Gli ultimi zar, la docuserie Netflix sulla fine dei Romanov

Dal 3 luglio è visibile su NetflixGli ultimi zar” (The last czars), la docu-serie in sei puntate che ripercorre le vicende degli ultimi rappresentanti della dinastia Romanov. Di seguito trama, cast e curiosità. SCOPRI LA SEZIONE GRANDI PERSONAGGI

Gli ultimi zar (The last czars), trama

“Il passato è un luogo pericoloso, pieno di decisioni che non si possono cambiare. Pieno di fantasmi. Nel 1905 accettai di lavorare per i Romanov, la famiglia reale russa. Vidi la loro incredibile ricchezza, i loro palazzi, i loro balli, i loro gioielli. E poi vidi la follia, la rivoluzione…Finì tutto qui, in questa casa ad Ekaterinburg. La famiglia più ricca del mondo, l’imperatore e l’imperatrice di Russia, Nicola II e Alessandra e i loro cinque figli svanirono senza lasciare traccia.”

Gli ultimi zar” (The last czars) si apre con queste parole pronunciate da Monsieur Gilliard, il tutore svizzero del principe e delle principesse Romanov dal 1905 al 1918. Questa docu-serie in sei puntate ricostruisce il regno di Nicola II, l’ultimo rappresentante della dinastia che ha governato la Russia per trecento anni.


La narrazione degli eventi inizia nel 1894 quando lo zar Alessandro III muore improvvisamente all’età di quarantanove anni lasciando il paese nelle mani del figlio ventiseienne Nicola. La Russia comincia ad essere scossa in quegli anni da profondi cambiamenti sociali ma Nicola II nel suo primo discorso alla nobiltà fa chiaramente capire di voler proseguire sulla stessa linea del padre, consolidando i principi dell’autocrazia in modo fermo e inflessibile.

Dall’incoronazione di Nicola II al massacro di Ekateriburg

Nel corso degli episodi vengono ripercorsi tutti gli eventi più importanti che segnano il regno di Nicola II: dal bagno di sangue che macchia il giorno della sua incoronazione al disastroso conflitto del 1904 con il Giappone, per poi passare dalla Prima Guerra mondiale all’abdicazione dello zar in seguito alla rivoluzione di febbraio del 1917 e, infine, arrivare al massacro della famiglia reale nel 1918, nei pressi di Ekaterinburg.

Oltre a tutti i nefasti eventi che portano alla fine della dinastia Romanov ampio spazio viene dedicato alla sfera privata di Nicola e della moglie Alessandra, sopratutto al dramma che li affligge: l’emofilia del piccolo principe Aleksej. Disperati per la malattia dell’erede al trono lo zar e la zarina si affidano ai poteri curativi del monaco mistico Rasputin, l’unico in grado di ridurre i dolori del bambino.

Cast

Gareth Tunley è il regista di questa docu-serie che vede nei panni di Nicola II l’attore Robert Jack, e in quelli della zarina Susanna Herbert. L’attore britannico Ben Carwright interpreta, invece, il santone Rasputin, che rappresenta ancora oggi uno dei personaggi più enigmatici del XX secolo, mentre Oliver Dimsdale ricopre il ruolo di Pierre Gilliard, il tutore del principe Aleksej e delle quattro principesse.

Gli ultimi zar, curiosità

  • La docu-serie è stata commissionata dal settore Netflix Alternative e prodotta da Nutopia, la casa di produzione anglo-americana nota per aver realizzato il filone di “The story of us“. Il progetto, iniziato nel 2008, ha avuto un iter abbastanza lungo e per la realizzazione del prodotto si è fatto fronte ad un ingente budget.
  • Le scene girate si alternano a qualche fotografia e filmato di repertorio e a molti interventi di storici che spiegano, passo dopo passo, ogni singolo aspetto delle vicende che sono al centro della narrazione.
  • Interessante è il modo in cui il precettore Pierre Gilliard, nel suo libro “Tredici anni alla corte dello zar“, racconta tra le varie cose, del suo primo incontro con il principino:

“Era là che io vidi per la prima volta lo zarevic, Aleksej Nikolaevič di 18 mesi. Io ero andato come al solito a Palazzo per i miei doveri: stavo finendo la mia lezione con Ol’ga Nikolaevna quando la zarina entrò nella stanza portando il figlio. Venne verso noi ed evidentemente desiderò mostrarmi il nuovo membro della famiglia che non conoscevo. La vidi trasmettere una gioia delirante, di una madre che finalmente ha visto adempiuto il suo desiderio più grande.

Era orgogliosa e felice della bellezza del suo bambino. Lo zarevic era certamente uno dei bambini più belli che si possano immaginare, aveva un colorito rosa e fresco di un bambino sano, e quando sorrideva sulle guance paffute si disegnavano due fossette. Aleksej era il centro di questa famiglia unita, il fuoco di tutte le relative speranze e gli affetti. Le sue sorelle lo adoravano. Era l’orgoglio e la gioia dei suoi genitori. Quando stava bene, il palazzo si trasformava.”