Editto di Tessalonica, nel 380 il Cristianesimo diventa la religione ufficiale

giuliano-gioviano-valente-graziano-valentiniano-teodosio

Miniatura del XII secolo che raffigura i sei imperatori romani, Giuliano, Gioviano, Valente, Graziano, Valentiniano I e Teodosio

Il 27 febbraio del 380 viene emesso dagli imperatori Graziano, Teodosio I e Valentiniano II l’Editto di Tessalonica, conosciuto anche come Cunctos populos. Tale legge, con la quale il Cristianesimo diviene la religione ufficiale dell’impero romano, segna un momento di fondamentale importanza per l’affermazione della religione cristiana. SCOPRI LA SEZIONE STORIA ANTICA

Il concilio di Nicea del 325

Il primo concilio ecumenico nella storia della Chiesa si svolse tra il maggio e il luglio del 325. Vi presero parte circa 300 vescovi, provenienti per lo più dalle chiese asiatiche e africane, mentre il papa Silvestro si limitò a inviare due chierici romani.


L’imperatore Costantino, promotore principale dell’evento, assunse la presidenza e inaugurò i lavori con un discorso in latino. Il problema oggetto del dibattito era di natura strettamente teologica: gli ariani negavano, infatti, la natura divina di Cristo e ciò comportava un indebolimento della funzione della Chiesa.

Il concilio si concluse con l’approvazione della formula di fede relativa all’unicità di Dio e alla trinità delle persone divine.

Dal concilio di Nicea all’Editto di Tessalonica

Dopo la morte di Costantino la situazione religiosa rimase molto tesa a causa anche dei difficili rapporti che legavano i diversi governati e che si riflettevano, ovviamente, anche nelle divisioni religiose.

La parte occidentale dell’impero restò compattamente nicena sotto Costante, fautore della confessione di Nicea; l’Oriente, invece, governato dal filo-ariano Costanzo, rifiutò la formula trinitaria. La crisi religiosa proseguì anche dopo la morte di Costanzo nel 361 con Giuliano, Valentiniano e Valente.

Le chiese occidentali si scontrarono più volte con la politica filoariana degli imperatori e videro i loro vescovi costretti o a piegarsi alla volontà imperiale o ad andare in esilio.

Una svolta si ebbe in seguito alla disfatta di Adrianopoli del 378 quando l’inesperto Graziano, rimasto imperatore da solo con il piccolo Valentiniano II, chiamò il generale spagnolo Teodosio a condividere con lui il governo dell’Impero.


L’editto di Tessalonica del 380

Fautore convinto del credo niceno Teodosio si dimostrò subito interessato a risolvere il problema religioso. Prese, allora, la decisione di emanare il 27 febbraio 380 l’Editto di Tessalonica, un decreto con il quale dichiarò il cristianesimo, secondo i canoni del credo niceno, la religione ufficiale dell’Impero, proibendo, allo stesso tempo, l’arianesimo e tutti i culti pagani.

Per combattere le eresie si esigeva da tutti i cristiani la confessione di fede conforme alle deliberazioni del concilio di Nicea del 325. La nuova legge riconobbe anche alle due sedi episcopali di Roma e Alessandria d’Egitto il primato in materia di religione.

Il testo venne preparato dalla cancelleria di Teodosio I e successivamente fu incluso nel Codice Teodosiano da Teodosio II:

 “Noi vogliamo che tutti i popoli che ci degniamo di tenere sotto il nostro dominio seguano la religione che san Pietro apostolo ha insegnato ai Romani, oggi professata dal Pontefice Damaso e da Pietro, vescovo di Alessandria, uomo di santità apostolica; cioè che, conformemente all’insegnamento apostolico e alla dottrina evangelica, si creda nell’unica divinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo in tre persone uguali. Chi segue questa norma sarà chiamato cristiano cattolico, gli altri invece saranno considerati stolti eretici; alle loro riunioni non attribuiremo il nome di chiesa. Prima essi attendano la vendetta di Dio, poi anche le severe punizioni che l’autorità nostra, illuminata dalla Sapienza Divina, riterrà di dover infliggere loro.”

Oramai si poneva il problema della tolleranza che il potere statale era disposto a riservare a coloro che si dichiaravano “non cristiani”. L’anno seguente, infatti, Teodosio convocò un concilio ecumenico a Costantinopoli, durante il quale venne ribadito il credo niceno e promulgata una legislazione sempre  più severa nei confronti di tutti coloro che continuavano a dichiararsi seguaci dell’eresia di Ario e delle dottrine pagane.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *