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Patto Molotov-Ribbentrop: l’accordo segreto tedesco-sovietico

Nella notte tra il 23 ed il 24 agosto del 1939 a Mosca viene sottoscritta una sorprendente alleanza tra l’Unione Sovietica e la Germania nazista. Vediamo come nasce, si sviluppa e termina questa innaturale amicizia tra due feroci dittature.

di Maurizio Quaregna
25 Settembre 2026
TEMPO DI LETTURA: 9 MIN
Il ministro degli Esteri sovietico Vjačeslav Molotov firma il Trattato di amicizia tedesco-sovietico a Mosca, il 28 settembre 1939. Alle sue spalle si trovano Richard Schulze-Kossens (aiutante di Ribbentrop), Boris Šapošnikov (capo di Stato Maggiore dell’Armata Rossa), Joachim von Ribbentrop, Josif Stalin e Vladimir Pavlov (interprete sovietico). Aleksej Škvarzev, ambasciatore sovietico a Berlino, si trova accanto a Molotov; fotografia nel Pubblico Dominio

Il ministro degli Esteri sovietico Vjačeslav Molotov firma il Trattato di amicizia tedesco-sovietico a Mosca, il 28 settembre 1939. Alle sue spalle si trovano Richard Schulze-Kossens (aiutante di Ribbentrop), Boris Šapošnikov (capo di Stato Maggiore dell’Armata Rossa), Joachim von Ribbentrop, Josif Stalin e Vladimir Pavlov (interprete sovietico). Aleksej Škvarzev, ambasciatore sovietico a Berlino, si trova accanto a Molotov; fotografia nel Pubblico Dominio

CONTENUTO

  • Patto segreto tra Germania nazista e Unione Sovietica
  • I precedenti
  • I motivi del patto
  • La spartizione della Polonia
  • La Polonia
  • Deterioramento dei rapporti e conflitto

Patto segreto tra Germania nazista e Unione Sovietica

E’ quasi la mezzanotte del 23 agosto  1939 quando a Mosca il Ministro degli Esteri tedesco von Ribbentrop ed il Commissario del Popolo per gli Affari Esteri Molotov sottoscrivono il Patto di non aggressione tra i due Paesi. La cerimonia avviene sotto lo sguardo compiaciuto del dittatore comunista Stalin, padrone di casa. L’aspetto più inquietante della vicenda non emerge subito, ma verrà confermato ufficialmente solo dopo cinquant’anni: il trattato di non aggressione tra queste due sanguinose dittature contiene una parte segreta con la quale Hitler ed il suo compare Stalin si spartiscono buona parte dell’Europa Centrale ed il boccone più grosso e pregiato è costituito dalla Polonia.

Infatti la parte resa pubblica immediatamente costituisce un normale patto di non aggressione essenzialmente simile a quelli stipulati nel corso degli anni da quasi tutte le nazioni europee e consiste nell’impegno a non attaccarsi l’uno con l’altro ed appianare le divergenze che potrebbero portare ad un conflitto. E’ la parte segreta che interessa particolarmente in quanto suddivide il centro Europa in due zone di influenza e costituisce di fatto il via libera di Stalin all’avvio della II Guerra Mondiale da parte di Hitler.

I precedenti

Ma come si è giunti a questo colpo di scena e quali saranno le conseguenze? La stretta collaborazione tra Germania e Unione Sovietica prende avvio subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, ben prima, dunque, dell’ascesa al potere di Hitler. La Repubblica di Weimar, uscita umiliata dal Trattato di Versailles, già nel 1919 stringe rapporti con l’Unione Sovietica, isolata diplomaticamente, sia in ambito militare che commerciale. I Russi consentono ai Tedeschi di aggirare le rigide norme del trattato di pace in materia di riarmo concedendo l’uso del proprio territorio per effettuare esercitazioni militari, creare scuole per formare i futuri piloti della Luftwaffe ed i carristi dei panzer che avrebbero annientato gli eserciti continentali europei vent’anni dopo.

Per contro ricevono dalla Germania tecnologia sia civile che militare. Questa posizione viene ufficializzata nel 1922 con il Trattato di Rapallo, con il reciproco riconoscimento diplomatico, e nel 1926 con il Trattato di Berlino che amplia anche lo scambio commerciale tra i due Paesi. La collaborazione subisce un brusco ridimensionamento con l’ascesa al potere nel 1933 del Fuhrer che non ammette che esistano stretti rapporti con il principale nemico ideologico. I colloqui vengono ripresi nell’agosto 1939 , peraltro tra mille sospetti, riaprendo le vie commerciali così importanti per la Germania, che necessita di materie prime per completare il piano di riarmo  e l’Unione Sovietica, disperatamente bisognosa di macchinari e tecnologia per rimediare ai devastanti piani quinquennali  che hanno portato ad un impoverimento della popolazione senza raggiungere i risultati economici prefissati.

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I motivi del patto

Per comprendere questo riavvicinamento bisogna prima di tutto esaminare la riluttanza dei Paesi occidentali, Francia e Regno Unito, nel stringere alleanze con il colosso sovietico. In un celebre discorso Stalin li accusa di voler fare in modo che siano i Russi a togliere loro le castagne dal fuoco scatenando un conflitto tra URSS e la Germania nazista. Questa diffidenza è rafforzata dal Patto di Monaco del 1938 che vede, con l’esclusione dei sovietici dal tavolo delle trattative, un’ulteriore segno dell’isolamento politico dell’URSS.

In secondo luogo le Dichiarazioni di garanzia ed assistenza rilasciate dal Regno Unito a partire dal marzo 1939 a Polonia, Romania e Grecia hanno indebolito la posizione  britannica verso Stalin in quanto impediscono una trattativa sulle acquisizioni territoriali da offrire ai comunisti russi in cambio del loro appoggio militare. Al contrario, la diplomazia hitleriana, come vedremo, promette la spartizione di un cospicuo bottino.

Anche Stalin propone un accordo di soccorso difensivo con Inghilterra e Francia che venga esteso a tutti i Paesi confinanti con l’URSS; ma le garanzie offerte agli Stati vicini prevedono la possibilità che l’URSS intervenga militarmente nel caso in cui la situazione di politica interna degli Stati interessati faccia presumere un possibile atteggiamento aggressivo nei confronti dell’URSS. In parole povere se la Polonia o una repubblica baltica avessero stretto un patto con la Germania, Stalin era autorizzato ad intervenire militarmente, coinvolgendo anche Inghilterra e Francia. Ovviamente i britannici rifiutano la proposta.

Anche gli Alleati ci mettono del loro per spingere l’URSS verso i Nazisti. Rifiutano un serio dialogo diplomatico mandando una missione militare congiunta senza poteri effettivi che sembra più una gita che una spedizione diplomatica. Il vantaggio per la Germania è ancora più evidente. La Polonia, attaccata da entrambi i fianchi, non avrà la possibilità di resistere a lungo, consentendo di evitare lo scenario più temuto dai generali tedeschi: la guerra su due fronti nel caso in cui la Francia e l’Inghilterra facciano fede agli impegni presi.

Vi è da osservare che a Berlino in molti ritenevano che anche questa volta gli Alleati avrebbero ceduto. Effettivamente più voci si levano ad Occidente per invocare un nuovo patto di Monaco. Il protocollo segreto del Patto di non aggressione e gli accordi successivi prevedono uno scambio di popolazioni nei territori polacchi che saranno occupati riportando nel Reich la nutrita comunità tedesca. Si va a completare così il progetto di riunificazione del popolo tedesco, avviato con l’Anschluss e proseguita con l’annessione dei Sudeti ( all’appello manca il Tirolo che verrà occupato nel 1943 dopo la caduta di Mussolini ).

A sinistra quanto previsto dal Patto, a destra quanto avvenuto realmente

La spartizione della Polonia

Si arriva alla stipula del Trattato di non aggressione che ha come allegato una parte segreta che è lo strumento per innescare la seconda Guerra Mondiale. In questa parte, confermata da parte russa nel 1989 da Gorbaciov, le due potenze dittatoriali si spartiscono non solo la Polonia, ma anche la Bessarabia e le Repubbliche Baltiche. Stalin esce dall’isolamento internazionale ed incamera vasti territori annullando la sconfitta del primo conflitto mondiale. Hitler ha mano libera in Polonia senza lo spettro di essere impegnato su due fronti.

Viene costituita una commissione tedesco-sovietica per dirimere le eventuali questioni che possano sorgere e per vigilare sul rispetto degli accordi. Il 1 settembre 1939 la Germania, dopo aver inscenato un finto incidente di confine, attacca la Polonia, ma i sovietici non intervengono in contemporanea con l’invasione nazista: Stalin vuole essere sicuro che i Polacchi siano sconfitti prima d’agire. Inoltre gli serve una giustificazione per l’intervento e la scusa ufficiale per aggredire la Polonia è che non vi sia più un governo ed uno stato che difenda gli interessi della minoranza russa. Attende, pertanto, la caduta di Varsavia, più volte sollecitata ai suoi compari nazisti, i quali a loro volta sono giustamente irritati per il tergiversare russo.

Incontro tra ufficiali tedeschi e sovietici sulla linea di demarcazione in Polonia nel settembre 1939. Fotografia nel Pubblico Dominio

Finalmente il 17 settembre l’Armata Rossa passa il confine con un poderoso esercito e colpisce alle spalle quello che resta dell’esercito polacco. Il giorno della resa, il 22 settembre 1939, viene organizzata a Brest-Litovsk una parata congiunta della vittoria che vede sfilare fianco a fianco le truppe corazzate di Guderian e la fanteria di Krivosein.  E’ interessante il motivo per cui si svolge proprio in quella città: i panzer  si sono spinti troppo avanti con le sue truppe, bel al di là del confine tracciato dai due ministri degli Esteri a Mosca e, dunque, la parata congiunta è un momento della cerimonia di cessione ai Russi di parte del bottino su cui i Tedeschi hanno messo le mani involontariamente.

Questo è l’unico momento in cui si vedono reparti dei due eserciti invasori a stretto contatto che fraternizzano. Per tutta la campagna, infatti, Stalin, attento a mantenere una parvenza di neutralità, ha ordinato alle sue truppe di mantenere una distanza di almeno 25 chilometri dai Tedeschi. Ma anche se la guerra termina la collaborazione non si interrompe:  i due alleati si accordano per un’azione comune atta a distruggere le ultime unità combattenti polacche che, datesi alla macchia, ancora resistono agli invasori . Si crea un comitato di consultazione reciproca sulle azioni svolte nei propri ambiti territoriali per distruggere la resistenza,

Viene, inoltre costituito un ulteriore comitato per il trasferimento della minoranza tedesca dai territori occupati dai sovietici a quelli nazisti. Il sogno di Hitler è di riunire tutta la popolazione sparsa nel centro Europa  per rinforzare la coesione, eliminando dal suolo del Reich non solo gli Ebrei, ma anche le minoranze non di origine tedesca che possono compromettere  la purezza della razza. Questo comporta una collaborazione stretta, anche se diffidente (soprattutto da parte russa). I risultati di questo “scambio” sono fortemente sbilanciati verso il III Reich: non solo gli abitanti di etnia tedesca residenti in territori ora occupati dai Sovietici chiedono il trasferimento, ma ad essi si aggiungono molti Polacchi e, incredibilmente, buona parte della comunità ebraica.

I Russi accolgono i Bielorussi che ora risiedono nel settore nazista, ma lo squilibrio tra i flussi migratori pende decisamente verso quello in entrata nel III Reich e si accendono nuove diffidenze e contrasti tra gli alleati. I Sovietici vedono spopolarsi la regione e frenano sulle uscite, mentre i Nazisti premono per ricevere i Tedeschi dell’Est, ma rifiutano di accollarsi anche Polacchi ed Ebrei. I sovietici allora decidono di deportare gli Ebrei che hanno chiesto l’espatrio, considerati dei traditori, in zone  disagiate: questa punizione salverà la vita di moltissimi di loro; quelli che riescono a passare in territorio nazista verranno eliminati nel giro di pochi mesi.

Rispetto a quanto previsto nell’accordo segreto del patto di non aggressione firmato nell’agosto del 1939, vengono concordate significative variazioni territoriali tra le parti. La più rilevante riguarda la creazione del Governatorato Generale, amministrato dai Tedeschi,  contro l’occupazione sovietica della Lituania (unitamente alle altre due repubbliche baltiche) che in precedenza era compresa nella sfera d’influenza nazista.

Il massacro di Katyn perpetrato dai Sovietici

La Polonia

Come è potuto accadere che la Polonia si trovasse in una posizione tale da sparire dalle carte geografiche in meno di un mese? Dobbiamo evidenziare che la rinascita polacca dopo il Trattato di Versailles nel 1919 ha suscitato malcontento in Germania ben prima dell’avvento nazista. Già Von Seeckt , fondatore della Reichswehr, in una nota indirizzata al presidente della Repubblica, il socialista Ebert, nel 1922 esprime la sua opinione con estrema durezza: “L’esistenza della Polonia è intollerabile e incompatibile con le condizioni essenziali di vita della Germania. La Polonia se ne deve andare e se ne andrà, per effetto della sua debolezza interna con il nostro aiuto e con l’aiuto della Russia… L’eliminazione della Polonia deve essere uno degli obiettivi fondamentali della politica tedesca.”

D’altra parte l’Unione Sovietica non ha scordato la guerra persa nel 1920 contro i Polacchi che ha comportato, oltre all’umiliazione della sconfitta, rinunce territoriali in Ucraina e Bielorussia ed il conseguente blocco dell’espansione bolscevica verso l’Occidente. La Polonia commette una serie di errori di valutazione che sarà fatale. Prima di tutto fa troppo affidamento sul suo principale alleato, quella Francia che è stata la principale sostenitrice dell’indipendenza polacca e con la quale ha stipulato un trattato si alleanza fin dal 1921. Secondariamente considera il pericolo provenire esclusivamente da Ovest. Con l’U.R.S.S., infatti, è in essere un patto di non aggressione valido fino al 1945. E anche quando sottoscrive con il Regno Unito il patto di mutua assistenza il 25 agosto 1939, lo sguardo è sempre rivolto solo a Hitler. Il documento ufficiale prevede, infatti, all’articolo 1 quanto segue:

“Qualora uno dei Paesi contraenti sia costretto a ricorrere alle armi per reagire ad un atto di aggressione da parte di una Potenza Europea, l’altro Paese Contraente fornirà a quello aggredito tutto l’aiuto necessario, nei limiti delle proprie possibilità”

Tralasciando l’impegno generico contenuto, va rilevato che nell’accordo segreto siglato in pari data e facente parte integrante del trattato si specifica nel primo articolo:

“Con l’espressione “una Potenza Europea” utilizzata nell’accordo è da intendersi la Germania. Qualora una potenza europea diversa dalla Germania intraprenda un’azione ai sensi degli articoli 1 o 2 dell’accordo, le parti contraenti si consulteranno in merito alle misure da adottare congiuntamente.”

Dunque l’accordo è incentrato sulla Germania; il Regno Unito non è automaticamente impegnato nel caso di attacco dell’U.R.S.S., ma si sarebbe limitato a consultarsi con la Polonia. Dall’intervento sovietico alla fine della guerra passano solo pochi giorni ed il governo legittimo di Varsavia è internato in Romania dove è riparato il giorno stesso dell’attacco delle truppe di Mosca. Pertanto i due governi non possono e , presumibilmente, non vogliono prendere iniziative contro gli invasori russi. La Polonia è destinata a subire terribili perdite di vite umane causate da ambo gli invasori: solo a Katyn i Sovietici massacrano 22.000 Polacchi, per la maggior parte ufficiali prigionieri, nel tentativo di decapitare la classe dirigente; i Tedeschi si accaniscono sia contro gli Ebrei ( tre milioni di morti) che contro i Cattolici (due milioni di morti).

Rastrellamento nazista al Ghetto di Varsavia

Deterioramento dei rapporti e conflitto

La breve campagna polacca è giunta al termine ed Hitler può rivolgere il suo sguardo ad Occidente, mentre Stalin completa le acquisizioni territoriali annettendo con la forza le tre repubbliche baltiche e la Bessarabia; la guerra contro la Finlandia gli consente di acquisire anche territori finnici. Il dittatore comunista vede con favore lo scontro tra Nazisti e Democrazie occidentali ritenendo che un prolungato conflitto indebolirà ambo i contendenti consentendogli di estendere  ulteriormente il dominio sovietico in Europa. Per questo motivo continua a rifornire generosamente di materie prime l’alleato tedesco ed ordina ai partiti comunisti occidentali di schierarsi contro i propri governi. Viene, pertanto, preso in contropiede dalla fulminea conquista hitleriana di gran parte dell’Europa.

Il paranoico ed astuto dittatore di Mosca osserva sempre più sospettoso i successi del suo collega tedesco. I sospetti aumentano a causa dell’ingenua e grossolana mossa politica di Berlino che spinge i Russi verso Oriente. Stalin e Molotov comprendono immediatamente il disegno tedesco: estromettere l’U.R.S.S. dall’Europa e spingerla verso un conflitto con l’Impero britannico per il possesso del subcontinente indiano. Non solo i dirigenti russi non cadono nella trappola, ma si preparano all’inevitabile conflitto con i Tedeschi, ormai ingombranti “vicini di casa”. Stalin, per celare i preparativi alla guerra, astutamente ordina di incrementare la fornitura dei prodotti verso la Germania in quantità addirittura superiori a quelle concordate, mentre i Tedeschi cercano di rallentare il flusso contrario di tecnologia verso Mosca.

Secondo alcuni storici il Cremlino si prepara nel 1941 ad attaccare preventivamente la Wehrmacht. Lo dimostrerebbero il trasferimento di numerose divisioni al confine ( ufficialmente per esercitazioni programmate da tempo) e il loro schieramento offensivo. In ogni caso Hitler si muove prima ed avvia l’Operazione Barbarossa che si concluderà con un disastro totale. Al termine del conflitto il territorio sovietico ha praticamente lo stesso confine occidentale del patto Ribbentrop-Molotov, ottenuto al costo mostruoso di 27 milioni di morti tra militari e civili. La Germania, divisa in due, è in parte sotto il dominio russo e completamente distrutta.

La Polonia vede i suoi confini spostati ad occidente acquisendo, a compensazione delle regioni cedute ai Sovietici, i territori tedeschi ad est della linea Oder-Neisse . Ma anch’essa, come gli altri Stati dell’Europa Centrale, perde la libertà e diventa uno stato fantoccio comunista. La fine dei protagonisti di questo patto scellerato è nota: Hitler si suicida per non cadere nelle mani dei Sovietici che sono arrivati a Berlino; von Ribbentrop viene impiccato dagli Alleati dopo il Processo di Norimberga; Stalin e Molotov muoiono di morte naturale, rispettivamente nel 1953 e nel 1986,  negando sempre l’esistenza del Protocollo segreto.

Consigli audiovisivi

  • Su Youtube, British historian Roger Moorhouse on the impact of Molotov-Ribbentrop Pact and its Secret Protocols

Consigli di lettura: clicca sul titolo e acquista la tua copia!

  • Claudia Weber, Il patto, Einaudi, 2021.
  • Viktor Suvorov, Stalin, Hitler la rivoluzione bolscevica mondiale, ed. Spirali Edizioni, 2023.
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Tags: NazismoStoria dell'URSS
Maurizio Quaregna

Maurizio Quaregna

Appassionato di storia del XIX e XX secolo, è membro dell'associazione culturale "International Churchill Society Italia".

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