Fatti per la Storia
  • Contemporanea
  • Moderna
  • Medievale
  • Antica
  • Storia in TV
  • Libri
SUPPORTA ORA
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
Fatti per la Storia
  • Contemporanea
  • Moderna
  • Medievale
  • Antica
  • Storia in TV
  • Libri
SUPPORTA ORA
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
Fatti per la Storia
SUPPORTA Ora
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Contemporanea
  • Moderna
  • Medievale
  • Antica
  • Storia in TV
  • Libri
Home Storia Contemporanea

La storia tra Benito Mussolini e Claretta Petacci

di Elisa Tammaro
10 Aprile 2026
TEMPO DI LETTURA: 10 MIN
Mussolini e Claretta Petacci

CONTENUTO

  • Benito e Claretta
  • Chi è Claretta Petacci?
  • L’importanza di Mussolini visto come “mito”
  • Il primo incontro di Mussolini e Claretta
  • Il suo ruolo durante la Seconda guerra mondiale
  • La morte e il trattamento riservato a quei corpi
  • Perchè la figura di Claretta Petacci suscita ancora interesse
  • Riassunto, la storia di Mussolini con Claretta Petacci

Benito e Claretta

Nel pieno del regime fascista, mentre l’Italia vive sotto il controllo capillare del Partito Nazionale Fascista, nasce una delle storie più controverse e simboliche del Novecento italiano: la relazione tra Benito Mussolini e Claretta Petacci. Non è un semplice legame sentimentale, né un episodio privato relegato all’ombra del potere. È un intreccio di amore, devozione, manipolazione, politica e tragedia che attraversa tutto il Ventennio, fino a concludersi con la morte dei due protagonisti a Dongo e l’esposizione dei loro corpi a Piazzale Loreto. Raccontare questa storia significa entrare nel cuore del fascismo, osservandolo non solo come sistema politico, ma come universo umano fatto di passioni, fragilità e ossessioni.

All’inizio degli anni Trenta, Mussolini domina la scena politica italiana. Il regime è consolidato, la propaganda costruisce ogni giorno il mito del Duce: l’uomo infallibile, virile, instancabile, guida della nazione. Le piazze si riempiono, i giornali esaltano ogni gesto, la radio diffonde la sua voce in ogni casa. In questo clima nasce l’ammirazione di Claretta Petacci, giovane donna romana proveniente da una famiglia borghese. È affascinata dall’immagine pubblica del Duce, lo vede come un uomo straordinario, quasi un eroe. Lo segue sui giornali, ascolta i suoi discorsi, ne studia i movimenti.

Chi è Claretta Petacci?

Clara “Claretta” Petacci nasce a Roma il 28 febbraio 1912 in una famiglia borghese, colta e ben inserita negli ambienti professionali della capitale. Il padre, Francesco Saverio Petacci, è un medico stimato, legato agli ambienti vaticani; la madre, Giuseppina Persichetti, appartiene a una famiglia di buona posizione sociale. Claretta cresce in un contesto protetto, circondata da agi, educazione e aspettative. Fin da adolescente sviluppa una forte ammirazione per Benito Mussolini. Conserva ritagli di giornale, fotografie, discorsi, e costruisce un’immagine idealizzata del Duce, che per lei rappresenta forza, carisma, destino. Questa fascinazione giovanile diventa parte della sua identità. Nel 1930 sposa Riccardo Federici, un ufficiale dell’Aeronautica. Il matrimonio, però, non è felice: Claretta vive un rapporto emotivamente distante, mentre la sua devozione per Mussolini cresce. Nel 1932 avviene il primo incontro con il Duce, un episodio che segna l’inizio di una relazione che durerà fino alla morte.

Da quel momento Claretta entra nella vita privata di Mussolini. Lo segue, lo sostiene, gli scrive lettere appassionate, lo accompagna nei momenti di crisi politica e personale. La sua famiglia beneficia della vicinanza al potere, di lì a poco arrivano incarichi, protezioni, favori. Allo stesso tempo vive sotto osservazione, tra sospetti e rivalità interne al regime. Durante la Repubblica Sociale Italiana, Claretta resta accanto a Mussolini anche quando tutto crolla: la guerra, il consenso, la sicurezza personale. Lo segue a Salò, affronta con lui la fuga del 1945, viene catturata a Dongo e fucilata il 28 aprile insieme al Duce. Muore a 33 anni, per scelta: per il troppo amore provato per lui rifiuta di salvarsi, rifiuta di abbandonarlo, rifiuta di separarsi da lui.

SULLO STESSO TEMA

caduta-fascismo

Caduta del fascismo: dal Gran Consiglio all’arresto di Mussolini

La tomba violata di Mussolini nel cimitero Maggiore di Milano. Sono visibili gli attrezzi abbandonati in loco dai trafugatori

Leccisi e il furto della salma di Mussolini: il trafugamento del corpo del Duce

Mussolini con un vistoso cerotto sul naso nei giorni successivi all'attentato

Gli attentati a Benito Mussolini: chi vuole uccidere il Duce?

Benito Mussolini nel 1944

Mussolini racconta Mussolini: nella mente del Duce

Matrimonio di Claretta Petacci e Federici

L’importanza di Mussolini visto come “mito”

Claretta Petacci cresce in una famiglia borghese romana, colta, cattolica, ben inserita negli ambienti professionali della capitale. Si percepisce che fin da adolescente sviluppa una fascinazione intensa per Benito Mussolini. Non è un innamoramento improvviso, ma un sentimento che nasce lentamente, alimentato dalla propaganda, dai discorsi pubblici, dall’immagine del Duce costruita dai giornali e dalla radio. Claretta conserva ritagli di giornale, fotografie, articoli. Annota frasi, ascolta i discorsi alla radio, segue ogni apparizione pubblica. Per lei Mussolini non è solo un leader politico: è un uomo eccezionale, un destino, un mito personale.

Nelle sue lettere giovanili emergono parole che rivelano un’adorazione quasi religiosa. Claretta parla del Duce come di un uomo “invincibile”, “forte”, “unico”, “predestinato”. La propaganda fascista, che costruisce Mussolini come figura virile, paterna, eroica, trova in lei un terreno fertile. Questo innamoramento non è solo emotivo, è praticamente un qualcosa che scaturisce dal culto di questa figura. Molte giovani italiane degli anni Trenta vedono nel Duce un modello di forza e protezione. Claretta, però, porta questo sentimento all’estremo, trasformandolo in una devozione assoluta. Le lettere di Claretta Petacci sono una fonte preziosa per comprendere la natura del suo sentimento. Scrive con passione, con urgenza, con un bisogno costante di essere vista e riconosciuta.

Nei carteggi emergono alcuni tratti fondamentali: la devozione totale poichè Claretta si definisce “tua”, “dedicata a te”, “nata per te”. Si annulla, si offre, si consegna emotivamente. Emerge anche la gelosia provata poichè è gelosa delle altre donne, delle attenzioni del Duce, della sua vita familiare. Chiede rassicurazioni, teme l’abbandono, soffre i silenzi. Ha sviluppato la dipendenza emotiva per il Duce perché nelle lettere viene mostrato una donna che vive per Mussolini, che misura la propria identità attraverso il suo sguardo. Il capo del fascismo risponde con toni più distaccati, più controllati, più pratici. Non c’è simmetria. Da quanto emerge c’è un uomo di potere e una donna che lo idealizza.

Il primo incontro di Mussolini e Claretta

Il primo incontro avviene nel 1932, in circostanze quasi casuali. Claretta è emozionata, intimidita, ma determinata. Mussolini la nota, la osserva, la accoglie. Da quel momento si crea un legame che cresce rapidamente, alimentato da lettere, telefonate, incontri segreti e momenti di intensa intimità. La differenza d’età è enorme, il contesto politico ancora di più, ma Claretta non vede ostacoli: vede solo l’uomo che ha idealizzato fin da adolescente. La relazione tra Mussolini e Claretta non è paritaria. Lui è il capo del governo, il simbolo del potere assoluto; lei è una giovane donna che vive un amore totalizzante. Claretta si mostra devota, gelosa, completamente assorbita dalla figura del Duce. Le sue lettere rivelano un attaccamento quasi ossessivo, un bisogno costante di essere vista, riconosciuta, amata.

Si vede come Mussolini alterna momenti di passione a lunghi silenzi, gesti di affetto a brusche distanze. Ad un certo punto poi il rapporto tra i due si stabilizza: Claretta diventa una presenza costante nella vita del Duce. Ella lo accompagna, lo attende, lo segue. La loro relazione non è più un segreto, almeno non per chi frequenta gli ambienti del potere. Gerarchi, funzionari, membri del partito sanno, vedono, tacciono. È ovvio che poi la famiglia Petacci beneficia della vicinanza al Duce: favori, protezioni, incarichi. Allo stesso tempo vive sotto osservazione, tra sospetti e gelosie interne al regime. Claretta non è solo un’amante. Diventa una figura che si muove tra la sfera privata e quella pubblica del Duce.

Entra a Palazzo Venezia, incontra gerarchi, partecipa a momenti riservati. La sua presenza influenza, irrita, divide. Alcuni la considerano una minaccia, altri una semplice distrazione del Duce, altri ancora una donna pericolosamente vicina ai segreti del regime. Claretta vive la relazione come una missione. Vuole proteggere Mussolini, sostenerlo, consigliarlo. A volte interviene, a volte suggerisce, a volte chiede favori per la sua famiglia. Il Duce la ascolta, la rimprovera, la rassicura. Il loro rapporto diventa un microcosmo del potere fascista: un uomo che domina e una donna che si annulla per lui.

Il suo ruolo durante la Seconda guerra mondiale

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, il mito del Duce inizia a incrinarsi. Le sconfitte militari, le difficoltà economiche, i bombardamenti, la crescente opposizione interna minano la stabilità del regime. Mussolini appare stanco, isolato, meno sicuro. Claretta, invece, resta. Essendogli devota non si allontana, non dubita, non abbandona. Lo segue ovunque, lo sostiene, lo giustifica. Nel 1943, quando il Gran Consiglio del Fascismo vota la sfiducia e il re ordina l’arresto del Duce, Claretta vive il momento come un crollo personale. Mussolini viene imprigionato al Gran Sasso, il regime si dissolve, l’Italia cambia volto. Qui la storia non finisce. Adolf Hitler interviene, libera Mussolini e lo porta al Nord, dove nasce la Repubblica Sociale Italiana. Claretta lo raggiunge a Salò, nonostante i rischi, le minacce, la guerra ormai perduta. La loro relazione diventa ancora più intensa, quasi disperata. Vivono insieme gli ultimi mesi del regime, tra paura, bombardamenti, tradimenti e illusioni di salvezza.

La morte e il trattamento riservato a quei corpi

Nell’aprile 1945, la situazione è disperata. Le truppe alleate avanzano, i partigiani controllano il territorio, la Germania è al collasso. Mussolini tenta la fuga verso la Svizzera insieme a un gruppo di gerarchi. Claretta insiste per seguirlo. Non vuole lasciarlo solo, non vuole abbandonarlo proprio ora. Sale sul camion, si siede accanto a lui, affronta il viaggio con la stessa devozione che ha mostrato per anni. La colonna viene fermata a Dongo. Mussolini e Claretta vengono riconosciuti, arrestati, separati dai gerarchi. Il giorno dopo vengono fucilati. Claretta muore accanto a lui, dopo aver tentato fino all’ultimo di proteggerlo con il proprio corpo. I loro corpi vengono portati a Milano, appesi a Piazzale Loreto, esposti alla folla. È la fine del mito, la fine del regime, la fine di una storia che ha attraversato vent’anni di storia italiana.

Si racconta che la folla insulti, colpisca, umili quei corpi ormai senza vita. La figura di Claretta, in particolare, diventa bersaglio di un odio che non riguarda solo la politica, ma anche il genere. Il suo corpo femminile viene esposto, violato nella dignità, trasformato in simbolo di disprezzo. Molti testimoni raccontano che la folla si accanisce su di lei con una violenza che supera quella riservata agli uomini. Il suo corpo viene insultato, deriso, colpito, sessualizzato anche nella morte. Questa scena diventa uno dei momenti più controversi della storia italiana del Novecento. Non è solo la fine del fascismo: questa è la rappresentazione brutale di come una donna possa essere trasformata in oggetto di odio pubblico, privata della sua identità, ridotta a simbolo.

Claretta non è più una persona: è diventata un corpo esposto, un trofeo, un monito. La sua dignità viene negata. Vediamo che la sua gonna si solleva, il corpo rimane parzialmente scoperto, e la folla reagisce con una violenza che non riserva allo stesso modo agli uomini. La sua femminilità diventa immediatamente un bersaglio. Gli storici oggi concordano su un punto base.  Il suo corpo viene toccato, esposto,  deriso per la sua bellezza, insultato con epiteti sessuali, colpito in modo diverso rispetto agli uomini La folla non punisce solo la fascista, ma la donna che ha amato il Duce. La donna che ha avuto accesso al potere attraverso l’intimità. La donna che ha incarnato, agli occhi di molti, il privilegio femminile “immeritato”.

Perchè la figura di Claretta Petacci suscita ancora interesse

La figura di Claretta Petacci risuona ancora come cassa di risonanza al giorno oggi poiché rappresenta il classico esempio di donna che è riuscita innanzitutto ad imporsi in un mondo completamente di uomini. La legge vigente all’epoca era in qualche modo di stampo patriarcale quindi è un’icona di eleganza, di signorilità e di libertà, che in quel determinato periodo non è tipica delle donne. Claretta quindi sin da piccola, lo possiamo vedere nell’esatto momenti in cui scrive le lettere “da fascista della prima ora” si innamora più della figura che viene mostrata, quindi più del mito che dell’uomo in sé.+

Ella infatti rappresenta la classica donna che si innamora più della figura e del ruolo di “Duce” che Mussolini ricopre che dell’uomo in sé, ovvero ciò che è realmente. Da qui in  verità  traspare la sua fascinazione non per l’uomo che è, ma anche per il ruolo che ricopre. Ella rappresenta un esempio di donna libera, ma comunque dipendente e assoggettata all’uomo che ama, a tal punto che decide di morire con lui. Mi preme fare un confronto molto attuale, probabilmente è un azzardo. In qualche modo mi piacerebbe paragonare Claretta alla donna di oggi. Per me potrebbe ricordare la donna moderna di oggi che molto spesso è innamorata dell’idea dell’amore, dell’idea che quella persona può dare, ma poi scardinando bene quella figura si scopre che magari si è innamorati di ben altro, forse solo dell’immagine che viene data attraverso i social network con l’ideale di vita perfetta da sembrare finta. Potrebbe essere “uno spunto moderno” per tenere viva questa figura.

Riassunto, la storia di Mussolini con Claretta Petacci

Nel pieno del regime fascista, l’Italia vive sotto il controllo del Partito Nazionale Fascista e la propaganda costruisce il mito di Benito Mussolini. In questo clima nasce l’ammirazione di Claretta Petacci, nata a Roma il 28 febbraio 1912, cresciuta in una famiglia borghese e affascinata fin da adolescente dall’immagine del Duce. Conserva ritagli, ascolta i discorsi, idealizza Mussolini come uomo “invincibile” e “predestinato”. Nel 1930 Claretta sposa Riccardo Federici, ma il matrimonio è infelice. Nel 1932 avviene il primo incontro con Mussolini: un episodio che segna l’inizio di una relazione destinata a durare fino alla morte. Claretta entra nella vita privata del Duce, lo segue, lo sostiene, gli scrive lettere appassionate. Nei carteggi emergono devozione totale, gelosia e dipendenza emotiva. Mussolini risponde con distacco, creando un rapporto asimmetrico.

Durante gli anni Trenta, Claretta diventa una presenza costante a Palazzo Venezia: incontra gerarchi, partecipa a momenti riservati, influenza e irrita l’ambiente politico. La sua famiglia beneficia della vicinanza al potere, ma vive anche sospetti e rivalità. La relazione diventa un microcosmo del regime: un uomo che domina e una donna che si annulla per lui. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale (1939), il mito del Duce si incrina: sconfitte, bombardamenti e crisi minano il regime. Nel 25 luglio 1943, il Gran Consiglio vota la sfiducia e il re fa arrestare Mussolini. Claretta vive il crollo come un trauma personale. Dopo la liberazione del Duce da parte dei tedeschi, lo raggiunge nella Repubblica Sociale Italiana (1943‑1945) e resta con lui fino alla fine.

Nell’aprile 1945, mentre la Germania crolla, Mussolini tenta la fuga verso la Svizzera. Claretta insiste per seguirlo. Il 27 aprile vengono catturati a Dongo; il 28 aprile sono fucilati. I loro corpi vengono esposti a Piazzale Loreto, dove la folla si accanisce con violenza. Il corpo di Claretta diventa bersaglio di insulti sessuali e umiliazioni: la sua femminilità viene trasformata in oggetto di odio pubblico. La rappresentazione del suo corpo rivela la dimensione di violenza di genere nella fine del fascismo: la folla punisce non solo la fascista, ma la donna vicina al potere. Per questo oggi Claretta Petacci è studiata come figura chiave per comprendere il rapporto tra donna e regime, la costruzione del mito maschile, la dipendenza affettiva e la spettacolarizzazione del corpo femminile nella memoria pubblica.

FONTI UTILIZZATE

  • https://archive.org/details/mussolinisegreto0000peta?utm
  • https://www.la7.it/una-giornata-particolare/video/claretta-petacci-lamante-di-mussolini-tra-amore-ambizione-e-politica-15-10-2025-615648?
  • https://share.google/EzTuQw3yadVM5cTz7
  • MONOGRAFIE
  • Arrigo Petacco, Eva e Claretta le amanti del diavolo, Mondadori.
  • Mauro Suttora, Claretta. L’ultima amante del Duce, Rizzoli.
  • Renzo De Felice, Mussolini il duce, Einaudi.

Tags: Benito Mussolini
Elisa Tammaro

Elisa Tammaro

Giovane studentessa laureata in storia con una tesi in storia romana su: "Mussolini e il mito di Roma Antica: personaggi e simboli." Attualmente frequenta il primo anno del Corso di laurea magistrale in Scienze storiche presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove ha conseguito il titolo triennale. Ha un particolare interesse nei seguenti periodi, quello antico e poi quello contemporaneo. Sogna di diventare un'insegnante di storia, filosofia ma anche di lettere.

DELLA STESSA CATEGORIA

Spilsbury
Storia Contemporanea

Bernard Spilsbury: il padre delle moderne scienze forensi

Storia Contemporanea

Il miracolo Leicester, 10 anni dopo: quando Ranieri scrisse la pagina più improbabile della storia del calcio

Papa Leone XIV in abito corale e stola, Fotografia nel Pubblico Dominio pubblicata dalla Presidenza del Guatemala
Storia Contemporanea

Il primo anno di pontificato di papa Leone XIV

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Fatti per la Storia

© 2019-2025 Fatti per la Storia - La Storia di Tutto, per tutti.

Fatti per la Storia è il portale per gli appassionati di Storia. Spunti, approfondimenti e video-lezioni su personaggi storici ed eventi che hanno segnato le varie epoche del passato (antica, medievale, moderna e contemporanea).

  • CHI SIAMO
  • NOTE E CONDIZIONI
  • METODOLOGIA E COMITATO SCIENTIFICO
  • COLLABORA CON NOI
  • CONTATTI
  • COOKIE POLICY
  • PRIVACY POLICY

Seguici su

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • I PIÙ CERCATI
    • Seconda Guerra Mondiale
    • Guerra Fredda
    • Fascismo
    • Nazismo
  • STORIA E CULTURA
    • Libri
    • Film di Storia
    • Serie TV
  • RUBRICHE
    • History Pop
    • La Storia di Tutto

© 2019-2025 Fatti per la Storia - La Storia di Tutto, per tutti.