Il “Giorno del Ricordo”, 10 febbraio 2005: il ricordo delle Foibe

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Per il 10 febbraio 2005 viene istituito in Italia dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il “Giorno del Ricordo”, dedicato alle vittime delle foibe e alle migliaia di esuli costretti a lasciare l’Istria e la Dalmazia alla fine della seconda guerra mondiale.

Il “Giorno del Ricordo”, la legge 92 del 30 marzo 2004

Queste le parole della legge 92 del 30 marzo 2004 che istituisce il “Giorno del Ricordo”, in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata:

“La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Il massacro delle Foibe

Dopo la disfatta italiana nel secondo conflitto mondiale, Istria e Dalmazia vennero cedute alla Jugoslavia del maresciallo Tito. I partigiani comunisti titini misero in atto una lunga serie di vessazioni nei confronti di chi veniva considerato oppositore della federazione jugoslava. Gli ex territori italiani di Istria e Dalmazia furono colpiti da due ondate di violenze:

  • la prima ondata dell’autunno 1943 si concentrò soprattutto sui territori dell’Istria dove assieme a squadristi e gerarchi locali vennero prelevati podestà, segretari e messi comunali, carabinieri, guardie campestri e tutti coloro che potessero ricordare lo stato fascista;
  • la seconda ondata ebbe inizio nel maggio 1945 con l’arrivo dei titini in Venezia Giulia e colpì in prima istanza i militanti della repubblica sociale ma anche unità della Guardia di finanza, della Guardia civica di Trieste e alcuni partigiani italiani che non riconoscevano l’autorità jugoslava.

Il dramma delle Foibe

Non si conoscono ancora del tutto le dimensioni della tragedia delle Foibe ma le ipotesi più attendibili parlano di 250mila esuli italiani con circa 20mila morti. Più nel dettaglio, tra le 4mila e le 5mila vittime sono morte nelle foibe: profonde cavità naturali tipiche delle aree carsiche largamente utilizzate durante il secondo conflitto mondiale e nel dopoguerra, per liberarsi dei corpi di coloro che erano caduti negli scontri tra nazifascisti e partigiani. Tra le più tristemente note ci sono la foiba di Vines, in Istria, dalla quale vennero recuperati, nel 1943, 84 corpi, e il pozzo di Basovizza, nei pressi di Trieste, dove nel 1945 secondo fonti inglesi vennero rinvenuti centinaia di corpi.

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