CONTENUTO
Introduzione al libro
Nella seconda di copertina del libro le seguenti parole dell’autore contengono l’essenza di questo saggio dalle piccole dimensioni.
“Si trattò di un’impresa straordinaria, pianificata con ingegno, eseguita con astuzia, propiziata da venti amici e, come sempre, accompagnata dalla sorte. Ne narrerò qui le straordinarie vicende, dalle ragioni che causarono il conflitto sino alla conquista di quell’inaccessibile bastione di roccia che nei primi anni dell’Ottocento rappresentava un autentico avamposto militare alle porte marine del Regno di Napoli. Ricorderò le fitte trame diplomatiche tessute intorno all’isola, le furbizie militari che furono approntate, le scalate eroiche dei volteggiatori, i sagaci negoziati intrapresi prima di capitolare e alcune beffe della Storia che amplificarono, negli anni a seguire, l’eco internazionale di un conflitto solo in apparenza minore.”
Inoltre la seconda di copertina del libro continua come segue, presentando l’importanza di questo evento storico, spesso sottovalutato.
“Alzando appena lo sguardo, sulla colonna sinistra dell’Arco di Trionfo, la monumentale volta in pietra voluta da Napoleone per celebrare la grandeur dell’esercito francese – <<si tornerà alle vostre case solo sotto archi di trionfo>> – è possibile scorgere, tra le incisioni in ricordo delle più significative vittorie militari, appena sotto quella del Cairo, la conquista di Caprée”.
Trama del libro “Ogni resistenza è vana”
Le origini del conflitto si hanno nel 10-12 Maggio 1806 con l’occupazione inglese di Capri ch’è allora francese. Infatti Napoleone, dopo la vittoria di Austerlitz del 2 Dicembre 1805, decide di chiudere definitivamente i conti con la casata avversa restaurando il dominio francese sul Regno di Napoli, assegnandone il trono al fratello maggiore Giuseppe Bonaparte. Mentre la sconfitta corte borbonica trova riparo in Sicilia sotto la protezione inglese; infatti il re di Napoli Ferdinando di Borbone-Due Sicilie ha preso parte alla cosiddetta “terza coalizione” costituitasi contro Napoleone.
I britannici, tuttavia, non si danno per vinti: interessati a conservare una postazione militare nel Golfo di Napoli e così il 10 Maggio 1806 assaltano Capri, giorno dell’incoronazione ufficiale di Giuseppe Bonaparte. Quindi gli inglesi approfittano d’un momento di distrazione dell’esercito francese per: infliggergli una simbolica sconfitta, limitarne la capacità offensiva navale così anche da disincentivare l’ambizione d’invadere la Sicilia ritenuta un’imprescindibile postazione strategica per il controllo mediterraneo, assicurarsi un avamposto militare ed assecondando le richieste dei Borboni di riassegnare loro il Regno perduto.
La notte fra 10 e 11 Maggio 1806 gli inglesi attaccano. I francesi, effettivamente impreparati e senza un dovuto numero di soldati all’inizio provano a resistere ma alla fine sono costretti alla resa. Si stabilisce un accordo secondo cui i francesi abbandonano Capri agli inglesi a condizione che i britannici consentano alle truppe avversarie di lasciare l’isola in libertà per rientrare a Napoli con armi e bagagli. Così i francesi sconfitti se ne vanno meditando però di riconquistare Capri ed infatti qualche tentativo, seppur fallimentare, non tarda ad arrivare.
L’isola si presenta profondamente diversa da come la si conosce oggi. Nel Settecento appare ricoperta di varie colture ma la lussureggiante vegetazione si pianta solo nei primi del Novecento. All’inizio dell’Ottocento invece il territorio è più brullo e poverissimo; la popolazione si dedica alla pastorizia, alla pesca ed alla caccia di selvaggina. Tuttavia l’isola si costituisce già di due Comuni autonomi. Il primo, la città di Capri, ch’è la sede amministrativa ed è cinta da mura e da rocce. Il secondo, Anacapri, largo altopiano riparato dietro un rilievo roccioso non presenta una chiara forma d’estensione con un unico centro e non offre alcuna significativa difesa militare.
Il confine orientale, allora detto “Lo Capo”, oggi “Monte Tiberio”, all’epoca è per lo più abitata d’una magra comunità d’agricoltori-cacciatori (solo nel Novecento s’ingloba nella città di Capri diventando tra i luoghi preferiti di residenza) e ha una grande rilevanza tattico-militare. Gli inglesi appena impossessatisi dell’isola provvedono a rafforzare tutte le scarne fortificazioni di Capri. Ciò nonostante la strategia di protezione britannica non è poi così efficace infatti si basa s’un sistema difensivo minimo ch’avrebbe rallentato l’avanzata del nemico in attesa di rinforzi via mare. Il 10 Agosto 1808 Napoleone nomina re di Napoli Gioacchino Murat (marito della sorella minore di Napoleone, Carolina Bonaparte) valoroso ed ambizioso che per affermare il proprio prestigio si propone, col consenso del cognato, di recuperare Capri.
L’inconveniente a tale impresa di riconquista però è la penuria d’informazioni sulla difesa inglese e per questo i francesi s’avvalgono d’operazioni segrete e soprattutto d’un sistema di spionaggio e contro-spionaggio. Del resto all’epoca anche dalla parte inglese i doppiogiochisti sono ricorrenti (come riporta il libro con degli esempi). In particolare Antonio Saliceti – nato in Corsica sotto il dominio genovese e naturalizzato francese – ch’ha un rapporto privilegiato, seppure non privo d’ombre, con Napoleone. Egli, dopo aver ricoperto alte cariche militari per merito, diventa ministro della Polizia e poi della Guerra dimostrandosi un innovatore della tecnica di spionaggio e contro-spionaggio. Talvolta riesce anche a divulgare false informazioni al nemico illudendolo per poi sorprenderlo nell’attacco militare. In breve è un potente ministro esperto d’intrighi.
Gli inglesi, soprattutto con l’insediamento al trono di Gioacchino Murat noto per la sua ottima reputazione militare, temono un attacco francese per riconquistare Capri, così provvedono e pensano di porsi al riparo. Ad esempio già due giorni prima dell’assalto francese fanno giungere truppe di rinforzo. Il 4 Ottobre 1808 i francesi attaccano Capri (nel libro sono descritti nei dettagli le dinamiche della guerra) e riescono a riconquistarla. Dopo varie vicissitudini il 22 Ottobre 1808 l’isola viene evacuata dagli inglesi ed i francesi s’appropriano d’ogni luogo.
I francesi celebrano questo piccolo trionfo ma la popolazione non è molto felice. Soprattutto i contrabbandieri ed i faccendieri che con la cacciata degli inglesi (più propensi a lucrosi affari) perdono l’occasione di traffico e di guadagno ma anche di molta gente che più o meno celatamente auspica ad una restaurazione borbonica e quindi nutre un sentimento ostile verso i conquistatori. Per contrastare simili resistenze i francesi attuano una robusta propaganda, il rilancio del mercato, decreti di libertà marittima ed azioni per ingraziarsi il popolo.

Riconquistata Capri i francesi lasciano di stanza dei soldati sotto l’autorità dell’aiuto-comandante Thomas, che si fa amare dalla popolazione a tal punto che si dispiace quando nel 1811 viene richiamato in Patria. Thomas provvede ad esempio a rinforzare le fortificazioni inglesi, fa nuovi interventi urbanistici e sul piano dell’istruzione giovanile oltre a riforme agrarie (introducendo anche delle innovazioni). Solo nel giugno 1809 i britannici tentano invano di riprendere Capri per poi rinunciare. Per il resto questo periodo è abbastanza tranquillo.
Seppure la memoria di tale guerra diventa un terreno dibattuto tra i francesi e gli inglesi che ne raccontano versioni diverse ma è soprattutto l’immaginario dell’evento a cambiare. Questo episodio storico rappresenta un avvenimento limitato ma ha una certa risonanza internazionale. Così se per i francesi tale conquista simboleggia uno degli ultimi episodi dei progetti imperiali napoleonici, per gli imbattibili inglesi non risulta facile accettare di venire sconfitti negli elementi che sono loro notoriamente favorevoli, il mare e la conformazione isolana. Un merito di questo periodo è stato quello di porre le basi al progresso della cartografia dell’isola, naturalmente allora dettato solo per esigenze militari, ma che nonostante le successive modifiche tuttora se ne beneficia.
Nel 1815, l’anno dell’esilio di Napoleone a Sant’Elena, re Ferdinando I di Borbone torna con la sua corte a Napoli diventando Ferdinando I delle Due Sicilie. Quindi presso l’isola di Capri viene ristabilita l’amministrazione borbonica che dà inizio ad una stagione di declino e di rinnovata arretratezza. L’isola viene riconvertita a colonia penale e presidio sanitario e di conseguenza molti edifici cambiano la loro funzione. Ad esempio s’aboliscono alcune strutture liberali tra le quali le scuole volute dal vescovo di Capri, anche l’organizzazione ecclesiastica subisce dei cambiamenti radicali e le fortificazioni vanno incontro al degrado.
Inoltre il regresso della gestione economica del Regno delle Due Sicilie ha degli effetti nefasti anche sulla fragile economia dell’isola. Ciò nondimeno dal 1818 si cominciano a porre le primissime basi ai soggiorni vacanza per gli stranieri che poi aumentano sempre di più inducendo gli isolani ad ampliare le possibilità di pernottamento dei forestieri e che in seguito faranno diventare Capri una meta turistica prestigiosa.
Recensione del libro
Questo saggio dalle piccole dimensioni prende in esame, come afferma l’autore, un evento spesso trascurato ch’invece ha segnato la storia. Nel testo s’espongono in maniera breve, concisa ed avvincente gli avvenimenti e le ragioni che hanno portato a questa guerra ed al suo successo. All’interno del libro si riportano anche molte citazioni letterarie, poetiche e di cronaca dell’epoca. Nel testo, oltre alle strategie militari adottate, emerge l’importante ruolo giocato dagli intrighi, dalle azioni di spionaggio, contro-spionaggio e segrete che in un evento storico considerato minore non ci si aspetterebbe di trovare.
Questo libro pone sotto un’altra luce l’isola di Capri su come s’è abituati a conoscerla oggi, ricca, rigogliosa, residenza e soggiorno vacanza chic se non addirittura di lusso. Tale condizione però s’è acquisita in seguito mentre al contrario prima d’allora è un’isola poverissima, tanto più nell’Ottocento. Non solo, l’autore elenca diverse costruzioni realizzate in quel periodo di conflitto anglo-francese incuriosendo il lettore ed invogliandolo a visitare Capri sotto una diversa prospettiva. Inoltre le numerose immagini che arricchiscono il testo aiutano a comprendere meglio gli avvenimenti. In conclusione questo piccolo saggio è interessante, intrigante ed illustra un evento storico spesso trascurato, descrivendo una Capri diversa da come la s’è abituati a pensarla attualmente.
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- Gabriele Della Morte, Ogni resistenza è vana. Francesi contro Inglesi per la conquista di Capri 1806/1807, La Conchiglia Editore, 2021.







