Hitler contro Picasso e gli altri: la storia della razzia nazista di opere d’arte

Hitler contro Picasso e gli altri è il titolo del documentario trasmesso in seconda serata su Canale 5 e premiato qualche mese fa con il Nastro d’argento. A commentare le vicende di questa storia poco nota sul nazismo è l’attore napoletano Toni Servillo. SCOPRI LA SEZIONE STORIA ANTICA

Hitler contro Picasso e gli altri, trama

La ricostruzione delle vicende inizia nel 1937, anno in cui a Monaco si organizzano due mostre: la prima, dal titolo “Arte degenerata“, raccoglie opere di artisti messi all’indice dal regime, che le rivende all’asta per fare cassa; la seconda, invece, “La Grande Esposizione dell’arte germanica” è curata personalmente da Hitler e ha l’obiettivo di esaltare l’arte ariana.

Le due mostre vengono inaugurate quasi contemporaneamente e allestite a pochi metri di distanza per rendere chiara ai tedeschi l’idea di quella che da quel momento sarebbe dovuta essere “arte di stato” e quella che, invece, si sarebbe dovuta distruggere poiché da considerarsi degenerata.

Hitler e Goring

Il documentario, in un mix equilibrato di narrazione e interviste a diverse personalità, ripercorrere poi gli anni della seconda guerra mondiale. Alla fine del conflitto sono circa 600 mila i quadri e le sculture sottratte dai nazisti nei territori occupati, sia in luoghi culturali pubblici e sia in abitazioni private di collezionisti.

I protagonisti principali di questa razzia sono Adolf Hitler e Hermann Goring. entrambi ossessionati dall’arte e dalla necessità di eliminare la cultura ebraica dall’Europa. I due diventano molto presto antagonisti contendendosi, in una sorta di gara, ogni singolo pezzo dell’enorme saccheggio messo in atto nei paesi invasi.

Curiosità

  • Il film documentario, prodotto da Nexo Digital con la collaborazione di Sky Arte, vede alla regia il giovane regista italiano Claudio Poli e nel ruolo di commentatore della storia l’attore Toni Servillo; Remo Anzovino è invece l’autore della colonna sonora.
  • La passione di Hermann Goring per le opere d’arte cresce di pari passo con il potere accumulato. Il feldmaresciallo del Reich da vita, nella sua residenza di Carinhall, a una collezione privata che arriva a contare 1376 dipinti, 250 sculture e 168 arazzi. per un valore stimato in circa 54 milioni di marchi.
  • Ad occuparsi per anni della raccolta di capolavori artistici di Goring è il suo mercante di fiducia Walter Hofer, il quale a guerra conclusa collabora con zelo con gli americani nelle catalogazione di tutti i beni accumulati. Nel novembre 1945, durante un interrogatorio afferma:

“Acquistavo arte in nome di Goring; il mio compenso derivava per me dal tenere le opere che a lui non interessavano”.

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