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La guerra dei flussi di corrente tra Nikola Tesla e Thomas Edison

Negli Anni Ottanta dell'Ottocento, quando Thomas Alva Edison ha costruito negli USA un impero finanziario sulla energia elettrica in corrente continua, Nikola Tesla, un suo collaboratore venuto dai Balcani, propone la corrente alternata. Una mancata promessa di bonus economico spingerà il secondo nelle braccia di George Westinghouse, che lo finanzierà, facendo deflagrare quella che è rimasta nota come “la guerra dei flussi”

di Francesco Caldari
18 Giugno 2026
TEMPO DI LETTURA: 8 MIN

CONTENUTO

  • Tesla, il serbo-croato venuto da lontano
  • Il caso della SS Oregon e la rottura della collaborazione
  • La “Guerra dei Flussi”
  • Il trailer del film The current war
  • Rivalità vera o costruita dai cronisti?
  • L’eredità

 

Tesla, il serbo-croato venuto da lontano

I protagonisti di questa storia sono due geni, visionari e prolifici inventori, che hanno l’indubbio merito rispettivamente l’uno, Tesla, di aver posto le basi teoriche per il mondo moderno, mentre l’altro, Edison, di aver creato i processi e le industrie che hanno permesso a quelle (e ulteriori) tecnologie di entrare nelle case di miliardi di persone.

Ma tra i due esplose un conflitto violento, una disputa passata alla storia come “guerra dei flussi” (di corrente, alternata o continua). Furono protagonisti di una baruffa che si spinse a cruente dimostrazioni pubbliche sugli animali, riguardo la presunta pericolosità della corrente alternata su cui credeva profondamente Tesla, che per promesse economiche non mantenute aveva lasciato Edison per andare a lavorare da Westinghouse, competitor industriale del secondo.

La relazione professionale tra Nikola Tesla e Thomas Alva Edison ebbe inizio nel contesto dell’espansione globale dell’industria elettrica nei primi anni Ottanta del XIX secolo. Come il destino li fece incontrare, dato che erano a migliaia di miglia di distanza tra loro, è presto detto. Nel 1882, l’ingegnere ungherese Tivadar Puskás propose l’assunzione di Tesla presso la Continental Edison Company a Parigi. Questi proveniva da un piccolo centro dell’Impero austro-ungarico sito nella attuale Croazia (sebbene la questione della nazionalità di Nikola Tesla sia un tema spesso dibattuto, le fonti storiche chiariscono che egli era un etnico serbo, nato in Croazia).

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Possedeva già una solida formazione accademica europea e una significativa esperienza pratica nel settore delle telecomunicazioni e dell’elettrotecnica, giacché aveva seguito un percorso di studi tecnici d’eccellenza (seppure non avesse mai conseguito una laurea formale), e maturato esperienza nel nascente settore elettrico e delle comunicazioni. Basti dire che mentre si trovava a Budapest per lavoro, e giusto poco prima di passare alla Edison, Tesla ebbe la celebre intuizione del campo magnetico rotante mentre passeggiava in un parco cittadino, risolvendo teoricamente il problema del motore a induzione.

Fu inserito nell’organico della Société Electrique di Edison, una consociata parigina situata nel sobborgo di Ivry-sur-Seine, con l’incarico di progettare e installare sistemi di illuminazione a incandescenza per utenze urbane. In questa sede, dimostrò una straordinaria attitudine ingegneristica che spinse la dirigenza ad affidargli la risoluzione di complessi problemi tecnici e la riprogettazione di dinamo e motori a corrente continua (DC). Nel 1883, durante un soggiorno di lavoro a Strasburgo per la riparazione di un impianto elettrico difettoso, concepì e realizzò il primo prototipo funzionante di motore a induzione a corrente alternata (AC), proprio quell’invenzione destinata a rivoluzionare la distribuzione energetica globale.

Charles Batchelor, stretto collaboratore e socio d’affari di Edison che all’epoca sovrintendeva alle installazioni parigine, ne riconobbe l’eccezionale capacità. Così, quando fu richiamato negli Stati Uniti nel 1884 per assumere la direzione della Edison Machine Works a New York, raccomandò caldamente il trasferimento di Tesla oltreoceano. Per agevolare l’assunzione del giovane ingegnere, scrisse una celebre lettera di presentazione indirizzata a Thomas Edison: “Mio caro, conosco due grandi uomini e voi siete uno di essi. L’altro è questo giovane!”.

Thomas Edison

La leggenda narra che Tesla giunse a New York nel giugno del 1884, portando con sé solo quattro centesimi, alcuni calcoli matematici e i primi disegni concettuali del suo motore a corrente alternata. Si presentò quindi a Thomas Alva Edison, nato il 11 febbraio 1847 a Milan, in Ohio. Edison nella sua vita non aveva ricevuto quasi alcuna istruzione formale: era stata sua madre a insegnargli le basi e lui proseguì come autodidatta, leggendo ogni libro della biblioteca pubblica di Detroit. Era entrato nel mondo dell’elettricità dopo aver salvato la vita di un bambino, Jimmie MacKenzie.

In segno di gratitudine, il padre del piccolo gli insegnò la telegrafia, così che egli aveva lavorato per anni come operatore telegrafico itinerante, acquisendo una conoscenza profonda delle batterie e dei circuiti elettrici, tale da consentirgli, nel 1879, la “industrializzazione” della lampadina a incandescenza, che perfezionò utilizzando un filamento di bambù carbonizzato che permetteva una durata di 1200 ore, rendendo l’illuminazione elettrica pratica ed economica per le case. Era infatti divenuto un inventore “a tutto tondo” (basti dire che è accreditato di 1.093 brevetti statunitensi), ed insieme alla sua squadra di assistenti (i “muckers”) procedendo per tentativi ed errori sistematici aveva prodotto il Microfono al carbonio ed il Fonografo (1877), e – come detto – la lampadina.

Il caso della SS Oregon e la rottura della collaborazione

L’attività di Tesla presso la Edison Machine Works, ubicata in Goerck Street nella Lower East Side di Manhattan, si caratterizzò sin dal principio per ritmi di lavoro estenuanti e complessi compiti di manutenzione straordinaria. Il primo grande banco di prova fu la riparazione dei generatori dinamo a bordo della SS Oregon, un transatlantico di 518 piedi che deteneva il primato di nave passeggeri più veloce del mondo.

La SS Oregon

I generatori della nave avevano subito un grave guasto elettrico che ne impediva la partenza, minacciando di causare ingenti perdite economiche alla compagnia navale e un grave danno d’immagine alla tecnologia Edison. Tesla si offrì volontario per effettuare la riparazione sul posto e, lavorando senza sosta per tutta una notte insieme a una squadra di tecnici, riuscì a rimettere in funzione i dispositivi prima dell’alba del giorno di partenza della nave. Pare che alle cinque del mattino lungo la Fifth Avenue, mentre rientrava a piedi dalla missione, si imbatté in Edison e Batchelor. Edison, notando la sua presenza, ironizzò sul fatto che il loro “parigino” stesse ancora girando di notte. Quando Tesla riferì di aver completato con successo la riparazione dei generatori della SS Oregon, Edison si allontanò senza aggiungere altro; tuttavia, subito dopo, Tesla lo sentì mormorare a Batchelor: “Questo è un maledetto buon uomo”.

Nonostante questo iniziale attestato di stima, la collaborazione si interruppe bruscamente a causa di una controversia finanziaria legata alla promessa di un bonus straordinario. Tesla, che viveva in condizioni di estrema povertà, accettò la sfida lanciatagli a quanto pare da Edison stesso (o comunque da un manager d’alto livello della società) di ottimizzare le instabili dinamo a corrente continua prodotte dall’azienda. A fronte del completamento dell’opera, fu pattuito un premio di 50.000 dollari, una cifra enorme per l’epoca, equivalente a oltre 1 milione di euro attuali. Tesla lavorò per diversi mesi consecutivi, estendendo il proprio orario di lavoro dalle 10:30 del mattino fino alle 5:00 del mattino successivo.

Nel dicembre 1884 al termine dell’incarico, avendo progettato ventiquattro modelli di generatori significativamente migliorati e provvisti di controlli automatici, Tesla richiese formalmente il compenso pattuito. Edison respinse la richiesta liquidandola come uno scherzo affermando: “tu non capisci il nostro umorismo americano“, proponendogli un aumento salariale di soli 10 dollari a settimana (portando la paga a 25 dollari). Ritenendosi profondamente ingannato e tradito nei propri sforzi, Tesla rassegnò immediatamente le proprie dimissioni, non avendo difficoltà a reperire un finanziamento presso il concorrente di Edison, quel George Westinghouse a sua volta inventore (freni pneumatici per le ferrovie) ed imprenditore.

George Westinghouse

La “Guerra dei Flussi”

Fu così che nacque la contrapposizione tra i due, che si consumò sul piano tecnologico ed economico durante la cosiddetta “Guerra dei Flussi”. Edison difese strenuamente il sistema a corrente continua (DC) su cui aveva basato il proprio intero impero finanziario e infrastrutturale, mentre Tesla, sostenuto finanziariamente da Westinghouse dopo aver fondato la Tesla Electric Light & Manufacturing, propose il sistema a corrente alternata (AC) polifase. La superiorità scientifica della corrente alternata risiedeva nella possibilità di innalzare la tensione mediante l’uso di trasformatori, riducendo l’intensità di corrente lungo i conduttori e minimizzando drasticamente le perdite resistive regolate dalla legge fisica dell’effetto Joule.

Questo principio permetteva la trasmissione di energia a distanze di centinaia di chilometri con perdite minime, diversamente dal sistema a corrente continua che, operando a tensioni fisse e limitate (generalmente 110 volt per ragioni di sicurezza), richiedeva cavi di rame estremamente spessi nonché centrali di generazione locale posizionate a intervalli inferiori a un miglio. Per contrastare la minaccia commerciale della corrente alternata, Edison avviò una subdola violenta campagna propagandistica e mediatica finalizzata a dimostrarne la letalità. Egli arruolò l’ingegnere Harold P. Brown e il dottor Fred Peterson per condurre una serie di dimostrazioni pubbliche altamente cruente. Finanziati sottobanco dalla Edison Company, Brown e Peterson eseguirono esperimenti di folgorazione mediante corrente alternata su cani randagi (per i quali Edison offriva una taglia di 25 centesimi a chiunque li consegnasse al laboratorio di West Orange), vitelli, cavalli e, in un celebre caso successivo, sull’elefantessa Topsy.

L’elefantessa Topsy sottoposta a carica elettrica a corrente alternata

Nel luglio e agosto del 1888, presso la Columbia University, Brown condusse dimostrazioni comparative per dimostrare che, mentre 1.000 volt in corrente continua causavano solo sofferenza temporanea nell’animale, una tensione molto inferiore in corrente alternata (300 volt) provocava la morte immediata. Questo sforzo confluì nella progettazione della sedia elettrica per le esecuzioni nello Stato di New York, alimentata da generatori alternati prodotti da Westinghouse e surrettiziamente acquistati da Brown ed Edison tramite società di facciata.

L’obiettivo di Edison era associare stabilmente l’idea della corrente alternata alla morte, giungendo a coniare il termine “westinghoused” per definire l’esecuzione capitale. Nonostante l’aggressività di questa campagna di disinformazione, la corrente alternata trionfò per ragioni di insuperabile convenienza fisica ed economica. Il tramonto della disputa fu sancito da due pietre miliari storiche: il successo dell’illuminazione dell’Esposizione Universale di Chicago del 1893 e l’attivazione della centrale idroelettrica delle Cascate del Niagara nel 1895, eventi che dimostrarono al mondo intero la sicurezza e l’efficienza della tecnologia di Tesla.

Il trailer del film The current war

La “guerra delle correnti” ispira tuttora scrittori e registi. “Edison – L’uomo che illuminò il mondo” (correttamente e semplicemente titolato in originale “The Current War”) è un film del 2017 di Alfonso Gomez-Rejon, che bene narra le vicende di quell’epoca.

Rivalità vera o costruita dai cronisti?

Molti resoconti storici successivi hanno enfatizzato l’esistenza di un odio profondo e personale tra i due scienziati. In realtà, durante i sei mesi trascorsi da Tesla alla Edison Machine Works, i contatti diretti tra i due furono estremamente rari, poiché il primo faceva riferimento quasi esclusivamente a dirigenti intermedi e a Charles Batchelor. Si deve poi valutare che Edison riconobbe la validità scientifica di Tesla al punto da consentirgli eccezionalmente di brevettare a proprio nome diverse invenzioni concepite durante l’orario di lavoro, una pratica del tutto inusuale per i dipendenti dell’epoca. Le reciproche dichiarazioni pubbliche rimasero generalmente improntate al rispetto professionale: Tesla espresse riserve solo sulla metodologia di Edison, criticandone la dipendenza da un approccio puramente empirico a scapito di una solida modellazione teorica preliminare.

Un esempio emblematico di questa distorsione storiografica riguarda le indiscrezioni e la “leggenda” sul Premio Nobel del 1915. Il 6 novembre 1915, un lancio d’agenzia della Reuters, ripreso da numerosi organi di stampa internazionali, diffuse la falsa notizia che Thomas Edison e Nikola Tesla fossero stati insigniti congiuntamente del Premio Nobel per la Fisica. Nei giorni successivi nacquero speculazioni circa il fatto che il premio fosse stato annullato a causa del rifiuto di uno dei due candidati di condividere il palco con il rivale, o a causa di un boicottaggio orchestrato da Edison. La smentita ufficiale del Comitato per il Nobel chiarì che non era mai stata pianificata l’assegnazione del premio a nessuno dei due scienziati, definendo ridicole le voci di un rifiuto preventivo. Tesla minimizzò l’accaduto osservando che, mentre i futuri vincitori del Nobel sarebbero presto sbiaditi nella memoria collettiva, le sue numerose scoperte scientifiche avrebbero mantenuto impresso il suo nome nella letteratura tecnica per i secoli a venire.

È comunque vero che Edison si distinse per una condotta commerciale spregiudicata e aggressiva nei confronti di concorrenti e inventori. Nel 1902, ad esempio, l’inventore americano “piratò” e distribuì negli Stati Uniti la pellicola cinematografica Le Voyage dans la Lune del regista francese Georges Méliès, accumulando ingenti profitti senza corrispondere alcuna royalty all’autore. Edison tentò inoltre di imporre un rigido monopolio sulla nascente industria cinematografica, esigendo il pagamento di diritti per l’uso di qualsiasi cinepresa basata sui suoi brevetti, costringendo molti registi e produttori indipendenti a fuggire da New York verso la costa occidentale degli Stati Uniti, cosa che pose le basi storiche per la nascita del distretto industriale di Hollywood.

L’eredità

In conclusione, la Guerra delle correnti non può essere ridotta a una mera rivalità personale, ma va interpretata come lo scontro decisivo tra due visioni industriali e tecnologiche che ha plasmato l’infrastruttura del mondo moderno. La vittoria della corrente alternata (AC) promossa da Nikola Tesla e George Westinghouse sulla corrente continua (DC) di Thomas Edison fu una necessità, dettata dalle leggi della fisica. Il pragmatismo economico e la superiorità tecnica ebbero la meglio, nonostante l’aggressiva campagna propagandistica di Edison, segnata da cruente dimostrazioni pubbliche volte a dipingere l’AC come intrinsecamente letale.

L’eredità di questa contesa risiede nel fatto che oggi il mondo intero utilizza il sistema polifase di Tesla per le applicazioni industriali e domestiche. Tuttavia, è fondamentale riconoscere che il progresso tecnologico è scaturito dalla tensione tra questi due poli: da un lato la visione teorica e futuristica di Tesla, capace di intuizioni che anticipavano i tempi, e dall’altro il modello di ricerca industriale di Edison, che ha trasformato le invenzioni in prodotti di massa accessibili a tutti. In ultima analisi, la Guerra delle correnti rappresenta il momento in cui l’umanità ha compreso come “imbrigliare” le forze della natura, gettando le basi per la seconda rivoluzione industriale e per la società interconnessa in cui viviamo.

Consigli di lettura: clicca sul titolo e acquista la tua copia!

  • Joel Martin, Edison vs. Tesla: The Battle over Their Last Invention (English Edition), Skyhorse, 2017.
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Tags: Storia della Scienza
Francesco Caldari

Francesco Caldari

Concluso il servizio attivo in una forza di polizia, si dedica alla sua passione per la storia, convinto che personaggi definiti "minori" meritino le giuste attenzioni, poichè spesso hanno fornito il proprio contribuito al pari di quelli più noti. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Sicurezza (Roma-Tor Vergata) e quella magistrale in Relazioni Internazionali (Genova), qui con una tesi sulla "cooperazione internazionale di polizia", argomento anche a carattere storico sul quale cura un blog ed un podcast.

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