Patto di Varsavia, il mondo diviso in due blocchi

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Il 14 maggio 1955 nasce il Patto di Varsavia. L’accordo, firmato da Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, Romania, Ungheria e Unione Sovietica si contrappone all’Alleanza Atlantica. Si completa così il processo di creazione dei due blocchi rivali. Nel 1956 anche la Repubblica Democratica Tedesca entrerà a far parte del Patto che sarà sciolto ufficialmente il 1 luglio 1991. SCOPRI LA SEZIONE STORIA ANTICA

Le premesse

Ciò che ha luogo nell’Europa occidentale (che porta alla nascita del Patto Atlantico) accade specularmente anche nel “campo” sovietico. Dopo l’assimilazione della Cecoslovacchia e l’espulsione della Jugoslavia dal Cominform, i governi dell’Europa orientale sono allineati all’idea di internazionalismo proletario.


Non è stato stipulato nessun accordo difensivo generale. L’unico accordo generale esistente è il Comecon (Consiglio di reciproca assistenza economica) che in un certo senso rispecchia l’Oece (Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea).

Una volta firmati gli accordi di Parigi sull’Ueo (1954), viene convocata a Mosca una conferenza alla quale partecipano, accanto ai rappresentanti sovietici, quelli dell’Albania, della Bulgaria, della Cecoslovacchia, della Polonia, della Repubblica democratica tedesca, della Romania, dell’Ungheria, oltre a quelli dell’URSS stessa.

La nascita del Patto di Varsavia

All’indomani della ratifica dei trattati, il governo sovietico denuncia i trattati difensivi stipulati. I rappresentanti degli otto paesi convocati precedentemente a Mosca ci tornano per stipulare un trattato “di amicizia, cooperazione e mutua assistenza”, meglio noto come il Patto di Varsavia. Anche questo indica il casus foederis.

Non esiste, invece, separazione tra accordo politico e accordo militare. Il trattato prevede che sarebbe stato creato subito un comando militare unificato. Per esprimere l’intento non aggressivo si esprime nell’art. 11 la cessazione del Patto qualora si costituisca un sistema generale europeo di sicurezza. Il suo carattere di risposta al riarmo tedesco è manifesto.

Da allora tra i due blocchi ci sono stati solamente momenti di crisi acuta ma temporanei, mentre è al loro interno che emergono i conflitti. In tal senso il Patto più che dimostrare la coesione del blocco sovietico, ne mette in mostra i limiti della capacità di controllo.