Dalla Triplice Alleanza alla Prima guerra mondiale (VIDEO LEZIONE)

La politica estera italiana ha la sua base nella Triplice Alleanza, un accordo di carattere difensivo e pacifico che dal 1882 la lega alla Germania e all’Austria-Ungheria. La Triplice Alleanza è rinnovata per la prima volta nel 1887; in quell’occasione sono inserite due nuove clausole:

  • il mantenimento dello Status quo nei Balcani
  • il mantenimento dello Status quo nel Mediterraneo

La politica estera italiana dopo Adua

Dopo la sconfitta di Adua del 1896 l’Italia inaugura un nuovo corso in politica estera: da una parte cerca di raggiungere una maggiore indipendenza dalla Triplice, dall’altra prova ad allargare il proprio ventaglio di amicizie. SCOPRI LA SEZIONE VIDEO LEZIONI


La prima mossa in questo senso è il riavvicinamento con la Francia che porta prima alla conclusione di un accordo commerciale nel 1898, con il quale termina il periodo di guerra economica tra i due paesi, e poi nel 1901 ad un’intesa con cui le due nazioni si concedono reciprocamente mano libera in Marocco e in Libia, impegnandosi a mantenere la neutralità nel caso di aggressione diretta di una o più potenze nei loro confronti.

In quegli stessi mesi il governo italiano, attraverso il ministro degli Esteri Giulio Prinetti, si riavvicina anche all’Inghilterra, con la quale chiude una trattativa molto simile a quella stretta con la Francia e contemporaneamente rinnova il trattato della Triplice apportando un’unica modifica al testo: viene approvata un’eventuale occupazione italiana delle due regioni libiche della Tripolitania e della Cirenaica.

L’annessione austriaca della Bosnia-Erzegovina

Grazie a tutte queste intese la politica estera italiana trova un suo equilibrio tra l’alleanza con gli imperi centrali e l’amicizia con Francia e Inghilterra, preparando, in tal modo, il consenso diplomatico per la conquista della Libia.

L’improvvisa annessione nel 1908 della Bosnia-Erzegovina da parte dell’Austria provoca viva emozione anche in Italia e suscita un violento coro di proteste verso l’alleato venuto meno alla clausola del trattato relativa al mantenimento dello Status quo nei Balcani.

La questione balcanica ha una conseguenza molto importante: il declino inesorabile della Triplice alleanza e il conseguente e accresciuto antagonismo tra Italia e Austria.

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