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Joseph Goebbels: vita del Ministro della propaganda

L’ascesa e la caduta del gerarca nazista intellettualmente più complesso e pericoloso della corte ristretta di Adolf Hitler, un uomo che più di ogni altro seppe diffondere nel popolo tedesco le malsane idee del Fuhrer.

di Umberto Diana
16 Settembre 2025
TEMPO DI LETTURA: 11 MIN

CONTENUTO

  • Joseph Goebbels, primi anni e invalidità fisica
  • La formazione intellettuale di Goebbels
  • Gli esordi in politica
  • L’ascesa di Joseph Goebbels ai vertici del Nazismo
  • Goebbels, il Ministro della Propaganda nella Germania Nazista
  • La storia d’amore tra Goebbels e Lida Baarova
  • Magda Rietschel, la moglie di Goebbels
  • L’opera di Joseph Goebbels durante la seconda guerra mondiale
  • Il suicidio di Goebbels e della sua famiglia
  • Un giudizio storico su Joseph Goebbels
  • Riassunto, Joseph Goebbels

Joseph Goebbels, primi anni e invalidità fisica

Paul Joseph Goebbels nasce il 29 Ottobre 1897 a Rheydt, oggi quartiere di Monchengladbach, importante centro industriale della Renania-Vestfalia che all’epoca contava appena trentamila abitanti, da una famiglia piccolo borghese dove il padre svolgeva il lavoro di ragioniere presso una fabbrica di retine per lampade a gas e la madre, di origini olandesi, accudisce la numerosa famiglia costituita da quattro figli.

Joseph nasce con una deformità congenita al piede destro nota come piede equino aggravata da una osteomielite che contrae in età infantile e che lo porta a zoppicare visibilmente per tutto il resto della propria vita con il risultato,, tra l’altro, di venire scartato dall’esercito e non prendere parte al primo conflitto mondiale. La grave invalidità indurisce il carattere del giovane Goebbels e lo porta ad impegnarsi molto negli studi per sopperire a ciò che fisicamente gli era precluso rispetto ai propri coetanei. Essendo i suoi genitori ferventi cattolici, egli compie i primi studi presso Istituti religiosi che nella prima giovinezza radicano in lui una forte convinzione mistica.

Il rapporto di Joseph con il padre Fritz era caratterizzato da una forte influenza di questi sul figlio ma vista la sua prematura scomparsa, il genitore di riferimento rimane la madre, Maria, donna religiosissima e quasi bigotta che ha un ruolo centrale nella famiglia e con la quale Goebbels mantiene, anche in età adulta, un forte attaccamento emotivo. Con i tre fratelli Hans, Maria  e Konrad Goebbels ha un rapporto molto complicato e certamente poco affettuoso a causa del suo carattere autoritario e mentre loro lo rispettavano e lo consideravano un genio, egli li trattava quasi con disprezzo a causa della loro inclinazione ad una vita borghese e lontana dalla politica attiva.

La formazione intellettuale di Goebbels

Già all’inizio degli anni venti, però la sua fede religiosa comincia a vacillare non riuscendo a concepire l’esaltazione della povertà professata dal Cristianesimo, ma questo non gli impedisce di chiedere supporto economico alla Commissione Diocesana per poter proseguire gli studi universitari a Bonn, dove si è iscritto alla Facoltà di Letteratura e Filosofia e dove segue con profitto le lezioni di Enders, Dyroff e Lietzmann, intellettuali di grande spessore nel panorama tedesco dell’epoca.

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Terminato il primo Conflitto Mondiale, il 11 Novembre 1918 la Germania è chiamata al voto e Goebbels da il proprio assenso al Partito Nazionalista Tedesco e contemporaneamente assiste, come conseguenza della tremende riparazioni imposte al suo paese a seguito della sconfitta, all’occupazione della propria città natale da parte dei belgi. Nel 1919 si trasferisce a Monaco di Baviera per proseguire gli studi universitari dove, pur studiando teologia con il professor Schnitzer, abbandona la Confraternita Unitas essendo venuta meno in lui la Fede cattolica.

A seguito dell’assassinio del Primo Ministro bavarese per mano di un fanatico antisemita ed anticomunista, Goebbels si avvicina al socialismo e sul fronte della formazione universitaria, nel 1921 consegue il Dottorato in Storia della Letteratura con una tesi su Von Schultz ponendo fine al suo iter universitario ed iniziando il suo percorso professionale e politico: lavora come critico d’arte per una rivista ma viene presto licenziato e a gennaio del 1922 prende servizio come impiegato in una Banca di Colonia grazie alle buone relazioni della sua fidanzata dell’epoca, l’ebrea Else Janke; dopo solo nove mesi viene di nuovo licenziato perchè accusato di scarso rendimento. Contemporaneamente tenta la strada di autore, scrivendo un dramma espressionista dal titolo “Der Wanderer”, ossia il viaggiatore che non lascia alcuna traccia nel firmamento delle piece teatrali.

Gli esordi in politica

L’11 Gennaio 1923 è una data importante nella vita di Joseph Goebbels perchè quel giorno la Francia occupa la Ruhr, importante regione mineraria tedesca ed in Germania comincia a prendere vita il movimento che vuole porre fine alle sanzioni pesantissime imposte dagli alleati (soprattutto dalla Francia) al paese sconfitto nella prima guerra mondiale e che sarà il prodromo dell’avvento al potere di Adolf Hitler che nello stesso anno organizza il Putsch di Monaco in seguito al quale viene imprigionato; la detenzione gli consente di riprogrammare la sua scalata al potere.

Nel luglio 1924 Goebbels organizza le prime riunioni politiche nella casa paterna , fatto che lo porta ad essere schedato dalle autorità belghe come agitatore politico appartenente ai partiti di destra per i quali partecipa ai comizi di Weimar insieme ad altri importanti esponenti. Comincia a collaborare con riviste politiche di destra e nel settembre 1924 pubblica il suo primo articolo sul concetto di nazionalismo, dove mette in risalto la sua convinzione secondo cui l’individuo deve essere subordinato allo stato :”non siamo nulla, la Germania è tutto”.

Nel frattempo Hitler viene scarcerato e comincia a diventare personaggio noto sulla scena politica tedesca . Nel 1925 Gregor Strasser, deputato nazista eletto già l’anno precedente al Reichstag, assiste ad un comizio di Goebbels e rimane colpito dalle sue argomentazioni e dalla sua ars oratoria tanto da proporgli senza indugio di diventare il suo segretario personale, incarico fino a quel momento ricoperto nientemeno che da Henrich Himmler.

L’ascesa di Joseph Goebbels ai vertici del Nazismo

Nell’autunno del 1925 il Partito Nazionalsocialista vede una lotta intestina tra l’ala radicale e proletaria capeggiata da Strasser che voleva l’espropriazione dei beni appartenuti ai nobili, e lo stesso Hitler contrario all’iniziativa poichè temeva che un simile provvedimento gli avrebbe alienato pericolosamente le simpatie degli strati benestanti della popolazione. Goebbels si schiera apertamente contro Hitler, convinto come è che l’interesse comune vada anteposto alle esigenze del singolo, ma nel febbraio 1926 il Fuhrer, come ormai viene chiamato Hitler all’interno del partito nazista, stronca definitivamente la ribellione facendo ritirare la proposta di legge.

Joseph Goebbels rimane profondamente deluso dalla decisione dell’uomo che tre anni prima non aveva esitato a definire “profeta” e medita il proprio ritiro dalla scena politica, ma Hitler, favorevolmente colpito dalle attitudini del giovane renano, gli offre l’occasione di tenere un importante comizio a Monaco nell’aprile del 1926 e da allora nasce un sodalizio che farà di Goebbels il più fedele e radicale seguace del Fuhrer fino alla fine della tragedia nazista.

Sul finire dello stesso anno egli viene nominato Gauleiter di Berlino, con il difficile compito di guadagnare al nazionalsocialismo la capitale tedesca considerata città rossa perchè storicamente in mano a comunisti e socialisti. Grazie ad un misto di azioni violente e demagogie intelligenti riesce a rubare la scena politica alle sinistre ed attrae verso le idee naziste interi quartieri da sempre feudi delle più radicali idee di sinistra. Nel 1928 entra finalmente come deputato al Reichstag e l’anno seguente viene ufficialmente incaricato da Hitler come responsabile unico della propaganda nazista per l’intero territorio nazionale.

Goebbels, il Ministro della Propaganda nella Germania Nazista

Nel 1933 la sua figura politica viene ufficializzata e diviene Ministro con delega alla protezione e divulgazione delle idee naziste praticamente con poteri sindacabili solo ed esclusivamente dal Fuhrer, incarico che mantiene fino alla morte che coincide con la caduta del Terzo Reich. Goebbels svolge il proprio compito assumendo il totale ed incondizionato controllo di qualunque fonte di informazione e di espressione culturale: stampa, cinema, teatro e sport sono sotto la sua tutela e censura inappellabile diventando così il dittatore intellettuale della Germania tanto da essere definito da Thomas Mann “uno storpio nel corpo e nello spirito”.

Non esita a stravolgere qualunque verità anche in campo scientifico pur di ottenere il risultato di anteporre gli interessi del partito a qualunque altra cosa ed ottiene in breve tempo la divinizzazione di Adolf Hitler orientando l’opinione pubblica verso la convinzione che il nazismo riporterà la Germania ai fasti che le competevano e che la sconfitta nella Grande Guerra le avevano tolto. I media più importanti in quei tempi sono naturalmente i giornali, e ad essi rivolge le principali attenzioni propagandistiche facendo tacere anche con la forza qualunque barlume di opposizione e definendoli “pianoforti su cui il governo potrà suonare le sue sinfonie”.

Particolarmente feroci sono i suoi interventi in tema di antisemitismo prima e di guerra poi che portano Goebbels a dure campagne di arianizzazione contro la scienza ebraica, bolscevica e massone e che costringono all’esilio centinaia di uomini di cultura ed artisti. Rimangono nella storia a questo proposito i roghi di libri ed opere organizzati a Berlino e nelle principali città tedesche dove il ministro della propaganda esorta gli studenti a saccheggiare librerie e biblioteche e dare alle fiamme nelle piazze le pubblicazioni in qualche modo critiche nei confronti del regime.

Goebbels, Saluto Nazista

La storia d’amore tra Goebbels e Lida Baarova

Nel 1936 la fortuna ascesa politica di Goebbels subisce una battuta d’arresto quando si innamora perdutamente dell’attrice cecoslovacca Lida Baarova. La moglie Magda scopre la relazione e se ne lamenta ripetutamente con Hitler in persona che chiede al gerarca l’immediato rientro nei ranghi della famiglia ottenendo, però, solo una minaccia di dimissioni e portando il ministro a tentare addirittura il suicidio. Non sono storicamente chiari i motivi che portano Goebbels a tornare sui propri passi, probabilmente la reale minaccia dell’eliminazione fisica dell’amante è sufficiente per convincerlo a troncare la relazione nella quale indubbiamente Hitler vedeva un pericolo di offuscamento della moralità e della lealtà tanto ipocritamente care al capo del nazismo.

L’attrice, ormai invisa al regime, viene espulsa dalla Germania e la sua carriera subisce un colpo durissimo. Tornata in Cecoslovacchia, cerca fortuna in Italia e in altri paesi europei, ma la sua vita è segnata dalle conseguenze di quell’amore proibito. Dopo la guerra, viene accusata di collaborazionismo, arrestata e incarcerata, anche se in seguito assolta. Le tragedie familiari, con la morte della madre e il suicidio della sorella, rendono ancora più amaro il suo destino.

Magda Rietschel, la moglie di Goebbels

Nella vita di Joseph Goebbels riveste un ruolo importante la figura di Magda Rietschel nata nel 1901 a Berlino la quale diventa nel 1931 la moglie del Ministro della Propaganda tedesco e che ha indubbiamente un ruolo importante nelle scellerate scelte e nei crudeli comportamenti del gerarca nazista. Di famiglia alto borghese, recenti studi accreditano la tesi che fosse figlia naturale di un facoltoso industriale ebreo con cui la madre si sposerà in seconde nozze.

E’ di avvenente aspetto e a soli diciassette anni incontra Gunther Quandt, un ricco industriale più anziano di lei di venti anni, la cui attività in seguito si sviluppa fino a comprendere tra le altre la fabbrica di batterie Varta ed importanti partecipazioni in BMW e Daimler Benz. Non particolarmente fascinoso, l’industriale riesce comunque a sposare la bella Magda e nel 1921 nasce il loro unico figlio Harald, che sopravviverà alla guerra e che morirà nel 1967 in Italia in un tragico incidente aereo. Mai appagata dalle nozze, Magda cerca altrove soddisfazioni sentimentali fino ad innamorarsi, durante un viaggio negli USA, di un nipote del presidente Hoover che arriverà a chiederle di sposarlo e che avrà con lei un serio incidente automobilistico durante una rocambolesca fuga d’amore .

Nel 1929 il marito, stanco delle sue infedeltà, chiede e ottiene il divorzio concedendole comunque una ricca rendita finanziaria che le permette una vita agiata e priva di pensieri permettendole, più per noia che per passione, di avvicinarsi alla politica, rimanendo affascinata, durante un incontro organizzato dal partito nazista, da un giovane oratore di nome Joseph Goebbels di cui ottiene di diventare segretaria e con il quale partecipa, in questa veste, agli incontri del gerarca con Adolf Hitler.

Si sostiene da più parti che il fuhrer provasse più di una simpatia per Magda ma che non volesse avere legami femminili ufficiali e quindi il matrimonio tra lei e Goebbels fosse in realtà una copertura per permettere al capo del nazismo una frequentazione insospettabile. Non esistono naturalmente prove certe di questa tesi ma sta di fatto che Magda, all’indomani delle nozze celebrate sul finire del 1931 e di cui Hitler è testimone dello sposo, Magda ha accesso praticamente diretto allo studio del fuhrer. Non è un matrimonio fedele, della liason di Goebbels si è già detto mentre è certa una relazione intima della sua signora con un alto funzionario del ministero oltre alla ventilata relazione con lo stesso Hitler.

Complice in un primo tempo delle nefandezze del marito, verso la fine del conflitto Magda diviene disillusa sulle reali possibilità della Germania di vincere il conflitto e tenta più volte di convincere Hitler a fare un passo indietro: uscendo dal suo studio si sfoga con alcuni collaboratori “non ascolta più la voce della ragione e del cuore, gli unici a cui crede sono quelli che vuole sentire”. Verso la fine della guerra comincia a soffrire di nevralgia del trigemino , che le provoca intensi dolori e lunghe cure ospedaliere che la allontanano anche dalle sue frequentazioni con il fuhrer.

L’opera di Joseph Goebbels durante la seconda guerra mondiale

Importante è il ruolo avuto da Goebbels nel momento in cui le vicende belliche mettono a dura prova la tenuta psicologica del popolo tedesco. Ai primi folgoranti successi che galvanizzano la Germania, fanno seguito, come è risaputo, anni di sacrifici imposti dai rovesci militari in Russia ed Africa. Goebbels riesce abilmente a moderare la reale portata degli avvenimenti e convince il popolo ad una resistenza ormai suicida .

Durante l’ultimo mese di guerra, nell’aprile 1945 Hitler vede in lui il proprio successore e lo nomina ministro per la mobilitazione alla guerra totale e gli assegna sul campo i gradi di Generale con la responsabilità della difesa di Berlino. Le stellette sono per il gerarca una soddisfazione evidente perché può vestire finalmente quella divisa che a causa della sua infermità fisica gli era stata negata in gioventù e che gli costa da sempre un senso di malcelata inferiorità nei confronti degli altri gerarchi, primo tra tutti Hermann Goering.

Nelle ultime volontà del fuhrer Goebbels è nominato Cancelliere e di fatto il 30 Aprile 1945 per alcune ore diventa il capo indiscusso della Germania nazista allo sfacelo e l’unico atto ufficiale che riesce a compiere consiste nell’inviare il generale Hans Krabs con una bandiera bianca presso il comando sovietico a Berlino con una lettera in cui, quale nuovo Cancelliere, informa i sovietici della morte di Hitler e chiede una tregua per spostare il governo fuori Berlino per poi offrire una resa incondizionata. Iosif Stalin non prende neppure in considerazione la proposta ed ordina di continuare la battaglia fino alla completa distruzione del nemico

Il suicidio di Goebbels e della sua famiglia

Goebbels si suicida il 1 Maggio 1945 nel modo più drammatico che la mente umana possa immaginare, trascinando nel baratro della propria follia l’intera sua famiglia. La sera del 1 Maggio, alle 20, la signora Goebbels in un rigurgito di pazzia e fanatismo, insieme ad un medico delle SS narcotizza i suoi sei figli con la morfina e, una volta addormentati, li uccide ad uno ad uno rompendo nelle loro bocche una fiala di cianuro.

Compiuta questa insana strage, costringe il marito ad ucciderla con un colpo di pistola alla nuca facendosi promettere che anche lui, dopo avere eseguito l’omicidio, ne avrebbe seguito la sorte, così da raggiungere tutti insieme nel Valhalla il loro amato Furher. Una successiva versione, forse propagandistica, rivela che i coniugi Goebbels, troppo vigliacchi per togliersi la vita, abbiano chiesto ad un attendente di sparare loro un colpo alla tempia, ma quando i loro corpi vengono ritrovati, le tecniche dell’epoca non risolvono i dubbi. I loro cadaveri sono sepolti in una fossa anonima e solo nel 1970 i sovietici decidono di esumarli e, dopo averne cremati i resti, disperdono le loro ceneri nel fiume Elba.

Un giudizio storico su Joseph Goebbels

La vera natura della personalità di Joseph Goebbels trae origine dalla sua infermità fisica e nel trovarsi a causa di questa in qualche modo  inadeguato agli avvenimenti feroci di quegli anni. La completa ed incondizionata sua dedizione alle idee del nazismo gli permettevano comunque di potersi misurare con gli altri grandi gerarchi che nel suo intimo invidiava ma che sovrastava senz’altro nel campo culturale ed ideologico, non dimentichiamo che Hitler lo chiamava, e faceva chiamare “herr doctor”. Una prova di quanto egli invidiava i più stretti collaboratori del fuhrer si ha nella non celata soddisfazione con cui festeggia, nelle giornate tragiche dell’epilogo del dramma nazista, la nomina a Generale ricevuta da Hitler che gli permette finalmente di sentirsi, anche fisicamente stavolta, alla pari degli altri tronfi personaggi della corte del capo, Goering in prima fila.

Il ministro della propaganda tiene un prolisso diario dal 1923 al 1945 da cui traspare l’adorazione verso Hitler e la giustificazione politica e morale delle più grandi nefandezze commesse dal regime: sterminio degli ebrei e guerra totale. La vera costante della vita di Joseph Goebbels è quindi l’incondizionata e totale adorazione di Hitler cui perdona la ,ormai quasi certa, relazione con la moglie Magda e per il quale, a differenza degli altri gerarchi che abbandonarono il loro capo e cercarono in tutti i modi di mettersi in salvo, non esita non solo a sacrificare la propria vita ma anche quella dei suoi sei figli.

Riassunto, Joseph Goebbels

Joseph Goebbels nasce nel 1897 a Rheydt in una famiglia cattolica piccolo borghese. Segnato da una malformazione al piede che lo rende claudicante, la compensa con un’intensa dedizione agli studi e consegue il dottorato in letteratura. Negli anni universitari abbandona la fede religiosa e si avvicina progressivamente alla politica, affascinato dal nazionalismo e dal socialismo. Dopo un primo periodo vicino alla corrente di Strasser, entra nell’orbita di Hitler, che nel 1926 lo conquista definitivamente. Nominato Gauleiter di Berlino, impone il nazismo in una città rossa grazie anche all’uso della violenza.

Nel 1929 diventa responsabile della propaganda a livello nazionale e nel 1933 ministro del Reich con il controllo assoluto su stampa, cinema e cultura. Goebbels manipola l’opinione pubblica, costruisce il mito di Hitler, fomenta l’antisemitismo e organizza i roghi di libri. Sul piano privato sposa Magda Rietschel, con cui condivide fanatismo e ambizioni, ma vive relazioni burrascose come quella con l’attrice Lida Baarova. Durante la guerra sprona il popolo tedesco alla “resistenza totale” e nell’aprile 1945 è nominato Cancelliere da Hitler. Il 1 maggio, dopo aver fatto uccidere i suoi sei figli insieme alla moglie, si suicida, incarnando fino all’ultimo la fedeltà cieca al Führer.

Consigli di lettura: clicca sul titolo e acquista la tua copia!

  • Peter Longerich, Goebbels. Una biografia, Einaudi, 2022.
  • Lionel Richard, Goebbels. Ritratto di un manipolatore, Giunti Editore, 2024.
  • Joseph Goebbels, Diari 1943, Thule Italia, 2014.
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Tags: Nazismo
Umberto Diana

Umberto Diana

Torinese di nascita ma Genovese di adozione alla rispettabile età di 66 anni scopre la novità di poter scrivere articoli di Storia e poterli condividere con tutti. Dopo avere conseguito la maturità scientifica, svolge la propria attività lavorativa nell'azienda familiare e dopo avere raggiunto la pensione, ritorna alla propria curiosità di gioventù: la storia. Appassionato soprattutto di Storia Italiana dal Risorgimento alla Prima Repubblica, amai trovare nelle pieghe degli avvenimenti importanti i particolari che li rendono curiosi ed inaspettati e personaggi non di levatura eccelsa che hanno però contribuito a fare diventare un fatto di cronaca un fatto storico.

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