Hitler diventa Cancelliere, 30 gennaio 1933 – Fatti per la Storia

Il 30 gennaio 1933 il Reichspräsident della Repubblica di Weimar Paul von Hindenburg nomina Cancelliere Adolf HitlerSCOPRI GLI APPROFONDIMENTI

La crisi della Repubblica di Weimar

Con lo scoppio della grande crisi del 1929, la maggioranza dei tedeschi, immiseriti e ridotti alla fame per la terza volta in poco più di dieci anni, perse ogni fiducia nella Repubblica e nei partiti che in essa si identificavano. Il dissesto economico e l’esplodere della violenza andarono di pari passo con il collasso del sistema politico.

Nel marzo 1932, alle elezioni per la presidenza della Repubblica, Hitler presentò la propria candidatura. I partiti democratici appoggiarono la rielezione di von Hindenburg, che fu eletto con un margine abbastanza netto su Hitler. Congedato il cancelliere Brüning, Hindenburg nominò alla guida del governo prima von Papen, poi il generale von Schleicher.

Entrambi i tentativi furono un fallimento. Nelle due successive elezioni politiche che von Papen fece convocare, nel luglio e nel novembre del ’32, nella speranza di procurarsi una maggioranza stabile, i nazisti si affermarono come il primo partito tedesco.

Hitler al potere

Poiché von Papen aveva chiaramente fallito nei suoi tentativi di garantirsi una maggioranza attraverso la negoziazione che avrebbe portato i nazisti al governo, Hindenburg lo dimise e chiamò al suo posto von Schleicher.

Quando anche von Schleicher non riuscì a garantire un governo di maggioranza, Hindenburg lo silurò e mise in atto il piano di von Papen, nominando Hitler Cancelliere con von Papen come Vicecancelliere e Hugenberg come Ministro dell’Economia, promettendo che sarebbero stati in grado di controllarlo.

Il 30 gennaio 1933 Hitler prestò giuramento come Cancelliere nella camera del Reichstag in un governo in cui i nazisti avevano solo tre ministeri su undici. Gli esponenti conservatori credettero di aver ingabbiato Hitler e di poter utilizzare il nazismo per un’operazione di pura marca conservatrice, non rendendosi conto di aver sbagliato i loro calcoli.

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