CONTENUTO
Antefatto, la crisi del 1929
Gli anni ‘20, noti come “Età del jazz” o i “ruggenti anni venti”, furono anni di massiccia crescita e benessere per la maggior parte del popolo americano, anni di prosperità e consumo. Auto, radio e frigoriferi venivano prodotti in quantità e acquistati dai lavoratori, portando a una crescita cumulata del PIL del 40% circa. 1 La crisi del 1929 pose fine a questo periodo idilliaco e fece precipitare il paese nella Grande Depressione, segnando uno spartiacque nella storia del XX secolo.
Gli Stati Uniti dopo il crollo di Wall Street del 1929 furono colpiti da un periodo di profonda crisi economica, politica e sociale, che durò circa un decennio, con alti e bassi. Il presidente in carica durante tale periodo era il repubblicano Hoover. Durante il suo governo continuò con la politica di “collaborazione volontaria” da parte degli industriali e di laissez-faire in campo economico, in parte simile a quella applicata dai predecessori Harding e Coolidge negli anni Venti e in parte nuova, con timidi interventi in economia per via della crisi.

Il 2/7/1932 Franklin Delano Roosevelt, governatore di New York, ufficializza la sua candidatura presidenziale e fin da subito parla del “New Deal”, ovvero un “nuovo corso per il popolo americano”, un nuovo accordo, in linea con l’idea di vita economica e imprenditoriale che da sempre caratterizzava la società americana. Durante la sua campagna presidenziale non specificò mai a cosa realmente intendesse dire con tale espressione. Tra le varie promesse elettorali vi fu quella di abolire il XVIII emendamento, ovvero quello sul proibizionismo, che fu abrogato il 5 dicembre 1933 tramite il XXI emendamento e che rimane l’unico ad essere stato revocato fino ad oggi.
La campagna democratica si concentrò in particolare sull’aspetto economico, attaccando l’amministrazione Hoover di fare poco e tardi. I punti principali del programma elettorale di Roosevelt non erano molto diversi da Hoover. Pareggio di bilancio statale e lotta agli sprechi nell’amministrazione erano i suoi punti cardine. Alle elezioni del novembre 1932 gli elettori americani votarono in massa con il 57% dei voti lo sfidante democratico Roosevelt, lasciando ad Hoover circa il 40%. 2 Fu una vittoria schiacciante poiché entrambe le camere del Congresso finirono in mano democratica. Se in Europa la risposta prevalente alla crisi fu l’emergere di regimi autoritari o dittatoriali, negli USA, come vedremo, la democrazia riuscì a resistere trasformandosi profondamente. Si iniziò a parlare sempre più spesso di diritti sociali affiancati a quelli civili e politici e a discutere di come sviluppare uno stato sociale che potesse garantirli.
New Deal, primo atto
L’obiettivo primario del New Deal era la salvezza e la continuità del sistema capitalistico, senza tuttavia avere un’ideologia o un piano prestabilito su come agire. Esso operava per tentativi, in modo confuso e a volte caotico. Dopo la vittoria alle elezioni di novembre 1932, la nuova amministrazione dovette aspettare 4 mesi per entrare in carica ufficialmente e durante i quali la crisi peggiorò sempre più e il sistema bancario, e non solo quello, sembravano sul punto di implodere.
Tale problema relativo alla durata del periodo di transizione presidenziale sarebbe stato risolto con il XX emendamento, promulgato tra il 1932 e il 1933. All’indomani dell’insediamento del presidente Roosevelt, il 4 marzo 1933, iniziò una fase caratterizzata da una forte attività legislativa, di interventi a raffica e di lavoro sia per il Congresso che per l’esecutivo, chiamata anche i “Cento Giorni”. In tale periodo venne ratificata una quantità tale di atti e leggi, che gli storici lo considerano come un periodo fondamentale, conosciuto come il “primo New Deal” per separarlo dal secondo di qualche anno dopo.
Come salvare il sistema bancario e finanziario
Tra i primi provvedimenti ci fu la chiusura delle banche in tutto il paese da parte del presidente il 6 marzo 1933 per dare tempo al Congresso di poter lavorare sulla crisi di solvibilità. L’intero sistema bancario sembrava sull’orlo del collasso dato che in 38 Stati era stata proclamata la “chiusura a tempo indefinito” delle banche per evitare la corsa agli sportelli da parte dei clienti, che avrebbe causato il fallimento di numerose banche. Il 9 marzo, fu approvato l’Emergency Banking Relief Act (EBRA), da parte del Congresso con un veloce dibattito e permessa la riapertura delle sole banche ritenute solvibili con una speciale licenza federale.
Il 5 aprile 1933, tramite un ordine esecutivo, il presidente emanò l’Ordine Esecutivo 6102, con cui si vietava il possesso d’oro, oltre le 5 once, ad uso privato in ogni sua forma per chiunque. Il divieto non valeva per l’uso industriale, professionale o medico (esempio dentisti, gioiellieri, elettricisti). In caso di trasgressione si poteva incorrere sia in una multa sia nel carcere. Inoltre, i cittadini avrebbero dovuto consegnare l’oro al governo entro il 1° maggio pagato al cambio di 20,67 dollari per oncia. Questa fu una mossa per poter permettere alla FED di ampliare la base monetaria, che non poteva essere ampliata poiché la banca aveva raggiunto la capacità massima prevista per legge di emissione di nuove banconote.
Senza ulteriore oro la banca centrale non poteva ampliare la massa monetaria e il governo difficilmente avrebbe trovato i fondi per intervenire nella crisi. L’inizio dell’anno successivo, il 30 gennaio 1934, il Congresso varò il Gold Reserve Act, con cui fu modificato il valore dell’oro da 20,67 a 35 dollari all’oncia, svalutando di fatto la moneta nazionale. Tale provvedimento permise un afflusso d’oro dal resto del mondo ed un ulteriore ampliamento della base monetaria; inoltre, veniva data la possibilità al Dipartimento del Tesoro di effettuare acquisti d’oro sui mercati internazionali.
Un’altra importante legge nel sistema bancario fu l’approvazione da parte del Congresso del Banking Act, o Glass–Steagall Act dal nome dei senatori promotori, il 16 giugno 1933 con cui di fatto si stabiliva la separazione tra banche commerciali e banche d’investimento. Fu limitato il ricorso all’uso del credito bancario per fini speculativi. La legge prevedeva anche la creazione della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), un ente federale preposto a garantire, temporaneamente, i conti fino a 2’500 dollari.
Tale garanzia sarebbe divenuta qualche anno più tardi definitiva e fino a 5’000 dollari (oggi tale limite è a 250’000 dollari). Nel giugno 1934 il Congresso approva un’altra legge, il Securities Exchange Act, con cui venne istituita la Securities and Exchange Commission (SEC) con il compito di regolare e controllare il mercato finanziario e della borsa in generale, che a tutt’oggi opera. Tale legge andò a sostituire il Federal Securities Act del 27 maggio 1933.
Il mondo del lavoro
Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile venne istituito il Civilian Conservation Corps (CCC), un servizio di lavoro volontario in cui i giovani disoccupati potevano ottenere un piccolo sostegno mensile più altri benefit in cambio della loro forza lavoro per progetti di tutela ambientale e di cura del suolo federale. Tali progetti ampliarono la percezione nella popolazione della cura dell’ambiente. Il CCC permise a milioni di disoccupati di avere un posto in cui vivere poiché ospitati in campi di lavoro, permettendo così al tempo stesso di toglierli dalla strada e dal rischio di aumentare la criminalità.
Il 12 maggio 1933 venne approvato il Federal Emergency Relief Administration (FERA) e venivano stanziati 500 milioni di dollari per programmi di reintegro lavorativo dei disoccupati, assegnati direttamente agli Stati. Il programma fu affidato ad Harry Hopkins, un consigliere di Roosevelt quando questi era governatore dello stato di New York. L’obiettivo di Harry era che il governo dovesse dare un lavoro e non semplicemente un sussidio ai disoccupati, in progetti quali la costruzione di strade, scuole, ponti, parchi. Circa 4 milioni di lavoratori furono impiegati in tali progetti nel suo primo anno di attività. Per i cittadini era psicologicamente meglio avere un lavoro da fare che ricevere solamente un sussidio dallo stato.
Industria ed Agricoltura

Il National Industrial Recovery Act, o NIRA, fu approvato il 16 giugno 1933. Tale provvedimento mirava a creare una pianificazione governativa come ad esempio ridurre la concorrenza, limitare la produzione e stabilizzare i prezzi. La grande industria cercò di sfruttare tale legge per rafforzare la sua posizione nel mercato. Verso i lavoratori cercava di migliorare le loro condizioni, limitare gli orari, garantire un salario minimo in modo da aumentare il potere d’acquisto delle famiglie. Fu garantito il diritto alla contrattazione collettiva (tramite la sezione sette della legge), che non fu ben visto dai datori di lavoro. Fu anche istituito il primo ente del New Deal, la National Recovery Administration (NRA) con a capo Hugh S. Johnson, ex generale dell’esercito.
Compito dell’ente era di elaborare delle procedure e norme di comportamento per l’industria in generale e cercare di stabilizzare i prezzi. Sempre sotto la NIRA fu creata nel giugno 1933 la Public Works Administration (PWA), un ente guidato dal Dipartimento degli Interni sotto Harold Ickes. Tale ente stanziò circa 3,3 miliardi di dollari per la costruzione di scuole, ospedali, dighe, edifici pubblici, strade e ponti, molti dei quali in uso ancora oggi. Nel 1935 la Corte Suprema giudicò incostituzionale tutto l’apparato del NRA e pertanto venne chiuso, anche perché non riuscì nel suo intento di stabilizzare i prezzi e di creare nuovi posti di lavoro più stabili.
L’altro importante tassello dei primi “cento giorni” era l’Agricultural Adjustment Act (AAA) che fu varato il 13 maggio 1933 per aiutare il settore agricolo, parecchio colpito dalla crisi del ‘29, in particolare per quanto riguarda la caduta dei prezzi delle materie agricole che portò sul lastrico migliaia di agricoltori. Per risollevare tale settore si procedette a compensare gli agricoltori che riducevano volontariamente la propria produzione o le terre coltivate, con l’obiettivo di ridurre l’offerta e aumentare i prezzi. Furono così distrutti o abbandonati circa il 25% del raccolto di cotone e macellati milioni di maiali.
Secondo alcuni storici si trattò di “una carestia organizzata”. Il reddito nazionale agricolo raddoppiò in un paio d’anni, ma nello stesso periodo il paese fu anche colpito da una siccità e il dollaro, come abbiamo visto, fu svalutato. Come per il settore industriale, anche in quello agricolo, a beneficiare maggiormente dei sussidi dell’AAA furono i grandi proprietari, mentre i piccoli o i salariati non ebbero grossi miglioramenti.

TVA: Tennessee Valley Authority Act
Un esempio di come il New Deal impattò in maniera positiva, nella vita dei cittadini, lo possiamo vedere con la realizzazione della Tennessee Valley Authority (TVA), nata grazie al Tennessee Valley Authority Act del 18 maggio 1933. La zona in questione era al centro di progetti per la realizzazione di impianti idroelettrici e fabbriche da alcuni decenni. Ora, grazie all’ente appena creato, tali progetti e molti altri avrebbero interessato l’intero bacino del Tennessee, toccando sette Stati. Il progetto prevedeva la realizzazione di dighe e centrali idroelettriche per la realizzazione di energia a basso costo per famiglie e imprese. Furono effettuati anche recuperi di terre incolte, controllo delle acque, forestazione di aree e costruzione di case e scuole. Il successo di quest’impresa migliorò le condizioni di vita della popolazione, che accolse con favore il progetto, senza però raggiungere il fine di attirare nuove industrie come sperato.
Secondo New Deal
Come abbiamo visto nei primi mesi della nuova amministrazione vennero approvate numerose leggi, creati nuovi enti e si cercò di rimettere in moto il sistema capitalista, mai messo in discussione dalle istituzioni. A partire dal 1935, anche in risposta alle dichiarazioni di incostituzionalità di vari provvedimenti da parte della Corte Suprema, il governo lavorò a una nuova ondata di proposte, conosciuta come “secondo New Deal”. Le nuove leggi erano più radicali, più vicine ai meno abbienti, più opera del Congresso che del governo. Tra i primi provvedimenti vediamo l’8 aprile 1935 venire approvata l’Emergency Relief Appropriation Act con cui si istituisce la Works Progress Administration, divenuta poi Works Project Administration (WPA) guidata da Harry Hopkins. Tale ente avrebbe usato milioni di persone nella costruzione di scuole, strade e case popolari. Tramite questa legge fu istituita anche la National Youth Administration (NYA), con l’intento di dare un’occupazione part-time a ragazzi delle scuole superiori inattivi, consentendo loro di proseguire gli studi e togliendoli al tempo stesso dal mercato del lavoro.
Il 14/08/1935 fu varata forse il provvedimento più importante del periodo, il Social Security Act, un tentativo di intervento nella legislazione previdenziale a livello nazionale. La legge prevedeva un sistema nazionale obbligatorio per la vecchiaia ed un sistema misto (federale e statale) per la disoccupazione. I fondi erano versati tramite trattenute sugli stipendi e contributi dei datori di lavoro. Se le intenzioni erano buone, meno lo furono i risultati dato che milioni di persone ne erano esclusi, come domestici, lavoratori saltuari ed agricoli. Le politiche sociali furono messe in atto da funzionari statali e questo comportò che ampie fasce di popolazione fossero di fatto escluse, come le donne e gli afroamericani negli Stati del sud.
Nei fatti veniva a crearsi un sistema di welfare riservato a lavoratori maschi bianchi. Altro difetto della legge era il fatto che mancavano norme che introducevano l’assicurazione contro le malattie per l’opposizione dei medici. Un’altra importante innovazione varata dal Congresso fu il National Labor Relations Act del luglio 1935, voluto fortemente dal senatore Robert Wagner, ribattezzata in suo onore Wagner Act. Tale provvedimento andava a sostituire la vecchia NIRA bocciata dalla Corte Suprema. La nuova legge fu molto più drastica della precedente nei confronti dei sindacati poiché il governo si metteva dalla parte dei lavoratori nelle contrattazioni con le aziende.
Il numero degli iscritti ai sindacati si moltiplicò così come il potere di quest’ultimi che poterono negoziare e lottare per salari e condizioni migliori. Venne istituito un organo di arbitrato e di vigilanza in modo da impedire il ricorso a pratiche scorrette da parte delle aziende, il National Labor Relations Board (NLRB). Il 30 agosto 1935 venne promulgato il Wealth Tax Act che aumenta le aliquote sull’imposta dei redditi. Si partiva dal primo scaglione con 0% di tassazione fino a 4’000 dollari, fino al 34° scaglione con il 75% di tassazione per redditi da oltre 5 milioni di dollari. Durante la Seconda guerra mondiale lo scaglione più alto sarebbe arrivato al 94%. 4
Cultura e minoranze
Nell’ambito del WPA possiamo ricordare il forte impegno da parte dell’amministrazione Roosevelt in campo artistico e non solo. L’obiettivo era di aiutare Scrittori, artisti e attori disoccupati. Il nome di tale programma era Federal Project Number One, gestito dal WPA, diviso in cinque divisioni: Federal Music Project, Federal Theater Project (FTP), Federal Writers Project (FWP), Historical Records Survey e Federal Art Project (FAP). Il FAP offrì lavoro a parecchie migliaia di artisti disoccupati per abbellire edifici pubblici e le città in generale, prendendo ispirazione dalla storia e dalla cultura americana.
Forse uno dei più grandi artisti americani, Jackson Pollock lavorò negli anni ‘30 nel FAP, dove iniziò a sviluppare la tecnica del drip painting. Il FWP, ad esempio, curò la creazione di guide regionali e statali, gestione di archivi storici, raccolse testimonianze di ex schiavi ancora vivi e sul folclore locale. Il più criticato dai conservatori fu il FTP, che dava lavoro a circa 12,500 persone, poiché molte opere teatrali erano ispirate da idee di sinistra, addirittura marxiste ed il Congresso nel 1939 ne ridusse i fondi.
Nel corso del New Deal il governo tentò anche di aiutare gli nativi americani, tra i più colpiti dalla grande depressione dato che durante il XIX secolo si erano visti privare le risorse per il loro sostentamento, come i bisonti, e di conseguenza partivano da una base più vulnerabile. Nel 1934 passò il Wheeler-Howard Act, o Indian Reorganization Act, con cui fu abolita la proprietà individuale delle terre, ripristinata la proprietà comune, possibilità di scelta dei capi e prestiti per avviare nuove attività economiche. Tali tentativi ebbero dei piccoli successi, poiché diminuì la mortalità infantile e migliorò la condizione di vita ma la situazione in generale per loro rimase pietosa.
Critiche ed opposizioni
Anche se la maggior parte degli elettori supportavano le proposte dell’amministrazione Roosevelt, le critiche non mancarono mai. Fin da subito ad opporsi fu la Corte Suprema dominata dai conservatori favorevoli al classico laissez-faire in economia, che bocciò l’AAA ed il NIRA nel corso del 1935-1936. Roosevelt, come abbiamo visto, fece in modo di ripresentare le varie leggi bocciate nel 1936, dopo la vittoria alle presidenziali. Nel 1937 arrivò allo scontro frontale con la Corte Suprema, minacciando di aggiungere dei nuovi giudici a lui favorevoli, garantendosi così una maggioranza. Con la Judiciary Reorganization Bill egli propose di aggiungere un giudice per ogni membro ultrasettantenne presente nella Corte, cercando così che fosse più favorevole a lui.
L’opposizione a tale provvedimento arrivò anche dal suo partito, favorevole nei fini ma non nei mezzi, poiché per loro il sistema migliore era tramite un emendamento costituzionale, vedendo in questo tentativo un rischio di autoritarismo. Tuttavia, la situazione si risolse praticamente da sola poiché la morte di un giudice e il ritiro di un altro permisero a Roosevelt di nominarne altri due più favorevoli a lui, cambiando il peso dell’istituzione a suo favore, che sarebbe stata conosciuta poi come la “Corte di Roosevelt”. La Corte Suprema iniziò a confermare la legittimità delle nuove leggi a partire dalla Social Security Act.
Fondata nell’agosto 1934 con l’appoggio finanziario della famiglia Du Pont, l’American Liberty League, i conservatori e gli industriali videro nell’amministrazione una minaccia ai loro interessi e ideali. L’associazione vedeva con sospetto e critica il forte intervento federale in campo economico tramite enti come la TVA, l’aumento del deficit pubblico e la svalutazione del dollaro. L’ex presidente Taft accusò l’amministrazione Roosevelt ed il New Deal di voler “spingere il paese verso il comunismo”. 5 L’opposizione arrivò anche dalla sinistra stessa, non soddisfatta dell’operato dell’amministrazione, poiché nonostante tutti gli sforzi rimanevano oltre 10 milioni di disoccupati sul finire del 1934 e non si era impegnata abbastanza per le donne, gli anziani ed in generale gli ultimi gradini della società.
Va menzionato Huey P. Long che fu tra i più agguerriti e preparati all’opposizione, con lo slogan “We share wealth”. Long divenne governatore della Louisiana e fu artefice di riforme radicali, come una tassazione più equa e la costruzione di scuole, strade e edifici pubblici. Appoggiò Roosevelt nei primi anni da senatore, per poi arrivare a criticarlo ferocemente nel 1934. Il suo programma era piuttosto radicale anche se ambiguo, proponendo tra le altre cose di garantire un reddito minimo a tutti, limitare a 5’000’000 di dollari le eredità ed a 1’000’000 di dollari i redditi. Presentatosi come candidato alle presidenziali del ‘36, dopo essere stato governatore e senatore, morì in un attentato nel settembre 1935.
Seconda crisi economica
Il New Deal vide un declino nel corso della seconda metà degli anni ‘30 con la caduta dell’economia a partire dall’estate del 1937, facendo svanire anni di sacrifici e di ripresa. L’amministrazione aveva iniziato a ritirare alcuni programmi e fondi per evitare ulteriori deficit vedendo il riprendersi dell’economia, ma ciò fece cadere la produzione e gli indici azionari. Roosevelt riuscì a far passare nuove leggi nel corso del biennio 1937-1938 per far rilanciare l’economia. Nel luglio 1937 fu istituita la Farm Security Administration, con cui si concedevano prestiti a mezzadri o ad agricoltori in difficoltà.
Nel febbraio 1938 venne varato un nuovo Agricultural Adjustment Act, simile al precedente, in cui si cercava di venire incontro agli agricoltori garantendo un prezzo stabile tramite la Commodity Credit Corporation che ritirava e regolava le eccedenze sul raccolto per restituirle in periodi di scarsità. Nel giugno 1938 fu varato il Fair Labor Standards Act che fissò il salario minimo a 0,25 dollari all’ora ed un tetto di 44 ore settimanali, che sarebbero dovute diventare rispettivamente 0,40 dollari/ora e 40 ore settimanali entro 2 anni. Veniva anche vietato il lavoro minorile e regolato lo straordinario. Tale legge fu osteggiata anche dai democratici del sud.
Conclusioni

Il New Deal ebbe alti e bassi, a partire dalle elevate speranze iniziali per poi arrivare ad un lento declino sul finire del decennio. Fu un laboratorio di sperimentazione politica ed economica a cui gli oppositori si opponevano con forza per criticare l’amministrazione. Esso pose le basi per lo stato assistenziale e diede legittimità al governo federale di intervenire in economia e nella società, fatto fino ad allora impensabile. Il sistema bancario, finanziario e assicurativo fu regolato e ci sarebbero voluti 50 anni prima di vedere nuovi grossi cambiamenti in tali campi, ovvero fino agli anni ‘80.
Furono posti dei limiti al capitale in generale che avrebbe dovuto trovare un nuovo equilibrio con il mondo del lavoro, rendendo forse il capitalismo più umano. Limitò fortemente il rischio di una rivoluzione che tuttavia non fu mai concreta neppure nel periodo più buio della Grande Depressione. Nell’amministrazione Roosevelt per la prima volta entrarono in quantità donne, afroamericani e cattolici, fino ad allora limitati fortemente. Come la segretaria al Lavoro Frances Perkins, la prima donna ministro USA, o la first lady Eleanor Roosevelt, divenuta forte sostenitrice delle nuove politiche.
Durante questi anni i sindacati, fortemente osteggiati dagli industriali, trovarono in Roosevelt un valido sostegno. Grazie ai vari provvedimenti, come il già citato Wagner Act del 1935, la sindacalizzazione assunse caratteri di massa, con l’iscrizione di milioni di lavoratori alle varie organizzazioni soprattutto nell’industria. Questo permise di poter ottenere condizioni di lavoro migliori che permisero un ritorno alla ricerca del “sogno americano”, che da sempre ha contraddistinto gli Stati Uniti e che sembrava scomparso in quel periodo.
Come accennato ci furono anche dei limiti nel New Deal, come i contadini più poveri che furono praticamente abbandonati, poiché le varie politiche favorivano i grossi agricoltori. Gli afroamericani e i nativi non furono integrati a sufficienza nel mondo del lavoro e nella società. Le donne furono spinte a rimanere a casa per accudire la famiglia mentre spettava all’uomo portare il salario familiare necessario. Con l’allontanamento delle donne dal lavoro era più facile dare un posto agli uomini, che soprattutto in tempi di crisi non avrebbero dovuto competere con l’altro sesso. Ad esempio, la Social Security non copriva i lavori che solitamente erano di competenza femminile come le domestiche. In pratica le donne venivano ancora viste come mogli e madri, custodi del focolare domestico.
In conclusione si può affermare che il New Deal fu inizialmente un esperimento caotico e senza una base ideologica di fondo, dove ogni strumento che potesse essere utile fu tentato e scartato se ritenuto insufficiente. Con il tempo avrebbe, come abbiamo visto, trovato la sua base teorica nel keynesismo. Lo stesso Roosevelt, che può essere considerato un maestro di retorica, attraverso i suoi famosi “discorsi accanto al caminetto”, diede più speranze che soluzioni pratiche alla popolazione americana. Tuttavia, fu quella speranza che durante gli anni bui della Grande Depressione era venuta meno e che avrebbe permesso agli Stati Uniti d’America di superare le successive sfide mondiali.
Note
1 Il secolo degli Stati Uniti, Arnaldo Testi, pag. 105
2 Il secolo degli Stati Uniti, Arnaldo Testi, pag. 380
3 Storia degli Stati Uniti, un popolo e la sua libertà Maldwyn A. Jones, pag. 417
4 The Statutes at Large of the United States of America, 1935/1936, pag. 9
5 Storia degli Stati Uniti d’America, Eric Foner
Bibliografia consigliata
Testi, Arnaldo, Il secolo degli Stati Uniti. Bologna, Il Mulino, 2022.
Sabbatucci, Giovanni – Vidotto, Vittorio, Storia contemporanea. Dalla Grande Guerra a oggi. Nuova edizione. Roma-Bari, Laterza, 2019.
Foner, Eric, Storia degli Stati Uniti d’America. La «libertà americana» dalle origini a oggi. Roma, Donzelli Editore, 2017.
Goodwin, Michael, con disegni di Dan E. Burr, Economix. Per comprendere origini, storia e principi della nostra “pazza economia”. Milano, Gribaudo, 2013.
Jones, Maldwyn A., Storia degli Stati Uniti. Un popolo e la sua libertà. Milano, Bompiani, 1984.
Rieupeyrout, Jean-Louis, Storia degli Apache (1520-1995). Milano, Xenia Edizioni, 1996.
The Statutes at Large of the United States of America, vol. XLIX (1935-1936). Washington D.C., United States Government Publishing Office, 1936.
Consigli di lettura: clicca sul titolo e acquista la tua copia!
- Testi, Arnaldo, Il secolo degli Stati Uniti. Bologna, Il Mulino, 2022.
- Foner, Eric, Storia degli Stati Uniti d’America. La «libertà americana» dalle origini a oggi. Roma, Donzelli Editore, 2017.







