Storia dell'Alto Medioevo

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LA CADUTA DELL’IMPERO D’OCCIDENTE

La dissoluzione dell’Impero romano d’Occidente, culminata nel 476, è un processo graduale e multigenerazionale, a cui possiamo dare un inizio tra la fine del IV e l’inizio del V secolo. Le cause, seppur non sempre facilmente identificabili, sono numerose e intrinsecamente collegate tra loro. Dopo la disastrosa battaglia di Adrianopoli (378), combattuta contro i Goti di Fritigerno, i Romani cominciano ad avere maggiori difficoltà nel reclutare nell’esercito i cittadini dell’Impero, facendo perciò sempre più affidamento su truppe irregolari di barbari, chiamati foederati.

Il governo centrale cerca inoltre di utilizzare queste popolazioni per amministrare territori di frontiera ormai ingovernabili. Nel V secolo, le numerose guerre civili e le invasioni di Vandali, Alani e Svevi, portano alla perdita di intere province imperiali, provocando l’interruzione delle entrate fiscali che ne derivano. Nella seconda metà del V secolo, l’Impero d’Occidente esercita pieno controllo oramai solo nella penisola italiana e in Gallia meridionale, non riuscendo più a mantenere economicamente un grande e potente esercito.

Il periodo è caratterizzato anche da un vasto fenomeno di spopolamento urbano, chiaramente visibile soprattutto nelle aree più periferiche dell’Impero. L’insicurezza generale dell’epoca costringe, infatti, molti cittadini ad abbandonare villaggi e città prive di fortificazioni, per risiedere in luoghi che possono garantire una migliore difesa dai pericoli esterni.

REGNI ROMANO-BARBARICI

Nel 500 d.C. l’Europa ha un nuovo volto, costellato da numerosi regni indipendenti che mescolano, al loro interno, sia la componente germanica, per l’ambito politico e militare, che quella romana, operante nell’amministrazione e nel tessuto ecclesiastico. Questi regni, denominati post-romani o romano-barbarici, molto spesso non hanno vita facile, e la maggior parte di essi non sopravvivono fino alla fine dell’VIII secolo. I più importanti sono quattro: i regni dei Visigoti, dei Vandali, dei Franchi e degli Ostrogoti.

I Visigoti sono i primi ad insediarsi in territorio romano, con il permesso del governo romano centrale. Nel 418 infatti essi si installano in Aquitania, sotto la guida del loro sovrano, Vallia. Nel corso del V secolo si espandono soprattutto in Spagna e in Gallia meridionale. Nel 507, tuttavia, perdono i territori gallici a seguito della sconfitta patita contro i Franchi a Vouillè, mentre, a partire dal 711, vengono completamente travolti dall’invasione araba. I superstiti di tale attacco si rifugiano in Spagna settentrionale, dando origine al regno cristiano delle Asturie.

I Vandali invadono l’Impero nel 406, stanziandosi prima in Spagna meridionale e poi, a partire dal 429, in Nordafrica, dove portano avanti una campagna di conquista conclusa verso la metà del V secolo. Per i successivi decenni terrorizzano, con atti di pirateria, le coste del Mediterraneo Occidentale, arrivando a saccheggiare la stessa Roma nel 455. Non essendosi mai integrati veramente con la popolazione locale, vengono facilmente sconfitti dal generale romano d’Oriente Belisario, che pone termine al loro regno nel 533.

I Franchi sono una confederazione di popoli che si insediano in Gallia settentrionale nella seconda metà del V secolo, estendendosi poi in Gallia occidentale e meridionale ad inizio VI secolo, grazie alle conquiste militari del sovrano Clodoveo. Essi cercano di mantenere intatto il sistema amministrativo e la struttura ecclesiastica romana, lasciandoli nelle mani degli aristocratici gallo-romani locali. Nel corso del VI secolo l’unità del regno viene meno, causando un vortice senza fine di guerre civili tra i membri della dinastia regnante, i Merovingi. Il loro graduale indebolimento porta all’ascesa dei Carolingi nell’VIII secolo.

Gli Ostrogoti, infine, sono una popolazione stanziata originariamente nei Balcani, che viene indirizzata dall’Impero d’Oriente verso l’Italia, all’epoca governata dal patrizio Odoacre. Teodorico l’Amalo, poi soprannominato il Grande, si pone alla guida degli Ostrogoti, riuscendo a conquistare la penisola nel 493. Il suo lungo regno, durato fino alla sua morte, nel 526, fu caratterizzato da una forte promozione ideologica e culturale della romanità, con il restauro e il ripristino di molti monumenti e edifici di epoca imperiale.

Oltre a questi regni, ve ne sono anche altri, seppur di estensione minore, come quello dei Burgundi in Gallia meridionale, quello degli Svevi in Spagna settentrionale e quello degli Alamanni in Gallia settentrionale. In Oriente, tuttavia, l’Impero romano cade. A partire dal 533, l’Imperatore Giustiniano decide di intraprendere un’imponente opera di riconquista dei territori dell’Occidente, riuscendo a occupare l’Italia, il Nordafrica e la Spagna meridionale. L’Impero d’Oriente cerca di mantenere buoni rapporti con il Regno franco, con i Burgundi e anche, per un certo tempo, anche con gli Ostrogoti, almeno fino alla morte di Teodorico.

RINASCITA CAROLINA

In Gallia, la situazione politica tra il VI e l’VIII secolo è costellata da numerosi conflitti tra i membri della dinastia merovingia. Nel tempo iniziano a formarsi tre entità statali, la Neustria (Gallia settentrionale), la Burgundia e l’Austrasia (Gallia orientale). In quest’ultimo regno acquista sempre più importanza la famiglia dei Pipinidi, grazie ad un crescente controllo di terre e acquisendo, grazie alla detenzione dell’importante carica di “maggiordomo”, un completo controllo politico sul sovrano merovingio in carica. La vittoria di Carlo Martello a Poitiers contro gli arabi, nel 732, contribuisce ad accrescere la potenza della dinastia che, nel 751, depone l’ultimo sovrano merovingio, Childerico III. In Italia, tuttavia, la minaccia longobarda mette in pericolo la città di Roma e lo stesso papa, formalmente sotto il controllo dell’Impero d’Oriente.

Papa Adriano I, vista la lontananza di Costantinopoli, decide di chiedere aiuto al nuovo sovrano franco, Carlo Magno. Quest’ultimo sconfigge i Longobardi, conquistando la penisola nel 774. Nell’800 viene incoronato imperatore del Sacro Romano Impero da papa Leone III. Nel corso del suo regno Carlo Magno inaugura una profonda opera di promozione della cultura, favorita dalla diffusione della minuscola carolina, ovvero uno stile di scrittura semplice e adottato in tutto l’Impero. Questo facilita enormemente l’amministrazione locale e la, seppur rudimentale, burocrazia. Per sopperire alle mancanze dell’amministrazione pubblica i Carolingi cercano di creare intorno a se delle reti di legami vassallatici con i quali vengono concesse delle cariche pubbliche agli aristocratici del regno, i cambio del loro supporto armato.

Di Marco Canton