Anna Bolena viene giustiziata, 19 maggio 1536

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Ritratto di Anna Bolena

Londra, 19 maggio 1536. Anna Bolena, seconda moglie del re inglese Enrico VIII Tudor, viene decapitata con l’accusa di adulterio, incesto, stregoneria e alto tradimento. SCOPRI LA SEZIONE CURIOSITA’

Il matrimonio con Enrico VIII Tudor

Infatuatosi di Anna Bolena, giovane damigella di corte, nel 1527 il re d’Inghilterra Enrico VIII chiede al papa Clemente VII l’annullamento del matrimonio con Caterina d’Aragona. A spingere il sovrano verso questa scelta vi è la scusa che la consorte non è stata in grado di dargli un erede maschio; dall’unione, infatti, è nata soltanto una figlia, Maria.

Il papa rimanda a lungo la decisione poiché vuole evitare una rottura con un sovrano amico e fedele: Enrico VIII, infatti, ha polemizzato con Martin Lutero nel primo periodo della Riforma tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Difensore della fede“.

Dopo un’attenta analisi della situazione nel 1532 Clemente VII nega ad Enrico la dispensa papale; il re inglese, allora, si rivolge al proprio Parlamento imponendo l’approvazione del divorzio e il 25 gennaio 1533 sposa in seconde nozze Anna Bolena. La cerimonia si svolge in modo riservato, infatti, il matrimonio viene mantenuto segreto fino all’incoronazione di Anna quale regina d’Inghilterra.

Venuto a conoscenza dei fatti il papa scomunica Enrico che risponde alla provocazione facendo emettere dal Parlamento l’Atto di supremazia con il quale il re viene dichiarato “unico capo supremo della Chiesa Anglicana d’Inghilterra“. Dal punto di vista religioso si tratta a tutti gli effetti di uno Scisma poiché la Chiesa d’Inghilterra si separa formalmente da quella di Roma.

L’amore tra Anna Bolena e Enrico

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La corte presieduta dalla nuova regina Anna Bolena si contraddistingue, sin da subito, per lusso e magnificenza. Anna può anche contare su una servitù molto più numerosa rispetto a quella di Caterina. Alle sue dipendenze lavorano oltre 250 persone e oltre 60 damigelle d’onore.

Dall’unione con Enrico nasce Elisabetta che viene subito dichiarata prima nella linea di successione al trono. L’amore tra i due sembra essere travolgente, nel primo periodo, come testimonia una lettera scritta da Enrico nei mesi di corteggiamento:

“Riflettendo sul contenuto delle vostre lettere, mi sono procurato una grande agonia; non sapendo come interpretarle, se a mio svantaggio, come si può vedere in alcune righe, o a mio vantaggio in altre. Vi scongiuro con tutto il mio cuore di lasciarmi conoscere appieno le vostre intenzioni sul nostro amore;

la necessità mi costringe a pietire da voi una risposta, essendo stato colpito da più di un anno dal dardo dell’amore, e non sapendo se ho fallito oppure ho trovato un posto nel vostro cuore e nei vostri affetti, il che mi ha certamente trattenuto per un periodo dal chiamarvi mia amante, dal momento che se voi mi amate solo di un amore comune questo termine non vi si addice, visto che rappresenta una posizione eccezionale;

ma se vi piace assolvere al dovere di una vera, leale amante e amica, e darvi (anima e corpo) a me, che sono stato, e sempre sarò, il vostro servitore leale (se il vostro rigore non me lo impedirà), vi prometto che non solo il nome vi sarà dovuto, ma anche che vi prenderò come mia unica amante, allontanando tutte le altre salvo voi stessa dal mio cuore e dalla mia mente, che servirà voi sola;

vi prego di dare una risposta completa a questa goffa lettera, di dirmi fino a che punto e in che cosa posso sperare; e se non vi piacesse rispondermi per iscritto, di indicarmi qualche luogo dove io possa avere una risposta a voce, luogo che io cercherò con tutto il mio cuore. Non vado oltre per paura di annoiarvi. Scritto dalla mano di colui che vorrebbe rimanere vostro.” (Lettera del re Enrico VIII ad Anna Bolena)

L’arresto e la condanna a morte di Anna Bolena

Il rapporto tra i due diventa ben presto tempestoso: a momenti di felicità si alternano periodi di forti tensioni e litigi, causati dall’infedeltà di Enrico. Durante il suo breve regno Anna si è fatta molti nemici a corte che non vedono l’ora di poterla screditare agli occhi del sovrano.

A ciò si aggiunge il fatto che il popolo inglese continua a considerarla niente più che un’usurpatrice e una sgualdrina. A partire dall’aprile del 1536 Anna viene indagata per alto tradimento e il 2 maggio è arrestata e portata nella Torre di Londra con una barca.

In quegli stessi giorni, con l’accusa di essere stati amanti della regina, vengono arrestati anche: Lord George Bolena (fratello di Anna), il musicista di corte Mark Smeaton e il poeta Thomas Wyatt.

I primi due sono riconosciuti colpevoli e giustiziati il 17 maggio mentre il poeta viene rilasciato per insufficienza di prove. Anna Bolena viene condannata a morte con l’accusa di adulterio, stregoneria, incesto e alto tradimento.

Il 19 maggio 1536 viene condotta sul luogo dell’esecuzione e una volta salita sul patibolo, poco prima di essere decapitata, la regina fa un breve discorso alla folla presente:

“Buon popolo cristiano, sono venuta qui a morire secondo la legge, poiché dalla legge sono stata condannata a morte, e quindi non mi opporrò. Non sono qui per accusare alcuno, né per dire niente a riguardo delle accuse e della condanna a morte, ma per pregare Dio affinché salvi il re e gli consenta di regnare a lungo su di voi, perché mai vi fu un principe più dolce e misericordioso di lui: e con me egli è sempre stato un sovrano buono e gentile. E se qualcuno interverrà nella mia causa, io gli chiedo di giudicare al meglio. Così prendo congedo dal mondo e da tutti voi, e desidero vivamente che tutti voi preghiate per me”. (Edward Hall, cronista del tempo)

“I Tudors” e “L’altra donna del re”

La turbolenta storia d’amore tra Anna Bolena ed Enrico VIII è stata ampiamente ricostruita nella serie tv “I Tudors“, dove la regina inglese è interpretata da Natalie Dormer. Nel film del 2008 “L’altra donna del re” è, invece, Natalie Portman a vestire i panni di Anna Bolena.

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