Fatti per la Storia
  • Contemporanea
  • Moderna
  • Medievale
  • Antica
  • Storia in TV
  • Libri
SUPPORTA ORA
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
Fatti per la Storia
  • Contemporanea
  • Moderna
  • Medievale
  • Antica
  • Storia in TV
  • Libri
SUPPORTA ORA
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
Fatti per la Storia
SUPPORTA Ora
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Contemporanea
  • Moderna
  • Medievale
  • Antica
  • Storia in TV
  • Libri
Home Storia Moderna

Riforma protestante fra la critica a Roma e l’appoggio dell’aristocrazia germanica

La riforma protestante, seppur basata su principi di matrice religiosa, ha avuto un ruolo centrale, portando a nuovi equilibri, anche in ambito sociale, culturale e soprattutto politico. La figura di Martin Lutero, rivoluzionario e carismatico allo stesso tempo, con le sue 95 tesi, in cui criticava aspramente la Chiesa, ha portato alla fine del monopolio religioso del pontefice romano, aprendo la strada anche alla nascita del calvinismo e dell'anglicanesimo

di Daniele Martinelli
29 Agosto 2026
TEMPO DI LETTURA: 6 MIN

CONTENUTO

  • Martin Lutero il riformista
  • La riforma protestante
  • L’importanza delle 95 tesi e la loro ripercussione sulla società
  • Il ruolo politico della borghesia germanica

Martin Lutero il riformista

Martin Lutero è un monaco, teologo e riformatore tedesco. Nasce il 10 novembre 1483 da Hans Luther e Margherita Ziegler a Eisleben, nella Turingia. L’infanzia scolastica non è particolarmente felice, poiché egli stesso definisce gli insegnanti come tiranni e considera i manuali scolastici un concime diabolico. Nel 1497 frequenta la scuola di Magdeburgo presso un’associazione religiosa e, nel 1501, si iscrive all’Università di Erfurt per volere del padre. Proprio in questa università si avvicina per la prima volta alla religione, legge, infatti, la Bibbia e ne rimane affascinato e profondamente colpito.

L’evento decisivo che lo spinge alla vita monastica, però, non è questo, ma risale a qualche anno più tardi. Mentre torna a Mansfield, per recarsi dalla famiglia, viene sorpreso da un violento temporale ed un fulmine, caduto a poca distanza da lui, lo fa cadere a terra. In quel momento di paura e disperazione chiede aiuto a Sant’Anna, promettendo che, se si salverà, diventerà monaco. Neanche un mese dopo, il 17 luglio 1505, entra nel convento agostiniano di Erfurt. Nel 1507 diventa sacerdote e, nel 1508, grazie alla sua disciplina e alla sua costanza, ottiene la cattedra presso la neonata Università di Wittenberg, fondata da Federico III di Sassonia, dove insegna la dialettica e la filosofia.

Durante l’esperienza dell’insegnamento prosegue gli studi teologici e, nel 1509, consegue il primo grado teologico, che gli permette di tenere lezioni non solo nelle materie già menzionate, ma anche sulla teologia. Nel 1510 viene inviato a Roma per questioni riguardanti il convento agostiniano e, pur rimanendo molto deluso da alcuni aspetti, soprattutto dal comportamento di alcuni membri del clero romano, questo evento non scatena ancora le sue invettive contro la Chiesa di Roma. Soltanto più tardi, negli anni della ribellione, Lutero utilizza il suo viaggio a Roma, da lui definita la nuova Babilonia, per dare forza e credibilità alle sue idee rivoluzionarie.

La Riforma protestante di Martin Lutero -1517-1555 - Órganon

SULLO STESSO TEMA

Ghitta Carell

Ghitta Carell e la costruzione simbolica del consenso

Operazione Felix: il piano nazista per espugnare Gibilterra

La Società Thule

La Società Thule: fondazione, ideologia, storia

Migliori serie televisive storiche

La classifica (in aggiornamento) delle 20 migliori serie TV storiche da vedere assolutamente

La riforma protestante

Il contesto sociale in cui si sviluppa la Riforma protestante è caratterizzato da grandi sconvolgimenti non solo religiosi, ma anche politici e culturali. Per quanto riguarda gli eventi religiosi, si possono citare la vendita delle indulgenze, la corruzione dilagante e i numerosi scandali che coinvolgono la Chiesa. Proprio la vendita delle indulgenze diventa motivo di aspra critica da parte di Martin Lutero. Le indulgenze vengono suddivise, per comodità espositiva, in quattro categorie:

  1. il perdono plenario;
  2. il titolo confessionale;
  3. la partecipazione ai beni spirituali della Chiesa;
  4. il condono di ogni pena alle anime del Purgatorio.

La critica di Lutero, che culmina con l’affissione delle 95 tesi, si basa sul fatto che, se il penitente si ravvede sinceramente davanti a Dio per i peccati commessi, la penitenza risulta già compiuta. Il ruolo della Chiesa e degli ecclesiastici passa quindi in secondo piano, poiché il pentimento riguarda il foro interno del singolo individuo. Lutero critica così la vendita delle indulgenze, arrivando ad affermare che “i tesori delle indulgenze non sono altro che reti capaci di catturare le ricchezze degli uomini” (tesi 62, 65 e 66).

Inoltre, gli scandali legati alla religione sono accompagnati ed amplificati dall’invenzione della stampa, realizzata da Gutenberg nel 1455. Questa innovazione permette una circolazione delle informazioni molto più rapida e favorisce una più ampia diffusione della cultura. L’ultimo aspetto riguarda il fermento politico, che verrà analizzato più avanti. In questa fase, infatti, i sovrani sfruttano la Riforma protestante per affrancarsi dal potere del pontefice di Roma.

Le 95 tesi di Martin Lutero

L’importanza delle 95 tesi e la loro ripercussione sulla società

È nel contesto di forte fibrillazione sociale, politica, culturale e religiosa che si innestano le 95 tesi. Il loro vero nome è Disputatio pro declaratione virtutis indulgentiarum e vengono affisse, presumibilmente, il 31 ottobre 1517 sulla porta della cattedrale di Wittenberg. Ancora oggi sono considerate, da alcuni, un simbolo di libertà religiosa e di rivolta. L’affissione delle tesi è accompagnata dall’invio di una copia all’arcivescovo di Magonza, al quale Lutero chiede un intervento fermo e deciso contro la corruzione morale della Chiesa cattolica.

Va precisato che, inizialmente, la questione costituisce soprattutto una controversia dottrinale e accademica e non suscita un’immediata risonanza nella comunità. Grande importanza assumono invece, anche se spesso vengono poste in secondo piano, le Resolutiones, con le quali Lutero fornisce un ampio commento a ciascuna delle 95 tesi. Le Resolutiones vengono pubblicate nel 1518 e inviate a Roma per difendere la posizione precedentemente assunta.

La risposta di papa Leone X non tarda ad arrivare e convoca il monaco per un interrogatorio, davanti al cardinale Caetano, nella città tedesca di Augusta, dove Lutero può contare sulla protezione dei principi locali, e non a Roma, poiché pretende garanzie per la propria libertà personale. L’interrogatorio è solo l’inizio di un lungo procedimento che conduce alla successiva scomunica.

L’atto fondamentale con cui la disputa tra la Chiesa cattolica e Lutero esce dall’ambito puramente dottrinale per coinvolgere l’intera comunità si verifica il 15 giugno 1520. Il pontefice emana la bolla Exsurge Domine con la quale vengono condannate 41 proposizioni di Lutero. Con essa il papa concede un ulteriore termine di sessanta giorni per ritrattare la posizione assunta, allo scadere di tale termine, ogni autorità è tenuta ad arrestare il monaco e a consegnarlo a Roma.

La risposta di Lutero è immediata, in un discorso pronunciato, prima in latino e successivamente in tedesco, egli esclude categoricamente la possibilità di ritrattare le proprie idee, sostenendo che la corretta interpretazione delle Sacre Scritture conferma le sue posizioni. Secondo molti storici è proprio questo discorso, pronunciato contro le richieste di Roma, a segnare l’inizio della Riforma protestante, poiché manifesta in modo evidente il crescente sostegno popolare e politico nei confronti del monaco e del movimento protestante.

Inoltre, dopo aver ricevuto la bolla di ammonimento, il 10 dicembre 1520, Lutero la brucia pubblicamente davanti alla comunità universitaria. L’affronto non si limita al rogo della bolla, ma prosegue soprattutto attraverso gli scritti che il riformatore pubblica negli anni successivi. Tra questi si possono ricordare il De libertate christiana, Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca e De captivitate Babylonica Ecclesiae, opere nelle quali arriva a definire la Chiesa e il papa come un’istituzione demoniaca e infernale.

Il culmine del lungo iter giudiziario si ha il 3 gennaio 1521 quando papa Leone X emana la bolla Decet Romanum Pontificem che porta alla scomunica del monaco agostiniano. Oltre alla critica inerente alla vendita delle indulgenze e alla corruzione della Chiesa, la Riforma affronta anche temi fondamentali riguardanti l’organizzazione del nuovo movimento. Tra questi vi sono il ruolo del clero e dei sacerdoti, i doveri dei fedeli, come il rispetto dei genitori, il sostentamento della famiglia, l’obbedienza alle leggi finché non contrastino con la parola di Dio, e la partecipazione alla liturgia attraverso il neonato canto corale, istituito proprio da Lutero.

Con il passare degli anni e con il progressivo rafforzamento del movimento luterano, la Chiesa cattolica tenta la via della mediazione, ma anche questo tentativo fallisce. I principali punti di contrasto rimangono la celebrazione della Messa e il suo svolgimento, il ruolo del clero ed in particolare la possibilità per i sacerdoti di contrarre matrimonio e la comunione sotto le due specie, cioè la partecipazione eucaristica mediante la ricezione del pane e del vino.

Un ulteriore momento di rottura, che segna la fine del monopolio religioso della Chiesa cattolica, si verifica nel 1534 quando, dopo un lungo lavoro svolto con il contributo di esperti, amici e collaboratori, ed iniziato nel 1522, Lutero pubblica la traduzione dell’intera Bibbia in lingua tedesca dal titolo “Biblia, das ist die ganze Heilige Schrift deutsch”. Dieci anni più tardi, nel 1544, gran parte della Germania risulta ormai convertita al protestantesimo e la situazione appare irreversibile. Ciò induce Lutero e i suoi sostenitori ad affermare il primato del movimento riformatore su Roma, sostenendo che esso rappresenta un ritorno ai principi originari del cristianesimo. Il 18 febbraio 1546 Martin Lutero muore e, per volontà dell’elettore di Sassonia, viene sepolto nel luogo simbolo del luteranesimo: la cattedrale di Wittenberg.

Ulrich von Hutten, c. 1522

Il ruolo politico della borghesia germanica

Nel contesto in cui si sviluppa la Riforma protestante emerge chiaramente l’importanza della dimensione politica e il contributo che Lutero riceve dalla borghesia e dai principi tedeschi. È infatti indubbio che, senza il sostegno dei sovrani, la Riforma luterana non avrebbe potuto affermarsi. Allo stesso tempo, va sottolineato come essi appoggino il monaco agostiniano soprattutto per svincolarsi dal potere della Chiesa cattolica e del pontefice di Roma.

Tra i sostenitori più influenti figura senza dubbio Ulrico Von Hutten, che, nel celebre Vadiscus, sostiene apertamente Lutero, mettendo a sua disposizione uomini e armi. Il suo appoggio, tuttavia, non deriva tanto da una piena adesione alle idee protestanti quanto dalla volontà di condurre una vera e propria battaglia politica contro il predominio di Roma e di favorire l’autonomia dei principati tedeschi.

Da quanto esposto emerge come la Riforma protestante, che introduce profonde innovazioni non soltanto in ambito religioso ma anche politico e sociale, riceva un sostegno decisivo dalla borghesia tedesca. La sua affermazione e la successiva espansione risultano possibili proprio grazie all’appoggio dell’aristocrazia germanica; senza tale sostegno, le idee di Lutero sarebbero probabilmente rimaste confinate in un piano teorico e dottrinale.

Se da un lato la Riforma protestante pone fine al monopolio religioso del papa, determinando una frattura dell’unità cristiana, a cui faranno seguito il calvinismo e l’anglicanesimo di Enrico VIII, dall’altro lato non tutti condividono le posizioni del monaco agostiniano. Tra i principali oppositori si distingue Erasmo da Rotterdam, che, pur condividendo la critica inerente alla corruzione morale della Chiesa cattolica, rifiuta l’idea di una rottura totale con il pontefice, condannando in modo fermo lo scisma.

Consigli di lettura: clicca sul titolo e acquista la tua copia!

  • Pasquale Noschese, Lutero e la Riforma di immanenza e trascendenza. Presupposti teologici e conseguenze politiche, Mimesis, 2025.
  • Heinz Schilling, Martin Lutero. Ribelle in un epoca di cambiamenti radicali, Claudiana, 2016.
  • Ernesto Bonaiuti, Lutero e la Riforma in Germania, VI ediione, dall’Ogliop editore Milano, 1964.
Letture consigliate
Daniele Martinelli

Daniele Martinelli

Sono laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Roma tre ed ho conseguito un master di II livello in criminologia clinica. Ho deciso di iniziare a scrivere per condividere la mia passione per la storia, ed in particolar modo per la storia contemporanea e per gli eventi, spesso considerati secondari, che hanno avuto un grande impatto sulla società.

DELLA STESSA CATEGORIA

Storia Contemporanea

Louisiana Purchase: Napoleone vende agli USA la Louisiana

Ferdinando Magellano: vita e imprese del navigatore che aprì la rotta del mondo
Storia Moderna

Ferdinando Magellano: vita del navigatore che aprì la rotta del mondo

Storia Moderna

La Monarchia Spagnola e l’altro: Ebrei, Musulmani e Indios

Fatti per la Storia

© 2019-2025 Fatti per la Storia - La Storia di Tutto, per tutti.

Fatti per la Storia è il portale per gli appassionati di Storia. Spunti, approfondimenti e video-lezioni su personaggi storici ed eventi che hanno segnato le varie epoche del passato (antica, medievale, moderna e contemporanea).

  • CHI SIAMO
  • NOTE E CONDIZIONI
  • METODOLOGIA E COMITATO SCIENTIFICO
  • COLLABORA CON NOI
  • CONTATTI
  • COOKIE POLICY
  • PRIVACY POLICY

Seguici su

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • I PIÙ CERCATI
    • Seconda Guerra Mondiale
    • Guerra Fredda
    • Fascismo
    • Nazismo
  • STORIA E CULTURA
    • Libri
    • Film di Storia
    • Serie TV
  • RUBRICHE
    • History Pop
    • La Storia di Tutto

© 2019-2025 Fatti per la Storia - La Storia di Tutto, per tutti.