il 25 maggio 1912, si vede organizzato un convegno ultranazionalista, deciso a mettere in chiaro le attività dei gruppi völkisch.

Viene deciso che quelli già nati devono essere coordinati su base regionale. La Reichshammerbund viene fondata da Fritsch e affidata a Hellvig von Kassel, successivamente si decide di fondare il Germanen Orden come una vera e propria loggia segreta affiliata alla prima. Come rappresentante in capo viene nominato Hermann Pohl. A questo convegno partecipa anche un noto esponente della Deutschnationaler Handlungsgehilfen-Verband (DHV), (tradotto come Unione nazionale tedesca per gli impiegati commerciali, un sindacato nazionalista e antisemita tedesco fondato nel 1893) Julius Ruttinger. Lo stesso sindacalista presto diventa sovrintendente del Germanen Orden e della Reichshammerbund a Norimberga.

Il “Germanen Orden”: la società madre di Thule

L’ideale principale della società è far rinascere la Germania tornando ai puri ideali del Volk, cercando di fermare la degenerazione della società tedesca causata dalla modernizzazione. Questo obiettivo si può raggiungere solo con un processo di difesa e di sconfitta di tutti i nemici interni della Germania, principalmente gli ebrei, i nomadi e i “criminali rivoluzionari” che, per la Società, contribuiscono alla degenerazione nazionale e biologica del popolo tedesco. Questa degenerazione dev’essere subito fermata, in quanto la Germania è la custode della razza ariana, con caratteristiche purissime a differenza di tutte “le altre razze presenti nel pianeta”. La razza ariana per gli ideali del Germanen Orden rispecchia il popolo tedesco:  ha fisici superiori, occhi azzurri, capelli biondi e sono gli ambasciatori della moralità e della cultura. Per la loggia essa è la razza più antica, la più nobile, chiamata per salvare l’umanità. Il Germanen Orden viene fondato inizialmente come organizzazione segreta affiliata ad Hammer. Fritsch il 15 novembre 1912 nello Hammer sostiene che è necessario organizzare per tempo la controrivoluzione, una nuova Santa Vehme. 

La società cresce

Il Germanen Orden nel 1912 conta circa 316 aderenti: la crescita è lenta ma costante, e trova molto più terreno fertile nella Germania centro-settentrionale che in Baviera. L’incarico della loggia è quello di coordinare tutte le attività dei movimenti völkisch, un esempio è l’invito che essa fa nel maggio 1914 a tutti gli esponenti al convegno di Pentecoste a Thale, di carattere cospirativo. Essa è di fatto la prima loggia antisemita che combatte i “sodalizi giudaici”, considerati nemici della Germania. Lo scopo principale è quello di controllare tutte le attività svolte dagli ebrei tramite la creazione di centri di raccolta di informazioni, oltre al voler consolidare la “coesione” di tutti i popoli germanici.

Da Lipsia Ruttinger riceve nel febbraio del 1912 lo “statuto di selezione” per i membri del Reichshammerbund e del Germanen Orden, il Bundeswart, redatto da Fritsch. Per accedere all’Ordine è tassativo essere di sangue puro tedesco: il candidato ideale deve avere gli occhi azzurri, chiunque avesse difformità fisiche non può entrare. E’ necessario spiegare i dati relativi al colore dei capelli, degli occhi e della pelle, inoltre il candidato deve segnalare se vi è una eventuale appartenenza ad altri gruppi razziali, con una conseguente craniometria. 

La “via violenta” della società segreta

La via violenta, per il fondatore della Germanen Orden, è fondamentale. Anche se nei primi tempi l’organizzazione si limita a reclutare adepti e ad attività di propaganda dei propri ideali, nei primi tempi della Repubblica di Weimar la società segreta risulta coinvolta in alcuni attentati politici: gli attentatori Tillessen e Schulz vengono reclutati da Lorenz Mensch, presidente del Germanen Orden di Ratisbona, e fa parte dell’Ordine dei Germani anche Albert Grenz, colui che progetta l’attentato al giornalista di origine ebraica Maximilian Harden. 

Gli scontri interni e la definitiva scissione

Lo scoppio della prima guerra Mondiale porta a una crisi dell’Ordine sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista di reclutamento, lanciando la società in totale confusione, vedendo il capo della Loggia di Norimberga partire presto per il fronte. L’incarico momentaneo viene affidato a Topfer, che scrive al suo predecessore il fatto che molti membri erano stanchi di “rituali, banchetti e cerimonie”. La situazione viene descritta come caotica anche dal Gran Maestro Hermann Pohl, che nel 1916 viene rimosso dall’incarico. La speranza di vita del movimento nella città di Norimberga si rivelano scarse e, quel che rimane del movimento, si trasferisce a Monaco di Baviera. Nella città bavarese Pohl incontra un personaggio che si rivela chiave per i movimenti ultranazionalisti tedeschi del futuro: Rudolf Von Sebottendorff.

Rudolf Von Sebottendorff, il “demiurgo” della Società Thule 

Nasce nel 1875 in Sassonia con il nome Adam Rudolf Glauer. Ha un percorso scolastico e professionale travagliato: passa dall’istituto tecnico di Ilmenau al politecnico di Berlino nel 1897 per poi successivamente abbandonarlo dopo 18 mesi per provare ad entrare nell’esercito, ma viene respinto. Non riesce a conseguire alcun tipo di diploma e decide di diventare marinaio, si sposta prima nel 1897 a New York e poi a Sydney nel 1898, decide di fare il cercatore d’oro ma con poco successo, decide di abbandonare l’Australia per stabilirsi in Egitto nel 1900.

 E’ proprio in Egitto che iniziano i suoi primi studi di occultismo. Sempre nel paese conosce i Termudi, una famiglia ebraica di ricchi banchieri greci originari di Salonicco, il cui capostipite introduce Adam Rudolf negli ambienti massonici, lasciandogli addirittura in eredità la sua biblioteca di testi occulti. Nel 1902 egli torna in Germania stabilendosi a Monaco. Le sue idee politiche sono pesantemente influenzate dall’occultismo: è un fervido antimaterialista, con molti ideali mistici e fortemente antibolscevico oltre che antidemocratico. Nel 1916 incontra a Berlino il presidente dell’Ordine dei Germani Hermann Pohl, seguendo le indicazioni di un volantino della Società.

L’embrione della nuova società

Nell’incontro poc’anzi citato, i due parlano principalmente delle rune poste sotto all’annuncio, che Pohl spiega ispirate alle pubblicazioni di Guido Von List: secondo questi studi, l’antica popolazione degli Ari aveva smarrito il proprio potere a causa della mescolanza delle razze, perdendo la sua purezza. Questi discorsi affascinano Sebottendorff che decide di collaborare con l’ordine dei Germani, chiedendo a Pohl un elenco di persone residenti in Baviera che potessero essere interessate ad entrare nella loggia. La loggia però nel frattempo è di fatto morta, ma nel 1917 Sebottendorff svolge comunque attività di propaganda e reclutamento per Pohl, che intanto è a Berlino per affittare un ufficio per la nuova società.

Il 21 dicembre avviene l’inaugurazione e il futuro capo della Thule viene eletto maestro dell’Ordine provinciale bavarese per il suo attivismo interno e per aver intenzione di finanziare e di pubblicare un nuovo periodico völkisch, chiamato Runen. Su questa rivista Sebottendorff sollecita gli interessati ad aderire a una nuova loggia e i risultati non tardano ad arrivare: si iscrivono Georg Gaubatz, Johannes Hering, Wilhelm Rohmeder e lo studente Walter Nauhaus, che si impegna a raccogliere accoliti tra gli studenti d’arte. Anch’egli studioso di Guido Von List, è veterano di guerra e nel 1916 anch’egli è un membro del Germanen Orden.

Nasce la società Thule

Questa nuova società sarebbe dovuta essere il “nuovo” Germanen Orden. I risultati non tardano ad arrivare: nel 1918 gli aderenti sono circa 1500 in Baviera, tanto che Sebottendorff si trova a dover affittare delle sale dell’Hotel Vier Jahreszeiten di Monaco che possono ospitare centinaia di persone, tutto ciò ovviamente da all’occhio, serve un nome di copertura: Nauhaus suggerisce a Sebottendorff di dare alla nuova società il nome “Thule” ed egli accetta. Le nuove sale di recente affitto vengono inaugurate il 17 agosto 1918 alla presenza dei capi berlinesi dell’Ordine, il giorno successivo viene fatta una cerimonia fra 30 persone e, nelle sale, viene affisso un nuovo emblema: una croce uncinata con una spada, il simbolo della nuova società creatasi, la Società Thule. Questa società quindi, al momento, è di fatto una costola del Germanen Orden.

Rudolf von Sebottendorff (a sinistra), con Nuri Killigil (al centro), e Remzi Denker (a destra), nel 1939

Il mistero attorno alla scelta del nome

Ma perchè viene scelto questo nome? Le motivazioni sono molteplici, tutte plausibili ma non abbiamo alcuna conferma: il nome “Thule” lo vediamo apparire in Procopio, precisamente ne La guerra dei Goti, Un’isola che dovrebbe essere grande dieci volte la Britannia. Thule rappresenta una nostalgia spirituale a cui molti tedeschi dell’epoca si appoggiano per rigettare le credenze della modernità, del positivismo e del materialismo. Essa, per coloro che seguono le interpretazioni ariane, è l’ultimo rifugio degli Atlantidi dopo la catastrofe prima di emigrare in Europa, la terra natìa dei popoli germanici.

Vi sembrano essere, però, altre motivazioni circa la scelta del nome: l’isola di Thule compare negli scritti di Plinio che la definisce come una terra lontanissima da quelle conosciute, senza notti d’estate e senza sole d’inverno; Samivel dice che sono presenti più isole di Thule: quella baltica, quella norvegese, quella d’Albione, che sarebbero i riflessi di una sorta di Iper-Thule inaccessibile agli uomini. Nella tradizione esoterica l’isola Thule Iperborea sarebbe in realtà l’isola della Rivelazione primordiale in cui risiederebbe il Re del mondo. Non è esplicitato se il nome scelto per la nuova società è un simbolo o un allegoria che non ha alcun significato metafisico se non quello di dare un riferimento al misticismo germanico. Oltre a queste motivazioni Il nome può essere stato scelto in quanto il nome “Thule” assomiglia a “Thale”, località ai piedi del monte Harz, luogo in cui il 2 marzo 1914 si sono riunite simbolicamente tutte le logge völkisch tedesche. 

Il “Munchener Beobachter”: la voce della Società

La società inizialmente non ottiene risultati rilevanti, e il clima politico della Germania del tempo non permette nemmeno di fare comizi politici. Impossibilitati dal propagandare le proprie idee oralmente, c’è bisogno di una via secondaria: la propaganda scritta. Anche qui c’è un problema, in quanto il Governo centrale non permette la pubblicazione di nuovi giornali. Sebottendorff si vede costretto ad acquistare un giornale già esistente, il Münchener Beobachter (fondato nel 1887). Essendo deceduto il direttore Franz Eher, amico di Gaubatz, Sebottendorff lo acquista dalla vedova per la cifra di cinquemila Marchi.

Sebottendorff diventa quindi Direttore responsabile del quotidiano. Il giornale è privo di abbonamento mensile, quindi di fatto esso viene venduto per strada e spacciato per “foglio sportivo”, con l’obiettivo di rivolgersi a un pubblico giovanile, cercando di mascherare la propaganda ad occhi indiscreti. Il giornale ovviamente si occupa anche di propaganda antisemita: è Sebottendorff che, di suo pugno, scrive un articolo contro Kurt Eisner. Nell’articolo il Capo redattore soprannomina con l’epiteto “ebreo russo” il leader del Partito Socialdemocratico Indipendente di Monaco, sostenendo che vedere “un ebreo capo di un partito” dovrebbe far vergognare chi rappresenta gli operai.

La Rivoluzione Bavarese

E’ proprio Kurt Eisner che promuove nell’ottobre 1918 uno sciopero di tutti i lavoratori bavaresi del settore dell’industria bellica. Ciò comporta il suo arresto, ma viene rilasciato il 14 ottobre. La sera i manifestanti si riuniscono alla birreria Mathaserbräu per eleggere il consiglio degli operai e dei soldati e vengono occupati tutti gli edifici pubblici. Il 7 novembre 1918 Eisner assieme ad Auer  l’8 novembre 1918 si accordano e intraprendono un’azione rivoluzionaria. L’accordo è annunciato ad un comizio tenutosi il pomeriggio  in cui si pretende l’abdicazione del Kaiser Guglielmo II: ha inizio la rivoluzione di Baviera. I soldati presenti nelle caserme si alleano ai rivoluzionari e Re Ludovico III di Baviera deve abbandonare la sua Residenza. Tutti gli edifici pubblici, dalle poste agli uffici comunali (anche Case Editrici) vengono occupate. Alla birreria Mathauser viene formato un consiglio dei ministri, ed Eisner viene eletto primo ministro: ha inizio un vero e proprio ribaltamento dell’ordine costituito.

La “Lega di combattimento”. Il braccio armato della Società Thule

Il 9 novembre 1918 la società indice una riunione urgente presso l’Hotel Vier Jahreszeiten. La situazione dal loro punto di vista è tragica: la Germania rischia di cadere nelle mani del complotto ebraico e del bolscevismo e, a detta di Sebottendorff, ora in Germania domina il “nemico mortale del popolo tedesco”. Per evitare ciò, è necessario mettere in atto una controrivoluzione. Il 10 novembre 1918 viene creata la Lega di combattimento che dà l’opportunità ad altri gruppi völkisch di unirsi sotto un unico ente, ciò riguarda in particolare gruppi come Alldeutschen, Rohmeder Schulverein e la Hammerbund.

Questi furono in parte anche eventi fortuiti, in quanto molte associazioni völkisch si trovano, a causa del clima rivoluzionario, sfrattate nel giro di breve tempo dalle loro sedi dai proprietari di esse. Nonostante quindi la “casualità” delle circostanze, nei fatti la società Thule non diventa solo la loggia più importante, ma diventa anche punto d’incontro di diverse associazioni i cui membri stringono rapporti e da cui la Thule ne trae anche vantaggio. L’esempio lampante è Julius Friedrich Lehmann.

 Aderente agli ideali pangermanisti, egli formalmente non è un membro della Società (è un editore di opere völkisch) ma si rivela importante per la Thule in quanto è in grado di procurare alla loggia le armi, addirittura acquistandole dai gruppi socialisti e depositando queste sia negli uffici della propria casa editrice che nella sede della Thule. In Baviera le autorità sono al corrente di ciò che Lehmann e la loggia stanno facendo ma, per motivi non chiari, non prendono provvedimenti. 

Il fallito sequestro di Kurt Eisner

Il 4 dicembre 1918 Sebottendorff decide di andar a far visita alla moglie a Bad Aibling, viene accolto alla stazione della cittadina dal sottotenente (nonché figlio del proprietario dello stabilimento termale della località bavarese) Sedlmeier, membro della Lega di Combattimento, che lo informa dell’arrivo nella località di Eisner (assieme ad Auer e Timm), dove sosterrà un discorso al Kurhaus. Per Sebottendorff questa è l’occasione d’oro per sequestrare il leader socialdemocratico e per lasciare un vuoto di governo che sarebbe stato colmato da Auer. Il piano non è improvvisato: Sebottendorff è perfettamente a conoscenza di un’ostilità sempre più maggioritaria all’interno dei socialdemocratici nei confronti di Eisner dovuta dal discorso indetto da lui a Genf: egli attribuisce tutte le colpe dello scoppio del primo conflitto mondiale alla Germania. Ciò suscita sdegno fra i socialisti, componente del governo che nella composizione di esso ha sempre avuto poca voce in capitolo.

Kurt Eisner, il Primo Ministro bavarese

La presenza di Auer avrebbe dovuto mobilitare i contadini della zona, a cui sarebbe stato dato un manifesto poco prima della conclusione del discorso di Eisner. L’esecuzione del piano è affidata a Sedlmeier e ad altri quindici uomini: avrebbero dovuto rapire Eisner dopo il suo discorso approfittando della sommossa creata dai contadini, portarlo nelle zone montuose e tenerlo in ostaggio fino alla creazione di un nuovo governo. Sulla carta tutto è perfetto, nella pratica invece il piano fallisce clamorosamente: Eisner non porta con sé sul palco Auer ma Hoffmann e il consigliere dei contadini Gandofer, inoltre vi è una consistente presenza di operai comunisti rispetto ai contadini. Tutto ciò impedisce ovviamente lo scoppio della rivolta e gli uomini di Sedlmeier non riescono in alcun modo ad avvicinarsi al palco.

Il tentativo di creare una “Guardia civica”

Nel 1918 il governo socialdemocratico presieduto da Eisner è molto concentrato sulla politica estera, ma poco su quella interna: l’ex deputato Buttner ottiene da Auer, Timm e Haller l’autorizzazione per la costituzione di una Guardia Civica. E’ una mossa di convenienza da parte dei tre ministri di governo, che reputano vantaggioso avere a propria disposizione una milizia all’avvento delle elezioni. Gli obiettivi di Buttner sono però diversi: subito dopo l’autorizzazione egli si mette in contatto con la Società Thule tramite un affiliato (il Tenente Kurz), conosce personalmente Sebottendorff e gli chiede l’utilizzo della sala riunioni all’Hotel Vier Jahreszeiten.

Il capo della Thule accetta immediatamente e indice una riunione la sera stessa, il 27 dicembre 1918. Nonostante l’iniziativa fosse indubbiamente delicata, non vengono prese le precauzioni necessarie e alla riunione segreta riesce ad infiltrarsi anche il Sottotenente Kranold, componente del ministero della Guerra. Egli di fatto è testimone oculare del piano operativo disposto dall’affiliato alla Thule Tenente colonnello Haak nella difesa della città di Monaco da qualsiasi tentativo insurrezionale (viene specificato, di qualsiasi parte politica). A riunione conclusa si stabilisce di incontrarsi l’indomani a mezzogiorno per costituire i reparti di Guardia civica. 

Sebottendorff prende parte al reclutamento assieme a Buttmann. Esso si rivela un successo in quanto vengono reclutati trecento uomini ma, appena si reca al Vier Jahreszeiten, apprende dal portiere dell’Hotel che c’è appena stato un blitz delle forze repubblicane che hanno portato in questura trentacinque persone. Fra gli arrestati, anche se i nomi non sono noti, sembrano esserci anche addetti alla redazione del Münchener Beobachter. 

L’iniziativa ha anche delle conseguenze politiche, in quanto alla creazione della Guardia civica vi è stata l’autorizzazione del governo. Auer, Timm e Haller, attaccati dagli Indipendenti e dai Comunisti in quanto sospettati di voler rovesciare il governo, ritirano la firma. Nonostante lo scandalo, Sebottendorff riesce ad avere udienza da Eisner e riesce ad avere un ordine scritto con cui intima l’interrogatorio dei trentacinque arresti entro la sera. Presenta inoltre la lista di tutti i trecento reclutati che dichiarano per iscritto di giurare di intervenire contro qualsiasi tentativo insurrezionale.

Trentatré persone vengono rilasciate, eccetto Lehmann e Haak: il primo accusato di possesso d’armi  trovate nel suo ufficio, il secondo di aver congegnato un piano controrivoluzionario. Vengono condotti nel carcere di Stadelheim in cui rimangono circa tre settimane. Nonostante il rocambolesco fallimento, la Società Thule e la Lega di combattimento registrano una costante espansione: si iscrivono alla Lega, ad esempio, l’Ing. Woerner, il Sottotenente Parcus, Arndt e Schwabe. Inoltre, anche il Münchener Beobachter aumenta le vendite in strada e riesce a non incappare mai nella censura. 

Da Loggia a movimento sociale, politico e spirituale

Nei primi mesi del 1919 l’obiettivo della Società è quello di raccogliere a sé i seguaci e i componenti di tutte le associazioni controrivoluzionarie e nazionaliste. La Thule crea quindi una sorta di circoli atti a coinvolgere più parti della società tedesca: l’amministratore delle ferrovie tedesche Anton Daumenlang inizia ad occuparsi di ricerche araldiche, Nauhaus si occupa di ricerche sulla cultura nordica e Johannes Hering  raduna attorno a sé una squadra di ricercatori per studiare l’Antico Diritto Germanico. Il ruolo più importante però lo ebbe Karl Harrer a cui fu dato l’ordine di creare un Circolo operaio (DAP).

Harrer, così facendo, intende propagandare gli ideali völkisch della società ad altre classi del popolo tedesco. E’ necessario creare però una solida base, un’alternativa politica credibile che possa fare presa sulla popolazione. L’impegno della Thule però non è quello che Harrer si aspetta, trovando, ad esempio, in Sebottendorff molta “timidezza” nel portare avanti seriamente la cosa.Il fatto interessante è che la persona che teorizza questa iniziativa è Gottfried Feder, giornalista tedesco, che sembra aver il compito di propagandare le idee della Thule nei circoli operai tedeschi. Feder non diventa mai un affiliato alla società, ma è nota la sua collaborazione con essa. 

Il mistero sull’assassinio di Kurt Eisner

Nella Thule la propaganda antibolscevica è un argomento centrale. Tramite il Münchener Beobachter, gli attacchi ai socialisti e ai comunisti sono quotidiani: vengono tacciati di temini come “nemici del popolo” e vengono accusati di essere degli assassini appartenenti a “razze diverse rispetto a quella ariana”, in particolare di essere ebrei. Esso è in riferimento particolarmente a quelli intellettuali di origine ebraica che, oltre ad Eisner, influenzano la rivoluzione bavarese. Un esempio è Fechenbach, oppure Jaffe e Toller. In un certo senso, questa costante propaganda anti rivoluzionaria contribuisce al pessimo risultato delle elezioni del parlamento regionale bavarese del 12 gennaio 1919.

Il partito Socialdemocratico di Eisner ottiene un misero 2,5% dei voti e solo tre mandati in Parlamento, mentre il partito borghese ottiene cento mandati su centottanta. Situazione diversa invece a Monaco, città in cui il partito di Eisner è ancora molto forte. La Thule cerca di qualsiasi maniera di sfruttare ogni occasione per indebolire l’avversario sempre di più, partecipando anche a numerose attività di sabotaggio. La sconfitta elettorale è un boccone amaro per Eisner, che non intende mandar giù: il 16 febbraio 1919 tiene un comizio alla Theresienwiese in cui propaganda la dottrina sovietica.

Al termine del comizio si mette a capo di un corteo di diecimila persone, incitando la formazione di un Governo sovietico e invocando la rivolta. Il 20 febbraio 1919 Eisner si congeda dai Soviet in misura momentanea, dimettendosi anche da Primo ministro per preparare una seconda rivoluzione. Il giorno dopo, Eisner lascia il Ministero degli Esteri per recarsi all’inaugurazione del nuovo parlamento ma, svoltando l’angolo della Promenade Strasse, Eisner viene ucciso da due colpi d’arma da fuoco alla nuca. A premere il grilletto è il Conte Anton Arco auf Valley. 

Anton Graf von Arco auf Valley

Controrivoluzionario e ultranazionalista, Arco von Valley è una figura che compare come una meteora e dai contorni dubbi: dalle fonti non è chiaro se egli appartenesse o meno alla Società Thule, in quanto Sebottendorff sostiene di averlo scartato in quanto “mezzo ebreo”, e che con questo gesto “aveva voluto dimostrare che anche un mezzo ebreo era capace di compiere azioni memorabili”, per altri invece l’appartenenza del conte alla loggia è un dato di fatto che si macchia di un crimine efferato in quanto considera Eisner una minaccia per la Germania. 

La Lega di combattimento torna in azione

La Società Thule, nonostante fosse riconosciuta come la principale forza antirivoluzionaria dai suoi avversari, tutto sommato si muove ancora liberamente: viene creata la sezione del Freikorp a cui comando vi è il tenente Kurz che si presta ad arruolare volontari, e vi è la sezione dello spionaggio con al comando il sottotenente Edgar Kraus. Il sottotenente sembra ottenere risultati efficaci: la Thule riesce ad avere infiltrati fra i funzionari di governo e i socialisti che, quotidianamente, mandano resoconti alla sede centrale della Società.

Quest’azione non ha solo come autrice la Thule, ma vi è anche la collaborazione del governo Hoffmann a Bamberga che viene informato di tutto. Sia il governo Hoffmann che quindi la Loggia stanno organizzando un intervento armato a Monaco di Baviera per scacciare i comunisti. La Lega di combattimento compie azioni di sabotaggio mirate che culminano con la manomissione dell’intero parco auto e di tutti gli aerei appartenenti “ai comunisti”, di stanza a Schleissheim. Sebottendorff ottiene il permesso dal governo Hoffmann di schierare a Monaco un corpo di volontari. Il putsch è pronto. 

Il fallimento del Putsch delle Palme e il mandato d’arresto per Sebottendorff

Il 13 aprile 1919 è programmato dal comandante delle truppe antirivoluzionarie Alfred Seyffertitz, appoggiato pienamente dal governo Hoffmann di stanza a Bamberga. Gli scontri a Monaco sono violentissimi e terminano con una sconfitta delle truppe controrivoluzionarie, dovuta anche al fatto che il contingente della Thule appoggiato dal ministro Schneppenhorst arriva in ritardo e con dimensioni assai ridotte: Friedrich Knauf promette l’invio di un contingente di seicento uomini, nei fatti però se ne presentano dodici. Il tentativo di ribaltare il governo sovietico di stanza a Monaco di Baviera è un fiasco totale.

I controrivoluzionari però non si danno per vinti, e il 16 Aprile molti aderenti alla Lega di Combattimento si riuniscono a Eichstatt, dove si cerca di costituire un ulteriore Freikorps. Nel frattempo Sebottendorff è informato che è nel mirino delle autorità sovietiche e scappa a Bamberga, dove chiede e ottiene il permesso di creare un corpo di volontari chiamato Oberland. Il 20 aprile ottiene armamenti dal Comando del III corpo d’armata bavarese a Norimberga e si stabilisce la città di Eichstatt come centro di reclutamento a cui si unirono cinquecento volontari.

I “martiri” della Thule

Le attività cospirative della Thule sono ormai troppo note per passare inosservate: il 26 aprile 1919 la polizia segreta (grazie a una testimonianza di un dipendente dell’Hotel cui stanziava la società) irrompe nelle quartier generale della loggia trovando armi, false firme del comandante Elgerhofer e gli elenchi di tutti gli affiliati. Vengono arrestati Daumenlang, Nauhaus, Von Steyditz, Gustav Franz Maria principe di Thun e Karl von Teuchert. Essi vengono condotti al Ministero della Guerra e sottoposti a interrogatorio. Il giorno seguente essi vengono trasferiti al ginnasio Luitpold, sede provvisoria delle armate socialiste, dopo il putsch delle palme.

Non furono gli unici ad essere imprigionati: vengono raggiunti presto da due soldati del VII reggimento degli Ussari e dal professore ebreo Ernst Berger, accusato di aver strappato un manifesto comunista. Il 30 aprile 1919 Elgerhofer fa recapitare un ordine al ginnasio in cui chiede che vengano giustiziati tutti gli ostaggi come rappresaglia. Dei ventidue ostaggi ne vengono liberati di fatto quasi tutti e vengono uccisi solo i membri della Società Thule.

La Lega di combattimento partecipa alla conquista di Monaco

La notizia delle fucilazioni non tarda ad arrivare alle orecchie delle truppe controrivoluzionarie che, stanziate attorno a Monaco, decidono di intervenire immediatamente. Fra queste vi è il contingente fondato da Sebottendorff chiamato Corpo volontario Oberland composto da 250 uomini e tutti membri della società Thule: essi partecipano agli scontri e riescono ad entrare a Monaco il 3 maggio, rientrano nella loro storica sede e da li creano un quartier generale che guida il resto delle truppe controrivoluzionarie nella conquista della città. Lo stesso giorno le truppe sovietiche vengono sconfitte ma in città per alcune settimane vi sono ancora focolai di guerriglia urbana.

Gli uomini della Lega di combattimento approfittano dello stato di confusione cittadino per fare delle rappresaglie uccidendo anche persone innocenti, pensando di vendicare i membri della Thule giustiziati. Un elemento di spicco del comunismo bavarese, Levinè, viene ucciso dalla Lega di combattimento il giorno stesso della presa della città. L’origine ebraica di alcuni degli esponenti del comunismo tedesco (come, appunto, Levinè) è un’occasione da sfruttare per la Thule e Sebottendorff: la rivoluzione bavarese e l’uccisione degli ostaggi rappresentano un vero e proprio “complotto ebraico” ai danni della nazione tedesca. 

Il cambio di rotta della Società e la sua scomparsa momentanea

Se dal punto di vista operativo si è ottenuto un modico successo, la società, nelle logiche interne, risulta più frammentata che mai. La Thule – Gesellschaft, dopo la fine della Repubblica dei Consigli, è in un periodo di crisi: vi è un vero e proprio conflitto interno su chi fosse responsabile della perdita dell’elenco di tutti gli associati alla Loggia con reciproche accuse fra Knauf e Sebottendorff. Il 22 giugno 1919 Sebottendorff decide di non partecipare più ad alcuna riunione.

A fine dicembre del medesimo anno vengono indette delle nuove elezioni, e da queste spunta il nome del professor Hermann Bauer. Il neo presidente fa “cambiare pelle” alla società, trasformandola (almeno di facciata) in una sorta di circolo culturale tedesco: vengono organizzate riunioni dedicate a letture, conferenze ed eventi musicali. Vi è sicuramente una rinascita culturale, ma ciò non fa cessare le attività di propaganda politica con la diffusione di volantini antisemiti e nazionalisti. In alcuni casi, la società addirittura si presta come nascondiglio per militari ma il prestigio di qualche anno prima scema sempre di più diventando nel 1923 un corpo senz’anima. 

Putsch di Monaco
ADOLF HITLER The accused in the Hitler Putsch Trial, (from left) Pernet, Weber, Frick, Kriebel, Ludendorff, Hitler, Bruekner, Roehm and Wagner ,1923/4

Il Putsch di Hitler

La sera dell’8 novembre 1923 Hitler e i suoi sodali delle SA (Röhm e Göring) irrompono nella birreria Burgenbraukeller per sequestrare gli esponenti del governo bavarese, lì presenti per indire una manifestazione. L’obiettivo di Hitler è quello di creare un governo nazionale provvisorio bavarese per poi marciare su Berlino. Il putsch fallisce e il mattino dopo Von kahr si dissocia da ciò fatto da Hitler e dichiarano l’immediato scioglimento delle NSDAP e dei gruppi Oberland.

Nel 1923 la Società Thule riprende vita, diventando un punto di riferimento per alcuni membri di spicco del partito nazionalsocialista come Hess, Frank e Fiehler ma la vita della Thule è pressochè segnata: fra il 1924 e il 1925 vengono organizzate pochissime manifestazioni, arrivando ad avere solo 25 aderenti nel 1925 e cinque nel 1926. Anche il Registro del tribunale di Monaco nel 1930 considera la Thule “clinicamente” morta.

Il Libro di Sebottendorrf e la “longa manus” della Gestapo

Con l’arrivo del Nazismo in Germania, Sebottendorff torna a Monaco per tentare di rifondare la Società, anche se molto probabilmente il suo intento è più quello di poter acquisire una posizione all’interno del partito. Fonda nuovamente la Thule Gesellschaftt e riunisce 75 affiliati del tempo. Il 9 settembre 1933 vengono festeggiati  i quindici anni della Società nell’Hotel Fierjahreszeiten e il 31 ottobre si organizza una commemorazione in memoria dei caduti, ma anche questa nuova società non ha molta durata.

Sebottendorff però non si arrende e pretende di essere considerato il precursore di ciò che Hitler fa dal 1923 in poi e scrive un libro, intitolato Prima che Hitler venisse. Libro che, ovviamente, non trova alcun tipo di simpatia nella dirigenza del terzo Reich: la prima edizione vede vendute tremila copie ma la ristampa viene proibita. La Gestapo nel 1934 sequestra tutta la rilegatura di quella che sarebbe dovuta essere la seconda edizione. La storia della società finisce con l’arresto di Sebottendorff nel 1933 e l’espulsione dalla Germania nel febbraio 1934.

Fra mito e realtà: l’influenza sul Nazismo

Uno dei più grandi miti che ruota attorno alla storia della Thule – Gesellschaft è che essa fosse una loggia interna al nazismo capace di influenzare il pensiero politico – economico, a cui appartengono tutti i membri dell’élite del Terzo Reich, Hitler compreso. Questa cosa è smentita anche banalmente dal punto di vista anagrafico, in quanto la Loggia risulta “defunta” nel 1933. Certo, l’idea che all’interno del nazismo sia presente una Loggia “occulta” che tesse le fila del partito nazionalsocialista è affascinante ma non risulta veritiero. E’ indubbio, invece, che i movimenti völkisch e in particolare la Società Thule abbiano creato soprattutto in Baviera un “humus” per ciò che Hitler propaganderà gli anni successivi.

La DAP: anello di congiunzione fra la Thule e il Reich?

Dalla fondazione del 1918 della DAP da parte di Harrer il circolo ottiene risultati modesti, attraendo pochi seguaci fra la classe operaia e anche fra gli stessi membri dei gruppi völkisch, creando paradossalmente divergenze anche con membri della Thule: Draxler è dalla parte di Harrer, vuole creare un movimento operaio che possa fare pressioni sul governo, ma si scontra con la volontà di Sebottendorff di far mantenere alla loggia un profilo basso, di tessere le fila nell’ombra tramite azioni di sabotaggio.

Le due posizioni ovviamente non possono andare d’accordo, e i fondatori del DAP decidono di prendere una decisione: il 5 gennaio 1919 trasformano il circolo operaio della Thule in un vero e proprio partito politico. Il tono che viene attribuito dai fondatori è sicuramente di stampo völkisch, corporativista e anticlericale. Nell’estate del 1919 i risultati sono modesti ma, nonostante questo, attirano l’attenzione di tre individui che da lì a pochi anni cambiano completamente le sorti del DAP: essi sono Dietrich Eckart, Alfred Rosemberg e Graf karl von Bothmer che danno una nuova anima al partito. La trasformazione di questo piccolo frangente politico in un vero e proprio partito di massa avviene con l’entrata in gioco di un personaggio: Adolf Hitler: Nel settembre 1919 viene invitato da un membro anonimo del DAP a partecipare a una riunione presieduta da Harrer. 

All’inizio non rimane colpito, ma il 16 settembre dello stesso anno decide comunque di diventare un membro, consentendogli di accedere a tutti quelli ideali völkisch, ultranazionalisti e antisemiti trasmessi prima dal Germanen Orden e poi dalla Thule Gesellschaft. Tutte queste credenze vengono fuse all’interno del nuovo manifesto politico del DAP il 6 febbraio 1920, pubblicato ufficialmente il 24 febbraio 1920, data che coincide con la formazione del nuovo partito, il Nationalsozialistiche Deutsche Arbeiterpartei (NSDAP). Il programma è formato da 25 punti con un iniziale riferimento a una rivoluzione völkisch come alternativa alla Repubblica di Weimar.

Il 31 maggio del 1920, il Münchener Beobachter (che sucessivamente diventa Völkischer beobachter), il giornale della Thule, pubblica un riassunto in 12 punti del programma politico delle NSDAP, “appoggiando” il nuovo programma e il partito di recente fondazione. Nella primavera Sebottendorff vende il giornale e tutta l’editoria a Hans Georg Muller, incluso lo staff di cui fan parte Wilhelm Laforce e Marc Sesselmann, entrambi membri della Thule che più tardi diventano persone degne di nota all’interno della NSDAP, fra i soci vi è anche Gottfried Feder. L’obiettivo della Repubblica di Weimar di cercare una pace dignitosa per la Germania è definitivamente preso d’assalto dalla retorica völkisch e razziale che chiama a gran voce una “rinascita” tedesca che finisce, inesorabilmente, nelle mani dell’ideologia nazista. 

La centralizzazione della NSDAP

La società Thule, dopo l’avvento di Hitler, diventa sempre più silenziosa, fino quasi a sparire nel 1926. Durante l’esplosione del Partito Nazista nel 1933, la Thule ritrova una provvisoria rinascita nell’Hotel Vierjahreszeiten che combacia con la pubblicazione di un giornale da parte di Sebottendorff, chiamato Thule-bote in cui reclama un posto per la sua loggia all’interno del Nazismo sostenendo, in maniera goffa, che di fatto tutti i membri del nazionalsocialismo avessero avuto a che fare con la Thule Gesellschaft.

Paradossalmente questa “protesta” crea dei malumori fra i membri più anziani, che non vogliono una società che diventi un mero “club”. Se è vero che il DAP è nato dalla Thule, essa non ha avuto l’abilità di trasformarlo in un partito di massa, cameratesco. Adolf Hitler accentra il partito attorno alla sua figura, eliminando la parte cospirativa, allontanando molti membri della Thule all’adesione al partito Hitleriano, in quanto gli ideali politici vengono assorbiti nella forma più spietata da Hitler. La stessa cosa vale anche per l’ala militare della Lega di Combattimento della Thule. Rimane l’antisemitismo intrinseco, ma tutti i riti, le riunioni tipiche della società Thule vengono schiacciate dalle processioni delle SS e del partito Nazista.

Il movimento völkisch ha preparato in Baviera e a Monaco terreno fertile per la spietata propaganda hitleriana prima e dopo la Prima guerra mondiale e durante la rivoluzione bavarese, facendo diventare sempre più diffuso l’antisemitismo e trasformando Monaco come l’epicentro degli ideali nazionalsocialisti che Adolf Hitler riesce a sfruttare. Il Nazismo però non accetta di spartire le sue teorie e i suoi ideali: ad esempio, a Rüttinger viene vietato di poter ricoprire cariche di rilievo all’interno del partito Nazista,  la causa di essere un ex membro del Germanenorden, la stessa cosa capita a tutti gli ex membri delle logge. Con l’avvento del Nazismo si verifica una monopolizzazione politica in cui non vi è alcuno spazio per altro, spazzando via e facendo proprio tutto ciò capitato prima del 1933.

Consigli di lettura: clicca sul titolo e acquista la tua copia!

  • Detlev Rose, La società di Thule. Leggende, miti e realtà, Edizioni Settimo Sigillo, Roma, 2008.
  • Rudolf Von Sebottendorff, prima che Hitler venisse, Edizioni Artktos, 1982.
Letture consigliate
Tags: Nazismo
Ludovico Vidoni

Ludovico Vidoni

Nato a Monfalcone il 13 ottobre 1998, ha sempre avuto la passione per la scrittura e per la storia, passioni così forti che orientano i suoi studi. Si iscrive alla facoltà di Discipline storiche e filosofiche all’Università degli Studi di Trieste nell’ottobre 2019 e si laurea il 14 febbraio 2023. Al momento è laureando Magistrale presso la facoltà di Studi storici. Dall’antico al contemporaneo sempre nel medesimo ateneo. I suoi periodi storici preferiti sono la storia contemporanea e a storia greco-romana.

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