L’incoronazione di Carlo Magno, il nuovo imperatore dei romani

Incoronazione Carlo Magno

Il giorno di Natale dell’anno 800 il sovrano franco Carlo Magno viene incoronato imperatore nella basilica di San Pietro a Roma dal papa Leone III, mentre la folla invoca: “Carolo piissimo Augusto a Deo coronato vita et victoria” (A Carlo, piissimo Augusto, grande e pacifico imperatore dei Romani, coronato da Dio, vita e vittoria). In quale circostanze avviene l’incoronazione di Carlo Magno?

SCOPRI LA SEZIONE MEDIOEVO

La fuga di Leone III da Carlo Magno

Alla fine dell’VIII secolo il sovrano franco Carlo Magno ha già ottenuto importanti successi militari combattendo contro Sassoni, Saraceni e Avari e ai contemporanei pare che sia pronto a compiere un’altra missione: difendere il Cristianesimo nel mondo. Riallacciandosi all’incoronazione del 754 i dotti di corte auspicano la fondazione di un impero sotto lo scettro di Carlo. A partire dal 795 gli onori riconosciuti al re assumono sempre più esplicitamente connotazioni imperiali.


Signore incontrastato d’Europa Carlo Magno riunisce nella sua persona un potere che non si conosceva più dai tempi dell’imperatore Giustiniano. Al re franco iniziano allora ad essere attribuiti i titoli caratteristici del basileus di Bisanzio come ad esempio David e Serenissimus. Dal 798, inoltre, l’espressione “Imperium Christianum” compare nei documenti carolingi per qualificare un dominio il cui compito principale è quello di difendere la comunità dei fedeli.

La conquista del regno longobardo rappresenta un punto di svolta per il rapporto tra i franchi e il papato che si rinsalda ulteriormente. Con la nomina al soglio pontificio nel 795 di Leone III il tempo per un’elevazione imperiale di Carlo sembra arrivato, tuttavia bisogna aspettare ancora qualche anno. L’occasione per Carlo sopraggiunge quando papa Leone III è costretto a fuggire da Roma a causa di una sollevazione di esponenti dell’aristocrazia che lo accusano di spergiuro e di comportamenti scandalosi. Dopo aver imprigionato il pontefice nel monastero di Santo Erasmo, gli uomini vogliono cavargli gli occhi e tagliargli la lingua, come è usanza fare ad esempio nell’impero bizantino quando si vuole togliere di mezzo un alto dignitario senza macchiarsi del peccato di omicidio.

Leone III viene però liberato da due messi franchi e accompagnato a Paderborn dove si trova Carlo, al quale racconta che gli sono stati strappati gli occhi e la lingua ma che sia stato successivamente miracolato da San Pietro. Dopo poco, però, arriva anche una delegazione dei congiurati che nega l’effettiva realizzazione delle mutilazioni.

A questo punto tocca a Carlo fare da giudice e risolvere la scomoda matassa; dopo essersi consultato con il fidato Alcuino il sovrano ordina che il papa venga ricondotto a Roma insieme ad alcuni commissari da lui nominati per fare luce sulle accuse avanzate dai suoi nemici.

Incoronazione di Carlo Magno

A distanza di alcuni mesi la situazione non viene chiarita ma Carlo è deciso comunque ad assolvere Leone da tutte le accuse e a reinsediarlo nelle sue funzioni. Per questo motivo arriva a Roma il 23 novembre accolto con tutti gli onori da Leone III che gli va incontro a circa dodici miglia dalla città.

Il 1 dicembre Carlo Magno apre i lavori del Concilio che deve emettere un giudizio sulle accuse rivolte al papa: alla fine delle riunioni l’assemblea conferma che nessuno è in grado di giudicarlo o di dimostrare l’effettiva colpa della sua persona:


“Noi non usiamo giudicare la sede apostolica che è alla testa di tutte le chiese. Infatti siamo noi ad essere giudicati da essa e dal suo vicario, mentre essa non è sottoposta al giudizio alcuno, secondo l’antica usanza”.

Il giorno di Natale dell’800 per ricambiare l’enorme favore fattogli dal sovrano il pontefice gli pone la corona sul capo, con un cerimoniale alquanto improvvisato che può sembrare ovvio, ma che in quel periodo è diffuso soprattutto nel mondo greco-romano e che prevede anche l’unzione con l’olio sacro. Il popolo, rappresentato all’interno della basilica dal clero vaticano che accompagna il papa, acclama a gran voce Carlo Magno con il titolo di imperatore e Augusto:

“Il venerabile e benefico presule incoronò Carlo con le sue mani con una corona preziosissima. Allora tutti i fedeli romani, vedendo quanta protezione e amore aveva avuto per la Santa Chiesa romana e per il suo vicario, esclamarono all’unanimità per tre volte e con voce altisonante: A Carlo, piissimo Augusto, grande e pacifico imperatore dei Romani, coronato da Dio, vita e vittoria”.

Osservazioni sull’incoronazione di Carlo Magno

Secondo Eginardo, biografo ufficiale di Carlo, il sovrano pare sia rimasto infastidito dall’incoronazione da parte del pontefice:

“Prese il titolo di imperatore e di Augusto: il che dapprima lo contrariò a tal punto che giunse a dichiarare che in quel giorno, anche se era una delle più grandi festività, mai sarebbe entrato in chiesa se avesse potuto supporre quale era il progetto del pontefice.”

Per la politica di Leone III l’incoronazione è sicuramente un successo prestigioso con il quale intende rivendicare la supremazia dell’autorità pontificia su quella imperiale. E’ probabile, invece, che Carlo sia rimasto deluso più dal rituale con cui si è compiuta, cioè dal fatto di aver ricevuto la corona inginocchiato e dalle mani del papa. In effetti, nella visione di Carlo resa palese dalla simbologia di corte e dall’azione politica, l’impero deve essere il prosecutore di quello romano d’occidente e cristiano in quanto difensore della Chiesa e tutore della pace.

In quest’ottica, dunque, esso appare nutrito di convinte aspirazioni universalistiche; all’imperatore è affidata la guida e la difesa del regno terreno, mentre al papa spetta il compito di sostenere con le preghiere la missione dell’imperatore. Quando Carlo deciderà di associare all’impero il figlio Ludovico il rituale si svolgerà ad Aquisgrana e sarà lo stesso Carlo a porre la corona sulla testa del figlio Ludovico.


La storiografia sembra oramai concorde nel valutare l’incoronazione come il riconoscimento e la legittimazione di una realtà politica che già esiste di fatto. Carlo Magno infatti esercita la propria sovranità su ampi territori: il rito dell’incoronazione viene dunque interpretato come un potente mezzo propagandistico volto a rafforzare ulteriormente un ruolo che Carlo già ricopre in Europa.

L’incoronazione, inoltre, indebolisce la posizione dell’impero d’Oriente dove la notizia suscita risentimento. Nell’anno 812 comunque l’imperatore bizantino Michele I riconosce il ruolo di Carlo in cambio della rinuncia dei Franchi alla città di Venezia. La capitale del nuovo impero di Carlo Magno diventa Aquisgrana e il carattere sostanziale della nuova realtà statale non è la tradizione romana bensì la religione cristiana.

 

Libro consultato: “Carlo Magno. Un padre dell’Europa“, di Alessandro Barbero, Laterza.