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Il regno del più forte. La lunga contesa per l’Impero di Alessandro Magno

“Il regno del più forte. La lunga contesa per l’Impero di Alessandro Magno (IV-III Sec. a.C.)” è il titolo del saggio di Omar Coloru, pubblicato da Salerno Editore, che tratta della fase storica definita dei Diadochi, ovvero “Successori”, periodo di guerre che seguono dal 323 a.C. alla morte di Alessandro Magno su chi dovesse ereditarne l’Impero.

di Giulia Cesarini Argiroffo
26 Settembre 2025
TEMPO DI LETTURA: 6 MIN
The Death of Alexander the Great, by Karl von_Piloty (1886)

The Death of Alexander the Great, by Karl von_Piloty (1886)

CONTENUTO

  • Introduzione al libro “Il regno del più forte”
  • Trama e struttura del libro
  • Recensione del libro

Introduzione al libro “Il regno del più forte”

Nell’introduzione del saggio l’autore esprime l’essenza di questo libro come segue:

“Il titolo di questo piccolo saggio si ispira alle ultime parole che Alessandro, in punto di morte, avrebbe rivolto ai suoi generali. Riuniti intorno al suo capezzale, i suoi più fidati amici gli domandavano a chi avrebbe lasciato il suo immenso impero, ma il re, sibillino, rispose che lo avrebbe dato al migliore tra loro (in greco, letteralmente, ‘al più forte’). Per quanto questo aneddoto sia il frutto di una tradizione romanzata, esso ha finito per influenzare profondamente la riflessione degli storici antichi sull’eredità di Alessandro e sulla nascita dei regni ellenistici. […].

Nelle pagine che seguono, tenteremo di ripercorrere la formazione del nuovo mondo che emerse dalle lotte dei Diadochi attraverso i concetti di forza e debolezza. Fu l’interazione, lo scambio e la percezione di questi fattori a orientare gli eventi e le scelte dei principali protagonisti del conflitto che si accese per l’eredità del più vasto impero che il mondo avesse conosciuto. A un livello di base, le narrazioni che sono giunte sino a noi mostrano come il concetto di forza, declinato secondo le sfumature della violenza e della forza fisica o morale, giustifichi la superiorità di un dato personaggio sul campo di battaglia o in quello diplomatico.

Al contrario la debolezza, col suo spettro di variazioni quali la fragilità fisica, mentale o di genere, serve come mezzo interpretativo per spiegare una sconfitta. Va da sé che queste interazioni sono da sempre connaturate alle vicende umane, ma risultano particolarmente evidenti nel periodo qui preso in esame in cui possiamo assistere a rapide ascese e ad altrettante cadute di veri e propri signori della guerra, di re, ma anche di regine”.

Nella quarta di copertina quanto segue riassume l’argomento che affronta il testo:

“Babilonia, giugno 323 a.C. La morte di Alessandro Magno getta lo scompiglio tra i Macedoni: chi dovrà succedere al trono di uno dei più vasti imperi della storia se i due eredi legittimi sono un figlio che deve ancora nascere e un fratellastro affetto da un ritardo mentale? Si diffonde addirittura la voce che in punto di morte il sovrano abbia detto che lascerà il suo regno al migliore dei suoi generali. La competizione per l’eredità di Alessandro innesca una lotta di potere senza esclusione di colpi aprendo di fatto l’età dei Diadochi, i Successori di Alessandro che dopo decenni di conflitti daranno vita ai regni ellenistici.

L’autore esplora le dinamiche in gioco in questo periodo mostrando come lo scenario geopolitico emerso dalle guerre sia stato plasmato dall’interazione dei fattori di forza e debolezza. Quello dei Diadochi è infatti un mondo precario in cui il potere va continuamente confermato, gli equilibri delle forze e i ruoli sociali si ribaltano in modo improvviso trasformando i forti in deboli e viceversa. Tra i signori della guerra, avventurieri e regine combattive, l’età dei Diadochi cambierà per sempre il corso della storia nel Mediterraneo”.

The Death of Alexander the Great, by Karl von_Piloty (1886)

Trama e struttura del libro

L’intervallo temporale che si considera in questo libro va dalla morte d’Alessandro Magno, nel 323 a.C., alla morte di Lisimaco nella battaglia di Curupedio del 281 a.C., evento che segna la fine delle guerre dei Diadochi e che porta ad un assetto piuttosto stabile. La prima parte di questo saggio si concentra sulle presunte ultime parole attribuite ad Alessandro Magno sul letto di morte (anche se probabilmente è un’invenzione nata negli anni subito dopo la morte dell’Imperatore) su chi deve succedergli al trono dove lui afferma il ‘migliore’. Tale termine ha diverse interpretazioni che vanno dal valore guerriero a quello morale ed il libro le analizza.

Poco dopo la morte d’Alessandro Magno s’opta per il compromesso della diarchia, unica soluzione possibile per saldare la frattura dell’Impero. Quindi per la presenza contemporanea di due sovrani, Alessandro IV (figlio minorenne d’Alessandro Magno e di sua moglie Rossane) e di Filippo Arrideo (fratellastro d’Alessandro Magno affetto da ritardo mentale e che salito al trono prende il nome di Filippo III). Nella storia regale macedone è un fatto insolito ma all’epoca si considera l’unico compromesso possibile ma solo fin quando questi non diventano un ostacolo per i progetti di potere dei Diadochi che vengono assassinati scatenando una guerra ancora più efferata tra i Successori.

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La seconda parte di questo saggio si concentra sull’analisi d’alcuni personaggi emblematici dell’età dei Diadochi ch’appartengono alla categoria dei “deboli” i quali in un modo o nell’altro ad un certo punto diventano scomodi intralciando il potere dei loro nemici e per questo finiscono tutti assassinati (eccetto Barsine, ex compagna ma mai moglie d’Alessandro Magno; allontanata dalla Macedonia dopo il primo matrimonio del compagno e che torna con suo figlio Eracle a Pergamo, regione un tempo amministrata dal padre).

In particolare il testo (pur trattando di diversi personaggi) si focalizza soprattutto su Alessandro IV, Filippo Arrideo, Eracle (figlio d’Alessandro Magno ma nato fuori dal matrimonio, una volta morti i due sovrani diventa una minaccia per i Diadochi che l’assassinano), Eumene di Cardia (eccellente condottiero greco, uomo di fiducia della famiglia imperiale e con ottime doti diplomatiche, politiche e militari; quindi una figura pericolosa per i Diadochi che dunque l’assassinano) ed alcune donne che all’epoca rivestono un ruolo sociale “debole”.

Talune di loro però agiscono in modo energico e guerriero al pari delle controparti maschili nelle trame politiche. Soprattutto Olimpiade (madre d’Alessandro Magno) che ad un certo punto assume la tutela del nipote Alessandro IV ed Euridice (moglie di Filippo Arrideo) che ad un certo punto prende la tutela del marito e ciò scatena la cosiddetta “Guerra delle regine” (317 a.C.) in cui prevale Olimpiade che fa assassinare la rivale ed il marito. Anche se tale vittoria è breve perché non molto tempo dopo, diventata lei stessa un ostacolo al potere dei Diadochi, viene uccisa.

Si raccontano le storie della compagna, Barsine, e delle mogli d’Alessandro Magno: Statira, Parisatide e Rossane (la moglie di più basso lignaggio che per tutelare il proprio potere e quello di suo figlio Alessandro IV fa assassinare le due mogli concorrenti ma diverso tempo dopo, nel 311/310 a.C. circa, lei stessa ed il figlio subiscono la stessa sorte). Poi si riportano le storie di Cinnane (energica e guerriera madre della moglie di Filippo Arrideo), Cleopatra (figlia d’Olimpiade e sorella d’Alessandro Magno) e Tessalonice (figlia di Filippo II e sorellastra d’Alessandro Magno che si sposa con uno dei Diadochi, acerrimo nemico d’Olimpiade e da cui ha tre figli; alla morte del marito s’intromette in politica e per questo uno dei suoi figli l’assassina).

Nella terza parte si presenta una sezione d’episodi che ruotano intorno alle vicende militari e dinastiche dell’età dei Diadochi in cui emergono gli aspetti della forza, soprattutto quelli della violenza e della crudeltà. Infatti s’applica la strategia del terrore e della paura tramite mezzi violenti e coercitivi per ottenere o mantenere il potere, ma già Alessandro Magno ne ricorre come riporta il libro. Poi tale modus operandi verrà ripreso dai Diadochi.

L’iniziale intento di mantenere unito l’Impero dopo la morte d’Alessandro Magno si dissolve perché la brama di potere d’alcuni singoli personaggi prevalgono. Di conseguenza i Diadochi finiscono per frammentarlo, dividendolo in più regni ellenistici d’estensione disomogenea. Fra questi ad esempio: il regno di Seleuco I in Asia, di Tolemeo I in Egitto e di Antigono II Gonata in Macedonia.

Alla fine il presunto desiderio d’Alessandro Magno, espresso sul letto di morte, d’avere un successore forte e dunque degno di lui al comando del suo Impero non s’è mai realizzato. Tuttavia i suoi molteplici aspiranti eredi si scatenano in una feroce lotta per emulare il suo modello. Per i Diadochi la memoria d’Alessandro Magno costituisce uno strumento di legittimazione del potere importante non solo nel ricordo ma anche tramite gli oggetti che lui ha utilizzato in vita (come il suo scettro, l’armatura, le vesti) considerati degli amuleti che trasmettono la sua aurea.

Recensione del libro

Questo libro mostra in maniera dettagliata questa fase dell’umanità. L’età dei Diadochi offre un terreno fertile per lo studio di certi fenomeni come la forza, la violenza, la crudeltà per conseguire e mantenere il potere che hanno in realtà contraddistinto molti periodi storici. Nel testo non si riportano solo i fatti accaduti ma anche citazioni, aneddoti, narrazioni, leggende, testimonianze che aiutano a comprendere meglio la situazione vigente all’epoca. Ad esempio l’incremento dell’attività bellica porta ad innovazioni sul piano tecnico e strategico.

La fluidità che caratterizza il corso degli eventi dei Diadochi, con improvvisi cambiamenti d’alleanze e di status, fa sì che la forza e la debolezza s’alternino o addirittura coesistano nella vita di molti protagonisti di questo dramma storico. Nel testo s’osserva anche come nelle dinastie fondate dai Diadochi (tranne quella di Antigono Monoftalmo) gli omicidi in ambito familiare sono una triste consuetudine.

Questa turbolenta epoca induce a riflettere sulla natura del potere, sulla figura e sulle caratteristiche che deve avere un governante. Infatti questo periodo storico ha fornito degli spunti di pensiero per diversi studiosi (come riporta il libro), fra questi Macchiavelli. In conclusione l’età dei Diadochi si caratterizza per una spietata, crudele e violenta lotta senza limiti per il potere e per la supremazia, dove vince il più forte ma solo se riesce a mantenere tale posizione. Tutto ciò induce il lettore a riflettere non solo in una dimensione passata ma anche in una prospettiva presente e futura.

Consigli di lettura: clicca sul titolo e acquista la tua copia!

  • Omar Coloru, Il regno del più forte. La lunga contesa per l’Impero di Alessandro Magno, Salerno Editore,
Letture consigliate
Giulia Cesarini Argiroffo

Giulia Cesarini Argiroffo

Si è laureata magistrale in Teorie della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma Tre, dalla sua tesi è stato tratto un saggio pubblicato su una rivista accademica specializzata in semiotica. Successivamente ha frequentato presso l’Università LUISS Guido Carli-Business School un Master in Marketing Management ed un Master in Digital Marketing & Social Media Communication. Lavora nell’ambito della comunicazione, del marketing, della divulgazione culturale e dell’editoria. La storia la incuriosisce, l’affascina e l’appassiona. Questo, soprattutto perché “historia magistra vitae” (la storia [è] maestra di vita) ed in quanto “non si finisce mai di imparare”, tanto più sull’umanità.

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