CONTENUTO
Introduzione: un veneziano nell’Atlantico del Nord
Giovanni Caboto appartiene alla generazione di uomini che trasformò il mare in uno spazio di competizione globale. La sua vita si colloca negli anni immediatamente successivi al viaggio di Cristoforo Colombo, quando le monarchie europee cominciarono a guardare l’Atlantico come una via di ricchezza, prestigio e potere. Il suo nome rimane legato a uno degli snodi decisivi della storia moderna: l’apertura della rotta inglese verso l’America settentrionale.
Italiano di origine, cittadino veneziano e poi navigatore al servizio dell’Inghilterra, Caboto incarna la mobilità dell’età delle scoperte. La sua vicenda mostra come le grandi esplorazioni nascessero dall’incontro tra iniziativa personale, interessi politici e cultura mercantile. La sua biografia si muove infatti dal Mediterraneo veneziano al porto di Bristol, fino alle acque fredde dell’Atlantico settentrionale.
Caboto cercava una rotta verso l’Asia. Il suo obiettivo era trovare un passaggio occidentale più breve verso le ricchezze orientali, seguendo una via settentrionale utile agli interessi della corona inglese. In questa prospettiva, la sua impresa appartiene pienamente alla stagione delle esplorazioni quattrocentesche: una stagione in cui la geografia era ancora incerta, le carte erano incomplete e la ricerca dell’Oriente alimentava progetti politici di enorme portata.
Il viaggio del 1497, compiuto da Bristol a bordo della Matthew, fu breve rispetto alle grandi spedizioni oceaniche del Cinquecento, ma ebbe un significato enorme. Caboto raggiunse le coste dell’America settentrionale, in un’area che gli studiosi collocano generalmente nel Canada atlantico, tra Terranova e le altre regioni affacciate sul Nord Atlantico. Il luogo esatto dello sbarco resta discusso, anche perché le testimonianze contemporanee sono scarse. L’importanza dell’impresa risiede nel gesto storico compiuto: una spedizione europea dell’età moderna, sostenuta dall’Inghilterra, raggiunse il Nord America e lo inserì nella nuova geografia politica dell’Atlantico.
La sua storia è attraversata dal fascino dell’assenza. Di Caboto sappiamo meno di quanto vorremmo. Le origini sono incerte, molte fasi della vita restano oscure e l’ultimo viaggio del 1498 si perde quasi nel silenzio delle fonti. Questa scarsità documentaria ha favorito miti, semplificazioni e appropriazioni nazionali. Per l’Italia è spesso il navigatore veneziano che conferma il ruolo degli italiani nelle esplorazioni; per l’Inghilterra è la figura che apre simbolicamente la strada alla futura presenza britannica nel Nord America; per il Canada è un nome legato alle origini europee della propria storia atlantica.
Raccontare Giovanni Caboto significa restituire complessità a una figura spesso ridotta a formula celebrativa. La sua vicenda acquista forza proprio quando viene collocata nel suo tempo: un uomo formato nel mondo mediterraneo, accolto dall’Inghilterra Tudor, proiettato verso un Atlantico settentrionale ancora poco conosciuto. Caboto fu un protagonista di frontiera. La sua vita nacque dentro la cultura mercantile del Mediterraneo, trovò spazio nella politica dell’Inghilterra Tudor e finì per aprire una direzione nuova nella storia dell’America settentrionale.
L’Europa dopo Colombo: la corsa alle nuove rotte
Per comprendere Caboto bisogna partire dal mondo in cui agisce. Alla fine del Quattrocento l’Europa vive una fase di straordinaria espansione marittima. Le spezie, la seta, i metalli preziosi e i prodotti orientali alimentano l’immaginazione economica e politica delle monarchie europee. Raggiungere l’Asia in modo diretto diventa una delle grandi sfide del tempo. Le rotte tradizionali attraversano il Mediterraneo, il Medio Oriente e l’Oceano Indiano, coinvolgendo mercanti, intermediari e poteri politici diversi. La possibilità di aprire vie alternative promette ricchezza, prestigio e autonomia commerciale.
Il Portogallo procede lungo la costa africana e costruisce progressivamente la rotta verso l’India. La Spagna, con Colombo, tenta la via occidentale. Il viaggio del 1492 apre uno scenario inatteso: oltre l’Atlantico si trova una realtà geografica molto più complessa di quanto molti europei immaginassero. In questo nuovo equilibrio, anche l’Inghilterra comincia a osservare l’oceano con maggiore attenzione.
L’Inghilterra di Enrico VII possiede ancora una presenza marittima più contenuta rispetto alle monarchie iberiche. La sua forza navale futura è ancora lontana. Tuttavia la dinastia Tudor comprende che la competizione oceanica sta ridisegnando gli equilibri europei. Restare esclusi dalle nuove rotte significherebbe lasciare a Spagna e Portogallo un vantaggio decisivo. Caboto offre alla corona inglese una possibilità concreta: tentare una rotta settentrionale verso l’Asia partendo da Bristol e navigando verso occidente.
Il suo progetto nasce da una domanda semplice e potente: se Colombo aveva cercato l’Oriente attraversando l’Atlantico a latitudini più meridionali, una rotta più a nord poteva risultare più breve e vantaggiosa? Caboto pensa di sì. La sua impresa nasce dentro questa logica: ricerca di una via utile, sfruttabile e politicamente conveniente. Gli uomini del Quattrocento navigano dentro un mondo ancora incompleto. Le carte nautiche raccolgono informazioni certe, ipotesi e tradizioni diverse, combinando esperienza pratica e immaginazione geografica.
La conoscenza del mondo cresceva attraverso tentativi, errori, ritorni e nuove spedizioni. Ogni rotta poteva aprire commerci, rivendicazioni territoriali e nuove forme di prestigio dinastico. Caboto entra in questa storia come uomo pienamente immerso nel suo tempo. Cerca l’Asia, o almeno una via verso l’Asia, e interpreta l’Atlantico attraverso categorie ancora legate all’Oriente. Proprio da questa ricerca nasce una conseguenza storica destinata a superare il progetto iniziale: il Nord Atlantico entra stabilmente nell’orizzonte politico delle monarchie europee.
Le origini incerte di Giovanni Caboto
Le origini di Giovanni Caboto restano avvolte da una certa incertezza. Le fonti non permettono di stabilire con assoluta sicurezza il luogo della sua nascita. Nel tempo sono state avanzate diverse ipotesi sulla sua città natale, ma nessuna ha risolto definitivamente la questione. Questa incertezza è parte integrante del suo profilo storico. Caboto emerge con maggiore chiarezza solo quando entra nella documentazione veneziana e, più tardi, quando si lega a Bristol e alla corona inglese.
Un dato è fondamentale: Caboto visse a lungo a Venezia e nel 1476 ottenne la cittadinanza veneziana. Questo elemento colloca la sua formazione dentro uno dei più importanti ambienti marittimi e commerciali del Mediterraneo. Venezia, nel Quattrocento, è una potenza mercantile, una città di mare e un centro di circolazione di uomini, merci, informazioni e conoscenze geografiche.
La cittadinanza veneziana inserisce Caboto in un ambiente dominato dalla pratica del commercio marittimo, dalla circolazione delle informazioni e dal rischio economico legato alla navigazione. Anche se la sua impresa più celebre avverrà sotto autorità inglese, la sua mentalità nasce probabilmente in un contesto mediterraneo, dove il mare è strumento di ricchezza e di potere. Prima di diventare navigatore atlantico, Caboto è un uomo formato dalla cultura del commercio e della mobilità.
Questa dimensione aiuta a comprendere meglio la sua figura. Caboto arriva a Bristol portando con sé esperienze, ambizioni e competenze maturate in ambienti dove il viaggio e il profitto erano elementi ordinari della vita mercantile. Quando propone agli inglesi una nuova rotta verso l’Asia, presenta un progetto geografico e insieme economico. La rotta diventa promessa di collegamento, accesso commerciale e prestigio politico.
La sua vita precedente resta difficile da seguire in modo continuo. Le notizie sui suoi spostamenti, sui suoi affari e sui motivi precisi che lo portarono fuori dall’ambiente veneziano sono frammentarie. Questo dato si inserisce bene nella storia di molti uomini dell’età delle scoperte. Prima dell’incontro con il potere monarchico, essi restano spesso figure mobili, legate a traffici, debiti, opportunità e passaggi tra città diverse. Caboto appartiene a questo mondo fluido: un uomo di mare e di commercio che trova nell’Atlantico inglese l’occasione decisiva della propria vita.
Venezia: la scuola del commercio e del mare
La Venezia in cui Caboto matura la propria esperienza è una città costruita sul mare. Nel Quattrocento la Serenissima controlla interessi distribuiti tra Adriatico, Mediterraneo orientale e Levante. Il suo potere nasce dalla capacità di organizzare traffici, proteggere rotte, amministrare porti, raccogliere informazioni e trasformare la navigazione in un sistema politico ed economico.
Per un uomo come Caboto, Venezia rappresenta una vera scuola. In città si incontrano figure diverse del mondo marittimo e commerciale, dagli uomini d’affari agli specialisti della navigazione, fino a coloro che raccoglievano e trasmettevano informazioni sui traffici e sulle rotte. Le notizie provenienti dall’Oriente, dal Mediterraneo e dall’Europa atlantica alimentano una cultura pratica del viaggio.
Questa formazione mercantile aiuta a comprendere la mentalità di Caboto. Egli ragiona in termini di vie commerciali. Trovare una rotta significa trasformare lo spazio in opportunità: collegare territori lontani, rendere accessibili nuove risorse e offrire a un sovrano un vantaggio economico e politico. La geografia diventa una forma di investimento. La carta nautica non è soltanto rappresentazione del mondo, ma strumento di decisione politica.
Venezia vive anche una fase di trasformazione. Alla fine del Quattrocento, il baricentro della storia marittima europea comincia a spostarsi verso l’Atlantico. Le rotte mediterranee conservano enorme importanza, ma Portogallo e Spagna stanno aprendo vie nuove, capaci di ridisegnare i flussi del commercio e dell’espansione. Caboto attraversa proprio questo passaggio: viene dal Mediterraneo, ma trova la sua occasione nel mare occidentale.
Il suo profilo diventa emblematico. È un uomo formato in un ambiente che conosce il valore delle rotte e degli scambi; quando si sposta verso l’Inghilterra, trasferisce quella competenza in uno spazio diverso. L’Atlantico settentrionale diventa il luogo in cui una cultura nata nel mondo mediterraneo può trasformarsi in progetto politico al servizio della monarchia Tudor.
Da mercante a navigatore: il passaggio verso l’Atlantico
Il passaggio di Caboto verso l’Atlantico nasce dentro un clima di attesa e competizione. Alla fine del Quattrocento, molti uomini d’affari e navigatori osservano con attenzione gli effetti del viaggio di Colombo. L’idea di raggiungere l’Asia navigando verso occidente ha ormai ottenuto una prima legittimazione politica. Se la Spagna ha potuto trarre vantaggio da Colombo, altre monarchie possono cercare il proprio spazio.
Caboto prova inizialmente a ottenere sostegno nell’Europa iberica, poi trova in Inghilterra l’occasione più favorevole. Questo passaggio mostra la circolazione internazionale delle competenze nautiche. I navigatori si muovono dove trovano ascolto; i sovrani investono quando intravedono un vantaggio. Le rotte oceaniche nascono spesso da questo incontro tra ambizione individuale e interesse monarchico.
Caboto porta agli inglesi un progetto chiaro: raggiungere l’Asia seguendo una via più settentrionale rispetto a quella tentata da Colombo. La logica è seducente. Se la Terra è sferica e se l’Asia si trova a occidente dell’Europa, una rotta più a nord può apparire più breve. Le distanze reali sono ancora mal comprese. L’America settentrionale viene immaginata come possibile anticamera dell’Oriente, più che come parte di un continente vastissimo. Caboto naviga dentro questa incertezza, trasformandola in progetto.
Prima del successo del 1497 vi è anche un tentativo mancato. Nel 1496 Caboto avvia una prima spedizione, ma l’impresa non riesce. Le notizie sono scarse, ma la tradizione documentaria parla di difficoltà con l’equipaggio, cattivo tempo e problemi di approvvigionamento. L’episodio è importante perché restituisce concretezza alla storia delle esplorazioni. Le grandi imprese nascono spesso da prove imperfette, partenze interrotte, ritorni forzati e decisioni corrette lungo il percorso.
Il Caboto del 1497 arriva quindi al successo dopo un primo fallimento. Questa sequenza rende la sua figura più umana e più credibile. La sua impresa non è una marcia lineare verso la gloria, ma il risultato di una tenacia pratica. Caboto osserva, corregge, riparte. In questa capacità di insistere sta una parte decisiva della sua forza.
Bristol e l’Inghilterra di Enrico VII
Il trasferimento di Caboto in Inghilterra segna il passaggio decisivo della sua vita. A Bristol trova un ambiente favorevole alle imprese atlantiche. La città è uno dei principali porti inglesi e guarda da tempo verso le rotte settentrionali, dove commercio e pesca collegano l’Inghilterra agli spazi marittimi del Nord Atlantico. Proprio da Bristol partirà il viaggio del 1497.

Il porto di Bristol alla fine del Quattrocento, punto di partenza della spedizione di Giovanni Caboto verso l’Atlantico settentrionale. Bristol possiede un profilo diverso da quello di Lisbona, Siviglia o Venezia: è una città pratica, mercantile, abituata a guardare verso l’oceano e verso le rotte settentrionali. Gli uomini di Bristol conoscono il rischio della navigazione atlantica e il valore economico delle acque settentrionali. Nel porto circolano racconti di terre lontane e di possibili vie verso occidente, alimentando un immaginario marittimo favorevole al progetto di Caboto.
Caboto ottiene il sostegno di Enrico VII Tudor. Il 5 marzo 1496 il sovrano concede a Caboto e ai suoi figli lettere patenti che li autorizzano a cercare, scoprire e rivendicare nuove terre, purché non appartenenti ad aree già controllate da altre monarchie cristiane. Il documento è fondamentale perché trasforma un progetto individuale in un’impresa riconosciuta dalla corona inglese.
L’appoggio del re risponde a un interesse politico preciso. Enrico VII vuole inserire l’Inghilterra nella nuova geografia aperta dai viaggi iberici. Spagna e Portogallo stanno costruendo un vantaggio oceanico; l’Inghilterra cerca una via alternativa, adatta alla propria posizione e alle proprie risorse. Caboto offre una strada settentrionale, diversa dalla rotta di Colombo e dalla via africana dei portoghesi.
Il navigatore veneziano diventa così un tecnico della scoperta al servizio di una monarchia in cerca di spazio. La sua condizione lo avvicina ad altri protagonisti dell’età delle esplorazioni: uomini capaci di offrire competenze nautiche a sovrani diversi da quelli del luogo d’origine. Colombo, Caboto e Magellano mostrano, con vicende diverse, quanto il sapere geografico e marittimo fosse una risorsa politica trasferibile.
La spedizione di Caboto ha mezzi limitati. Parte con una nave modesta, pochi uomini e una rotta ancora largamente affidata all’intuizione. Proprio questa sproporzione rende l’impresa più significativa. L’Atlantico inglese nasce da un esperimento rischioso, sostenuto da una città mercantile e da una monarchia ancora in cerca del proprio ruolo oceanico.
Il progetto: raggiungere l’Asia passando da nord-ovest
Il progetto di Caboto nasce da un’idea semplice e audace: raggiungere l’Oriente navigando verso occidente, seguendo una rotta settentrionale. L’obiettivo è trovare una via più breve verso l’Asia, capace di servire agli interessi inglesi e di evitare le rotte già battute dalle potenze iberiche. Le terre che oggi chiamiamo Canada, Labrador, Terranova o America settentrionale appartengono ancora a una geografia europea incerta. Per Caboto, l’Atlantico rimane uno spazio da attraversare per arrivare alle ricchezze orientali.
Questa idea anticipa la lunga ricerca del passaggio a nord-ovest. Nei secoli successivi, molti navigatori tenteranno di individuare una via attraverso il Nord America artico per raggiungere l’Asia. Caboto opera in una fase iniziale di questa storia. La reale complessità del continente americano è ancora ignota, ma l’intuizione geografica possiede una forza notevole: il Nord Atlantico può diventare una strada verso nuovi mondi e nuovi interessi.
La forza del progetto sta nella sua utilità politica. Una rotta settentrionale avrebbe permesso all’Inghilterra di muoversi in uno spazio meno direttamente occupato dalle monarchie iberiche. La corona Tudor poteva cercare una via laterale, più incerta e rischiosa, ma potenzialmente vantaggiosa. Caboto offre a Enrico VII una possibilità concreta: entrare nella competizione atlantica senza ripetere esattamente il modello spagnolo o portoghese.
La sua proposta nasce dall’incertezza e dall’intuizione. Se l’oceano è aperto alla navigazione, ogni rotta può diventare occasione di potere. La geografia, in questa fase, è ancora una scommessa. Caboto scommette su una via settentrionale. La sua idea è figlia della stessa fame di Oriente che aveva spinto Colombo, ma conduce a un’altra storia: quella dell’Atlantico inglese e del Nord America.
La Matthew e il viaggio del 1497
Nel maggio 1497 Caboto salpa da Bristol a bordo della Matthew. La nave è piccola rispetto all’enormità dell’impresa. A bordo vi è un equipaggio ridotto, probabilmente composto da uomini abituati alla navigazione atlantica e legati all’ambiente marittimo bristoliano. L’obiettivo è attraversare l’Atlantico settentrionale e raggiungere le terre poste a occidente, nella speranza che esse siano vicine all’Asia o possano aprire una via verso di essa.
Il viaggio si svolge in condizioni molto diverse da quelle delle rotte mediterranee. L’Atlantico del Nord è uno spazio duro e freddo, dove la navigazione è resa difficile dalle nebbie, dalle correnti e dai venti instabili. Caboto attraversa un ambiente ostile, nel quale ogni errore può diventare fatale.
La Matthew era una piccola imbarcazione, e proprio questa sproporzione tra mezzi e obiettivo dà forza narrativa all’impresa. La storia dell’Atlantico inglese comincia con una nave modesta, partita da un porto commerciale e diretta verso un orizzonte incerto.
Alla fine di giugno del 1497 la spedizione raggiunge terra. Il punto esatto dello sbarco resta discusso. La tradizione lo colloca spesso a Terranova, ma la ricerca ha preso in considerazione anche altre aree del Canada atlantico. Le fonti contemporanee sono troppo scarse per trasformare una tradizione commemorativa in certezza assoluta.
Caboto prende possesso della terra in nome del re d’Inghilterra. Probabilmente crede di aver raggiunto una zona vicina all’Asia nord-orientale. Questo dato rende la sua impresa pienamente comprensibile nel suo tempo. Gli esploratori del Quattrocento si muovono dentro una geografia ancora incerta, nella quale le carte sono incomplete e la distanza reale tra Europa, Asia e nuove terre è spesso mal compresa.
Il ritorno a Bristol trasforma l’impresa in un successo politico. Caboto ha attraversato l’oceano, ha toccato terra e ha riportato la notizia in Inghilterra. Ha dimostrato che la rotta settentrionale è praticabile. Per la corona inglese, l’Atlantico del Nord diventa uno spazio di possibilità.

La terra avvistata: Terranova, Labrador o Capo Bretone?
Uno dei problemi più discussi della vicenda di Caboto riguarda il luogo dello sbarco. La domanda sembra semplice: dove arrivò Caboto nel 1497? Le fonti, però, offrono una risposta frammentaria. I documenti contemporanei sono pochi e non permettono di identificare con precisione assoluta il punto toccato dalla Matthew.
Terranova è l’ipotesi più nota e più radicata nella memoria pubblica. In particolare, Cape Bonavista è spesso indicato come luogo simbolico dell’approdo. Gli studiosi hanno discusso anche altre possibilità, tra cui il Labrador e l’isola di Capo Bretone.

Il problema nasce dalla mancanza di un diario di bordo completo e di una carta nautica sicuramente attribuibile a Caboto. Restano lettere, testimonianze indirette, documenti successivi e tracce cartografiche da interpretare con cautela. Questa incertezza mostra la natura stessa dell’esplorazione quattrocentesca. Le scoperte entrano nella conoscenza europea attraverso passaggi progressivi: prima come notizie portate dai viaggiatori, poi come racconti, mappe e nuove spedizioni.
La terra avvistata da Caboto appare inizialmente come una promessa; solo in seguito verrà compresa e collocata con maggiore precisione. Per la monarchia inglese, il significato politico dell’arrivo conta quanto la precisione geografica. Caboto ha attraversato l’Atlantico settentrionale, ha raggiunto una terra posta a occidente e l’ha rivendicata in nome del re. Questo gesto permette di costruire una memoria, un precedente e una base simbolica per future pretese. La geografia verrà precisata nel tempo; il gesto politico è immediato.
Caboto va quindi raccontato con prudenza. Le celebrazioni cercano luoghi certi, date nette e immagini semplici. La ricerca storica accetta anche le zone d’ombra. Nel suo caso, l’incertezza sullo sbarco aiuta a comprendere la fragilità della conoscenza europea dell’Atlantico settentrionale alla fine del Quattrocento.
Caboto e il Canada: una formula da precisare
La formula “Giovanni Caboto scoprì il Canada” è efficace, ma richiede precisione storica. Caboto raggiunse le coste dell’America settentrionale nel 1497, probabilmente in un’area oggi compresa nel Canada atlantico. Tuttavia la sua impresa appartiene a un mondo precedente alla nascita del Canada moderno e si svolge in terre già abitate da popolazioni indigene con proprie culture, economie e relazioni con l’ambiente.
La specificità di Caboto sta nella posizione della sua impresa dentro l’età delle esplorazioni moderne. I navigatori nordici avevano raggiunto l’America settentrionale secoli prima, nell’area di Vinland, ma il viaggio del 1497 avviene in un contesto politico diverso: quello delle monarchie europee impegnate a costruire rotte, rivendicazioni e progetti atlantici.
La sua impresa va quindi definita con cura. Caboto apre all’Inghilterra la rotta dell’America settentrionale. Dimostra la possibilità di attraversare l’Atlantico settentrionale da Bristol e offre alla corona inglese un primo fondamento simbolico per le future rivendicazioni nel Nord America. Il significato storico del viaggio sta nella possibilità che produce: una nuova direzione, una nuova memoria politica, una nuova area di interesse per l’Inghilterra.
Questa distinzione restituisce complessità anche alla sua identità. Caboto è italiano, cittadino veneziano e navigatore al servizio inglese. Cerca l’Asia e raggiunge l’America settentrionale. La sua vicenda appartiene alla storia intrecciata dell’Atlantico, più che a una sola tradizione nazionale. La formula più efficace è dunque questa: Caboto aprì all’Inghilterra la rotta del Nord America. Le coste rocciose dell’Atlantico settentrionale richiamano l’ambiente geografico raggiunto dalla spedizione di Giovanni Caboto nel 1497

Il ritorno in Inghilterra e il successo politico dell’impresa
Quando Caboto rientra in Inghilterra, il viaggio viene accolto come un successo. Per Enrico VII, la spedizione rappresenta una prova importante: anche l’Inghilterra può partecipare alla competizione atlantica. Caboto riceve ricompense e riconoscimenti. La sua figura assume un valore politico superiore alla dimensione materiale dell’impresa.
Il ritorno porta soprattutto una prospettiva. Le acque del Nord Atlantico appaiono ricche di risorse, in particolare di pesce. Le zone dei Grandi Banchi, presso Terranova, diventeranno nei decenni successivi fondamentali per la pesca europea. Un mare ricco di merluzzo può apparire meno spettacolare dell’oro, ma per l’economia europea del tempo possiede un valore enorme.
Caboto apre così una storia diversa da quella della conquista spagnola dell’America centrale e meridionale. Nel Nord Atlantico prende forma una presenza diversa, costruita gradualmente attraverso la pesca, l’esplorazione delle coste e l’accumulo di nuove conoscenze geografiche. Il viaggio del 1497 diventa un punto di partenza. Inserisce l’Inghilterra nella geografia delle nuove terre e offre una base simbolica per sviluppi futuri.
Il successo di Caboto va misurato su due piani. Sul piano immediato, egli dimostra di poter attraversare l’Atlantico settentrionale e tornare. Sul piano di lunga durata, offre alla corona inglese una memoria originaria e una possibile base per future rivendicazioni. La storia imperiale britannica nascerà molto più tardi, ma quel viaggio diventa uno dei suoi precedenti simbolici. La grandezza dell’impresa risiede nella sua capacità di aprire una traiettoria. Caboto porta in Inghilterra una nuova direzione. E nella storia dell’Atlantico moderno, le direzioni contano quanto le conquiste.
Il secondo viaggio del 1498 e la scomparsa di Caboto
Dopo il successo del 1497, Caboto organizza una nuova spedizione. Nel 1498 riparte con un progetto più ambizioso. Questa volta l’obiettivo è approfondire la navigazione, estendere l’esplorazione e proseguire la ricerca di una via verso l’Asia. Le informazioni su questo secondo viaggio sono ancora più incerte. Caboto scompare quasi dalle fonti.
La spedizione del 1498 appare più importante della precedente. Caboto parte con una piccola flotta, segno che il viaggio del 1497 aveva convinto la corona inglese e gli ambienti mercantili della possibilità di insistere sulla rotta. L’impresa assume una dimensione più ampia: verificare le notizie raccolte, proseguire l’esplorazione e cercare forse un passaggio verso l’Oriente.
Proprio questa spedizione più ambiziosa resta avvolta nell’oscurità. Le fonti indicano che una nave rientrò danneggiata, probabilmente a causa di una tempesta, mentre il resto della spedizione proseguì. Da quel momento, il quadro diventa incerto. Alcune ricostruzioni ipotizzano che Caboto abbia costeggiato parti del Labrador e forse sia sceso più a sud lungo il litorale nordamericano. La documentazione, però, consente soltanto ipotesi prudenti.
La morte di Caboto, avvenuta probabilmente intorno al 1498, è uno dei punti più misteriosi della sua biografia. A differenza di Magellano, la cui fine nelle Filippine è consegnata a una scena drammatica, Caboto esce dalla storia in modo silenzioso. La sua figura si dissolve tra lacune, ipotesi e testimonianze indirette.
Questa scomparsa contribuisce al fascino della sua vicenda. Caboto non lascia dietro di sé un racconto ampio come quello di Pigafetta per Magellano. La sua impresa vive in documenti brevi, lettere, concessioni regie e memorie successive. La scarsità delle fonti diventa parte stessa del racconto. Caboto appare nel momento in cui l’Atlantico del Nord entra nella storia europea moderna, compie un gesto decisivo e poi scompare. Resta la rotta. Resta il nome. Resta l’eredità.

Sebastiano Caboto e l’eredità familiare
L’eredità di Giovanni Caboto passa anche attraverso il figlio Sebastiano Caboto. Navigatore a sua volta, Sebastiano operò tra Inghilterra e Spagna e divenne una figura importante della navigazione cinquecentesca. La sua carriera mostra come l’esperienza dei Caboto prosegua dentro la storia più ampia della ricerca di passaggi oceanici e rotte globali.
Sebastiano contribuì anche alla costruzione della memoria paterna. In alcuni casi, la distinzione tra le imprese di Giovanni e quelle del figlio è stata resa meno chiara dalla tradizione successiva. Questo ha complicato la ricostruzione storica. La famiglia Caboto diventa così un piccolo laboratorio della mobilità nautica del Rinascimento: uomini italiani che si muovono tra potenze diverse, mettendo le proprie competenze al servizio di corone interessate a espandere il proprio raggio d’azione.
Il primato simbolico resta però legato a Giovanni. È lui l’uomo del 1497. È lui che, partendo da Bristol, dimostra che l’Atlantico settentrionale può essere attraversato e che le coste americane possono entrare nell’orizzonte inglese. Sebastiano appartiene alla fase successiva, quella in cui il problema è comprendere, cartografare e inserire le nuove terre in progetti politici più vasti.
L’eredità familiare dei Caboto conferma un dato generale: nell’età delle esplorazioni, il sapere nautico passa da una corte all’altra, da una generazione all’altra, da un mare all’altro. I navigatori sono portatori di esperienza, memoria e competenze. Giovanni e Sebastiano appartengono a quella stagione di mobilità che rende possibile la nascita del mondo atlantico moderno.
Le conseguenze: dall’impresa di Caboto all’Atlantico inglese
Il viaggio di Caboto apre una traiettoria di lunga durata. Alla fine del Quattrocento l’Inghilterra resta ancora ai margini rispetto ai grandi imperi iberici. Spagna e Portogallo possiedono strutture, risorse e continuità politica più forti nella costruzione delle rotte oceaniche. Tuttavia l’impresa del 1497 offre alla monarchia inglese un precedente, una memoria e una rivendicazione.
Nel tempo, l’Atlantico del Nord diventerà uno spazio decisivo per la pesca, il commercio, l’esplorazione e infine la colonizzazione. Caboto contribuisce ad aprire questo processo. La sua vicenda mostra che la storia globale nasce anche da viaggi piccoli, scarsamente documentati, compiuti da navi modeste e da equipaggi ridotti. Il viaggio della Matthew non possiede la drammaticità della circumnavigazione di Magellano, ma segna l’inizio di una traiettoria fondamentale: l’ingresso inglese nella competizione per il Nord America.
Il significato di Caboto si comprende pienamente guardando al futuro. Nel 1497 l’Inghilterra non è ancora l’impero britannico. Bristol non è ancora il centro di una dominazione globale. Le coste nordamericane non sono ancora colonie inglesi. La rotta, però, è stata aperta. E nella storia delle esplorazioni aprire una rotta significa spesso creare una possibilità che altri, più tardi, renderanno sistema.
Questa è la differenza tra evento e processo. L’evento è il viaggio del 1497, con la partenza da Bristol, l’attraversamento dell’oceano, l’approdo sulle coste nordamericane e il ritorno in Inghilterra. Il processo è molto più lungo: la progressiva trasformazione dell’Atlantico settentrionale in uno spazio economico e politico inglese. Caboto appartiene all’inizio del processo. La sua impresa non ne controlla gli sviluppi, ma ne inaugura una direzione.
Caboto e i navigatori nordici: il problema del primato
La memoria pubblica ha spesso presentato Caboto come il primo europeo giunto in America settentrionale. La questione richiede una precisazione. I navigatori nordici raggiunsero l’America settentrionale secoli prima, nell’area ricordata dalle saghe come Vinland. Il valore di Caboto risiede quindi nel contesto storico della sua impresa: l’espansione atlantica moderna.
La differenza è fondamentale. Le navigazioni nordiche medievali ebbero una loro importanza, ma il viaggio di Caboto avviene in un momento in cui le monarchie europee stanno costruendo rivendicazioni territoriali, reti commerciali, mappe e progetti di espansione. L’arrivo sulle coste nordamericane viene inserito in una logica politica nuova: la competizione tra Stati per il controllo delle rotte e delle terre.
Caboto è quindi una figura centrale per l’inizio della presenza inglese nell’Atlantico nordamericano. La sua importanza non dipende dal primato cronologico assoluto, ma dal significato politico della sua navigazione. Dopo di lui, l’America settentrionale entra progressivamente nella geografia inglese. La sua impresa diventa un precedente, un simbolo e un punto di partenza.
Questa distinzione permette di raccontarlo senza forzature. La storia di Caboto è già abbastanza importante nella sua verità documentaria. Fu il navigatore che, sotto autorità inglese, riaprì all’Europa moderna la via del Nord America. Questo basta a renderlo una figura decisiva.
La memoria di Caboto: tra Italia, Inghilterra e Canada
La memoria di Giovanni Caboto è stata costruita da più tradizioni. In Italia, il suo nome viene spesso associato al contributo italiano alle grandi esplorazioni geografiche. Dopo Colombo, Vespucci e Verrazzano, Caboto appare come un altro esempio della presenza italiana nella costruzione del mondo atlantico. Questa lettura acquista senso se collocata nel contesto corretto: Caboto agì in un’epoca precedente all’Italia politica unitaria e mise le proprie competenze al servizio dell’Inghilterra.
In Inghilterra, Caboto è ricordato come il navigatore che aprì la strada alle future rivendicazioni inglesi nel Nord America. La sua impresa assume un valore retrospettivo, perché viene letta alla luce della futura espansione britannica. Nel 1497 quel futuro era ancora soltanto una possibilità. Caboto parte come uomo al servizio di una monarchia che cerca il proprio posto nella competizione oceanica.
In Canada, infine, Caboto è legato alla memoria delle origini europee dell’Atlantico settentrionale. La tradizione dello sbarco a Terranova, pur discussa nei dettagli, ha avuto un peso importante nella costruzione della sua immagine pubblica. Il suo nome entra così nella memoria canadese come simbolo di un primo contatto europeo moderno con le coste nordamericane.
La sua memoria è quindi plurale. Caboto appartiene all’Italia per origine e formazione, all’Inghilterra per il servizio politico, al Canada per il luogo probabile dell’approdo, alla storia globale per il significato della rotta. Ridurlo a una sola identità significherebbe impoverirlo. La sua forza sta proprio nell’essere un uomo tra mondi diversi.
In questa pluralità si trova anche la ragione della sua fortuna. Ogni tradizione ha cercato in Caboto qualcosa: l’Italia vi ha visto il genio dei navigatori italiani; l’Inghilterra un precedente della propria espansione; il Canada una figura delle origini atlantiche. La ricostruzione storica deve tenere insieme questi livelli, distinguendo memoria, celebrazione e documentazione.
Conclusione: l’uomo che aprì una rotta più grande di lui
Giovanni Caboto fu un uomo pienamente inserito nella stagione delle esplorazioni atlantiche, mosso da ambizione, esperienza mercantile e ricerca di opportunità. La sua vita unisce il mondo dei porti italiani, la cultura marittima veneziana, l’ambiente mercantile di Bristol e il sogno inglese di raggiungere l’Asia da occidente.
La sua grandezza sta nell’aver trasformato un’ipotesi in una rotta. Caboto non vide l’impero britannico, non conobbe il Canada moderno e non lasciò una descrizione completa delle terre raggiunte. Il suo attraversamento del 1497 diede però all’Inghilterra una prima apertura verso l’America settentrionale e inserì il Nord Atlantico nella nuova geografia politica dell’Europa.
Il fascino della sua figura nasce anche dal silenzio delle fonti. Sappiamo poco della sua nascita, poco dei suoi anni precedenti, poco del secondo viaggio e quasi nulla della sua morte. Questa incertezza rende Caboto una figura storicamente affascinante: un protagonista da ricostruire con attenzione, distinguendo ciò che è documentato da ciò che appartiene alla memoria successiva.
La sua vicenda resta importante perché aprì una via destinata a cambiare la storia dell’Atlantico. Caboto fu un navigatore tra due mondi: formato nel Mediterraneo, accolto dall’Inghilterra, proiettato verso l’America. La sua nave era piccola, le fonti sono poche, il suo destino finale rimane incerto. La rotta che percorse fu più grande di lui.
Caboto lascia alla storia una traccia più che una scena. Una nave parte da Bristol, attraversa l’Atlantico del Nord, avvista una terra posta a occidente e la rivendica in nome del re d’Inghilterra. Poi arriva una seconda spedizione, più ambiziosa e più oscura, nella quale il navigatore scompare quasi del tutto dalle fonti. Da quella traccia nasceranno memorie, pretese, rotte, mappe e ambizioni imperiali. Caboto non chiude una storia: la apre.
Riassunto della vita di Giovanni Caboto
Giovanni Caboto, noto nel mondo inglese come John Cabot, fu un navigatore italiano del Quattrocento, probabilmente nato intorno alla metà del XV secolo. Le sue origini precise sono incerte, ma è noto che visse a lungo a Venezia, dove ottenne la cittadinanza nel 1476. Formato in un ambiente mercantile e marittimo, si trasferì poi in Inghilterra, trovando a Bristol e presso la corte di Enrico VII un contesto favorevole alla ricerca di nuove rotte atlantiche.
Nel 1496 ottenne da Enrico VII lettere patenti che autorizzavano lui e i suoi figli a cercare nuove terre verso occidente. Dopo un primo tentativo fallito, nel 1497 salpò da Bristol a bordo della Matthew con un piccolo equipaggio, cercando una via settentrionale verso l’Asia. Attraversò l’Atlantico e raggiunse le coste dell’America settentrionale, probabilmente in un’area del Canada atlantico. Il luogo esatto dello sbarco resta discusso, ma il viaggio ebbe un grande significato storico: offrì all’Inghilterra una prima apertura verso il Nord America e inserì l’Atlantico settentrionale nella competizione europea per le nuove rotte.
Dopo il ritorno in Inghilterra, Caboto ricevette riconoscimenti e organizzò una seconda spedizione nel 1498. Di questo viaggio si sa molto poco. Probabilmente morì o scomparve poco dopo, lasciando la sua ultima impresa avvolta nell’incertezza. La sua eredità continuò anche attraverso il figlio Sebastiano Caboto, navigatore attivo tra Inghilterra e Spagna. Giovanni Caboto resta una figura decisiva perché aprì una rotta destinata a legare in modo sempre più stretto l’Inghilterra al Nord America.
Fonti e approfondimenti
- Treccani, “Giovanni Caboto”
Voce enciclopedica utile per un primo quadro biografico del navigatore. Approfondisce le origini incerte, la cittadinanza veneziana, il trasferimento in Inghilterra e il viaggio del 1497 da Bristol verso le coste dell’America settentrionale. - Treccani, “Caboto”, Dizionario Biografico degli Italiani
Approfondimento dedicato alla famiglia Caboto. È utile soprattutto per comprendere il rapporto tra Giovanni Caboto e il figlio Sebastiano, oltre alle questioni legate alla cittadinanza veneziana e alle incertezze sulla patria d’origine. - Heritage Newfoundland and Labrador, “John Cabot’s Voyage of 1497”
Risorsa fondamentale per il viaggio del 1497 e per il problema dello sbarco. Insiste sulla scarsità delle testimonianze contemporanee e sulla mancanza di un diario di bordo o di carte certe attribuibili a Caboto. - Heritage Newfoundland and Labrador, “John Cabot’s Voyage of 1498”
Approfondimento utile per ricostruire il secondo viaggio di Caboto. Aiuta a comprendere la scomparsa del navigatore dalle fonti dopo la partenza della seconda spedizione. - Heritage Newfoundland and Labrador, “Patent Granted by King Henry VII to John Cabot”
Documento importante per collocare l’impresa dentro il quadro politico della monarchia inglese. Le lettere patenti concesse da Enrico VII autorizzavano Caboto e i suoi figli a cercare e rivendicare nuove terre verso occidente. - The National Archives, “John Cabot”
Scheda utile per il contesto inglese, il rapporto tra Caboto ed Enrico VII e l’obiettivo originario della spedizione: trovare una nuova rotta commerciale verso l’Asia. - University of Bristol, “Cabot and Bristol’s Age of Discovery”
Risorsa utile per leggere il viaggio di Caboto come parte della cultura marittima di Bristol e delle prime ambizioni atlantiche dell’Inghilterra Tudor.
Libri consigliati
- Evan T. Jones, Margaret M. Condon, Cabot and Bristol’s Age of Discovery: The Bristol Discovery Voyages 1480-1508
Volume fondamentale per inserire Caboto nel contesto delle spedizioni bristoliane tra Quattrocento e primo Cinquecento. - Francesco Guidi Bruscoli, John Cabot and His Italian Financiers
Studio specialistico dedicato al lato economico e finanziario dell’impresa, con particolare attenzione alle reti italiane che sostennero Caboto. - Douglas Hunter, The Race to the New World: Christopher Columbus, John Cabot, and a Lost History of Discovery
Volume dal taglio narrativo e comparativo, utile per collocare Caboto nella competizione atlantica successiva al viaggio di Colombo.
Contenuti audio-video extra consigliati
- Giovanni e Sebastiano Caboto: l’America da Nord a Sud
Puntata audio in italiano dedicata a Giovanni e Sebastiano Caboto. Collega il viaggio del 1497 alle successive esplorazioni del figlio Sebastiano e offre una lettura più ampia della famiglia Caboto nella storia atlantica. - John Cabot and the Exploration of North America – The Explorers Podcast
Podcast in inglese dedicato a John Cabot/Giovanni Caboto. Ricostruisce il viaggio del 1497, il rapporto con Bristol, il servizio presso la corona inglese e il mistero della spedizione successiva. - Presentazione “I Caboto e le Americhe”
Video in italiano più specialistico rispetto ai normali contenuti divulgativi. È adatto a chi vuole approfondire Giovanni e Sebastiano Caboto nel quadro delle esplorazioni europee verso le Americhe. - 80 Days: An Exploration Podcast – Newfoundland
Puntata audio in inglese dedicata a Terranova e al Nord Atlantico. Non è centrata soltanto su Caboto, ma aiuta a comprendere l’ambiente geografico raggiunto dalla spedizione partita da Bristol.







