Rosa Bianca: processo e condanna, 22 febbraio 1943

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Hans Scholl, Sophie Scholl und Christoph Probst, 1942

Il 22 febbraio del 1943 vengono processati e giustiziati a Monaco di Baviera i membri della Rosa Bianca, un gruppo di studenti universitari cristiani, che si erano opposti in modo non violento al regime nazista. A capo di questo movimento di dissenso vi era la giovane Sophie Scholl. SCOPRI LA SEZIONE ACCADDE OGGI

Il movimento della Rosa Bianca

La manipolazione del consenso e il terrorismo poliziesco impedirono che si formasse in Germania una base popolare avversa al regime hitleriano, di cui le elité avevano sposato totalmente la causa. La repressione poliziesca stroncò sul nascere ogni tentativo di opposizione organizzata e qualsiasi atto di insubordinazione.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, precisamente nel giugno 1942, venne fondato da 5 giovani studenti poco più che ventenni, il gruppo della Rosa Bianca. Operativi soprattutto a Monaco di Baviera questi ragazzi cercarono di opporsi in modo non violento al regime nazista pubblicando opuscoli con i quali esortavano i tedeschi ad iniziare una resistenza passiva contro il governo, nella speranza di riuscire a porre fine alla guerra.

Sorpresi a lanciare volantini all’università, il 18 febbraio 1943 i fratelli Hans e Sophie Scholl, furono arrestati dalla Gestapo. Gli altri membri del gruppo vennero subito fermati e sottoposti a interrogatorio.

Processo e condanna a morte di Hans e Sophie Scholl

Gli Scholl si assunsero subito la piena responsabilità degli scritti sperando, invano, di proteggere i loro amici. Dopo quattro giorni di duro interrogatorio, il 22 febbraio, Hans e Sophie Scholl insieme al compagno Christoph Probst affrontarono il processo, presso il Tribunale del Popolo presieduto dal giudice Roland Freisler.

Alla fine del dibattimento durato poche ore gli imputati furono riconosciuti colpevoli e condannati a morte con le seguenti motivazioni:

“Gli accusati hanno, in tempo di guerra e per mezzo di volantini, incitato al sabotaggio dello sforzo bellico e degli armamenti, e al rovesciamento dello stile di vita nazionalsocialista del nostro popolo, hanno propagandato idee disfattiste e hanno diffamato il Führer in modo assai volgare, prestando così aiuto al nemico del Reich e indebolendo la sicurezza armata della nazione. Per questi motivi essi devono essere puniti con la morte.”

La condanna venne eseguita il giorno stesso e le guardie del carcere e il boia dissero che mai avevano visto morire tanto coraggiosamente dei giovani:

“Si sono comportati con coraggio fantastico. Tutto il carcere ne fu impressionato. Perciò ci siamo accollati il rischio di riunire i tre condannati un momento prima dell’esecuzione capitale. Volevamo che potessero fumare ancora una sigaretta assieme. Non sapevo che potesse essere così facile morire, disse Christoph. E poi: Fra pochi minuti ci rivedremo nell’eternità. Poi vennero condotti al supplizio. La prima fu la ragazza. Andò senza battere ciglio.”

Film “La Rosa Bianca – Sophie Scholl”

Basato sulla studio dei verbali inquisitori il film del 2005 “La Rosa Bianca-Sophie Scholl”, diretto da Marc Rothemund, ripercorre gli ultimi cinque giorni della protagonista Sophie, seguendola all’interno del suo viaggio emotivo verso la morte. La giovane tedesca è interpretata nel film da Julia Jentsch.

La parte più intensa e significativa della pellicola è rappresentata dall’interrogatorio condotto dall’ispettore Robert Mohr ad una Sophie per nulla intimorita, la quale, non appena si rende conto che le prove contro di lei sono schiaccianti, si assume tutte le colpe cercando di proteggere il fratello e gli amici.

Il sottile gioco psicologico che si instaura tra i due è avvincente: Mohr, soggiogato e impressionato dall’atteggiamento risoluto della giovane, manifesta per lei sentimenti contrastanti che passano velocemente dalla rabbia all’incredulità e dalla compassione all’ammirazione.

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