CONTENUTO
Il quasi pensionato
Frank Hamer quel febbraio del 1934 si godeva il suo periodo di aspettativa in vista, forse, di una meritata ed anticipata pensione. Seppure fosse solo 49enne, questo detective nel corso della sua attività ne aveva viste a sufficienza: una carriera leggendaria e quasi senza eguali nelle forze dell’ordine del Texas, sì da essere descritto come l’ideale romantico del “vero uomo di legge texano”, sopravvissuto a circa 100 scontri a fuoco, e ferito 17 volte in servizio.
Il Corpo dei Texas Rangers era stato fondato nel 1835, con un’evoluzione che l’aveva portato da milizia paramilitare a moderna agenzia investigativa, anche grazie a personaggi come lui, che vi era entrato nel 1906, dopo aver catturato di sua iniziativa un ladro di cavalli. Era stato così sveglio da seguire il progresso del Corpo, e col tempo era divenuto un investigatore moderno, esperto in balistica, impronte digitali e psicologia criminale. Si era distinto per il coraggio nel proteggere i prigionieri dai linciaggi razziali, un compito estremamente pericoloso in uno Stato del Sud all’inizio del XX secolo.
Era divenuto un nemico giurato del Ku Klux Klan (invero dopo un periodo di simpatia negli anni ’20), quando ne aveva scoperto i piani violenti. In una circostanza protesse un sospettato afroamericano da una folla inferocita di 6.000 persone a Sherman. In un’altra occasione, nascose due prigionieri in una palude infestata da alligatori per tutta la notte per salvarli da un linciaggio. Aveva lavorato anche lungo il confine messicano, combattendo trafficanti di armi e di droga e servì come agente federale nell’Unità del Proibizionismo, partecipando a numerose incursioni contro i contrabbandieri di alcolici.
Ma nel 1932, aveva rassegnato le dimissioni dai Texas Rangers. Lo aveva fatto per evitare di essere licenziato dalla neoeletta governatrice Miriam “Ma” Ferguson, che considerava corrotta, anche a causa della sua abitudine di “vendere” gli indulti. Così, al momento della chiamata, Hamer viveva in uno stato di semi-pensionamento. La sua reputazione era tale che veniva considerato l’unico uomo in grado di fermare la banda Barrow.

Chi componeva e cosa era la Banda Barrow
La Banda Barrow era un gruppo di fuorilegge operanti durante l’era della Grande Depressione, guidati principalmente da Clyde Barrow. Non fatevi ingannare dalla loro immagine cinematografica: non erano esperti rapinatori di banche ma “piccoli criminali” specializzati nel derubare stazioni di servizio, negozi di alimentari e ferramenta. Le loro rapine in banca erano spesso fallimentari o fruttavano bottini miseri, talvolta di appena 25 dollari, quando nulla, come accadde in occasione della loro prima rapina in una banca nel Missouri. Quando tirarono fuori le pistole intimando ai cassieri di dare loro tutto quello che avevano, Bonnie e Clyde furono informati che non c’era niente da rubare, perché la banca era fallita pochi giorni prima!
Il nucleo della banda comprendeva Clyde, la sua compagna Bonnie Parker e, in vari periodi, il fratello di Clyde, Buck Barrow con la moglie Blanche, e giovani complici come WD Jones e Henry Methvin. Di quest’ultimo torneremo a parlare. La banda era nota per la sua capacità di sfuggire alla cattura grazie all’uso della Ford V8, l’auto più veloce dell’epoca, e alla tattica di operare vicino ai confini di stato, sfruttando le limitazioni giurisdizionali della polizia che all’epoca non poteva effettuare inseguimenti oltre confine.

Clyde Chestnut Barrow era nato il 24 marzo 1909 a Telico, Texas, quinto di sette figli di una famiglia di mezzadri estremamente poveri. All’inizio degli anni ’20, a causa della siccità, la famiglia si trasferì a West Dallas, vivendo per mesi sotto il proprio carro prima di potersi permettere una tenda in una zona paludosa e infestata dalle zanzare nota come “The Bog” o “The Devil’s Back Porch”. Il suo livello sociale era di povertà assoluta. Bonnie Elizabeth Parker era nata il 1° ottobre 1910 a Rowena, Texas, proveniva da una famiglia che inizialmente si considerava di classe media. Suo padre, un muratore, morì quando lei aveva 4 anni, spingendo la madre a trasferirsi dai parenti a Cement City, un sobborgo industriale di Dallas.
Sebbene povera, Bonnie era una studentessa brillante, premiata per la scrittura e la poesia, e sognava di diventare una star del cinema. Bonnie e Clyde si incontrarono il 5 gennaio 1930 a West Dallas, a casa di un amico comune. Bonnie si trovava lì per assistere un’amica che si era rotta un braccio; Clyde passò a trovarla mentre Bonnie era in cucina a preparare della cioccolata calda. Pare si sia trattato di un vero e proprio colpo di fulmine.
Clyde non era quello che si definisce “uno stinco di santo”. Fu incarcerato poco dopo il loro incontro, per vari capi d’accusa tra cui furto d’auto e furto con scasso. Dopo un breve periodo nel carcere di Waco, dal quale evase grazie a una pistola che Bonnie gli aveva passato clandestinamente, fu ricatturato in Ohio e condannato a 14 anni di lavori forzati. Fu così inviato alla Eastham Prison Farm, definita un “inferno in terra”, dove subì brutali percosse dai guardiani ed abusi. In una circostanza, in reazione a questi, Clyde commise il suo primo omicidio, uccidendo il compagno di cella Ed Crowder con un tubo di piombo.
Nel gennaio 1932, disperato per le condizioni estenuanti, Clyde si fece amputare due dita del piede sinistro con un’ascia da un altro detenuto per essere esonerato dai lavori agricoli. Per altro, la mutilazione si rivelò inutile poiché sua madre aveva già presentato con successo una petizione per il suo rilascio. Il 2 febbraio 1932 Clyde uscì dal carcere in stampelle e con una zoppia permanente e con un piano in testa: assaltare Eastham. Era uscito di prigione trasformato in un “serpente a sonagli”, giurando che sarebbe morto piuttosto che tornare in cella.
Il suo obiettivo primario non era la ricchezza, ma distruggere il sistema carcerario che lo aveva abusato, liberando i suoi compagni e umiliando l’amministrazione. Le rapine in giro per gli Stati servivano proprio a finanziare e armare questa missione punitiva. Dopo che fu rilasciato sulla parola, iniziarono una serie di rapine per accumulare armi e fondi con l’obiettivo di assaltare la prigione. Nell’aprile di quell’anno la banda compì il primo omicidio durante una rapina a Hillsboro. Nell’agosto successivo, uccise il primo poliziotto a Stringtown, Oklahoma.
La ragazza col sigaro

L’evento di svolta avvenuto il 13 aprile 1933, e trasformò Bonnie e Clyde da ricercati regionali in vere e proprie celebrità criminali su scala nazionale. Fino a quel momento, erano considerati piccoli criminali texani, ma il violento scontro a Joplin e il materiale ritrovato nel loro rifugio cambiarono tutto. La banda si era rifugiata in un appartamento sopra un garage a Joplin, Missouri, vivendo in modo piuttosto rumoroso (giocando a carte e bevendo birra), il che attirò i sospetti dei vicini che li scambiarono per dei contrabbandieri di alcol.
Quando la polizia intervenne per un controllo, ne scaturì una violenta sparatoria in cui persero la vita due agenti. La banda riuscì a fuggire speronando l’auto della polizia che bloccava il garage, ma nell’appartamento lasciarono quasi tutti i loro beni personali. Tra gli oggetti forzatamente abbandonati, la polizia trovò una macchina fotografica e diversi rullini non sviluppati. Quando le foto furono sviluppate dal giornale locale, il Joplin Globe, e diffuse attraverso i servizi telegrafici (wire services), fecero scalpore in tutta l’America.
La foto più famosa ritraeva Bonnie Parker con un cappellino di tipo flapper, una pistola in pugno e un grosso sigaro tra i denti, mentre poggiava un piede sul paraurti della loro Ford. In quell’epoca vedere una giovane donna in posizioni così “poco femminili” scatenò un misto di fascino e orrore. La realtà era diversa: Bonnie non fumava affatto sigari (pare preferisse sigarette in voga a quei tempi) e la foto era stata scattata per scherzo durante un momento di svago della banda.
Quando, un anno dopo, la banda prese in ostaggio il capo della polizia di Commerce (Oklahoma) Percy Boyd, che li aveva avvistati mentre riposavano nella loro auto, prima di rilasciarlo lei gli fece una richiesta specifica: “dica ai giornalisti che non fumo sigari”. Joplin fornì ai media il “volto” della banda Barrow, fissando per sempre nell’immaginario collettivo l’immagine di Bonnie come una complice ribelle e armata, un’etichetta che l’avrebbe accompagnata (ma anche tormentata) fino alla morte.
Nel giugno del 1933, un incidente d’auto a Wellington, Texas, causò a Bonnie gravi ustioni da acido di batteria alla gamba, che la resero quasi invalida. In luglio, durante una sparatoria al Red Crown Tourist Court, Buck Barrow fu ferito a morte alla testa e Blanche fu accecata da schegge di vetro. Buck morì pochi giorni dopo la cattura.
Attacco ad Eastham
La goccia che fece traboccare il vaso fu la violenta evasione da Eastham nel gennaio 1934 orchestrata da Clyde per liberare Raymond Hamilton e Henry Methvin. Durante l’azione fu uccisa una guardia. Fu una umiliazione pubblica del sistema carcerario texano, che spinse l’amministratore delle prigioni Lee Simmons a richiamare dal semi-pensionamento il leggendario Frank Hamer il 1° febbraio 1934, con l’ordine di fermare Bonnie e Clyde a ogni costo.
Hamer studiò i movimenti della banda, notando che si spostavano in un circuito tra Dallas (Texas), Joplin (Missouri) e la Louisiana nord-occidentale, sfruttando – come abbiamo accennato – i confini di stato per sfuggire alle forze dell’ordine. Formò un gruppo inter-giurisdizionale comprendente l’ex Texas Ranger Maney Gault, lo sceriffo di Dallas Bob Alcorn e il suo vice Ted Hinton, collaborando con le forze dell’ordine della Louisiana, dovendo tener conto che l’FBI — all’epoca recentemente rinominata — operava con limitazioni severe poiché aveva giurisdizione solo su reati interstatali minori come il furto d’auto o il rapimento, poiché la rapina in banca non era ancora un crimine federale. Hamer, agendo come Investigatore Speciale per il sistema carcerario del Texas (una posizione quasi da contractor privato), orchestrò quindi una complessa rete di cooperazione.
Egli si focalizzò sulla mappatura delle abitudini quotidiane dei fuggitivi, convinto come era che persino i criminali più erratici sono schiavi di necessità logistiche e preferenze personali: per tale motivo avviò un monitoraggio delle lavanderie, sapendo che Bonnie e Clyde mantenevano un’ossessione per l’estetica, e conoscendo la loro preferenza per i sandwich al bacon identificò i punti di sosta ricorrenti per l’alimentazione. Inoltre tracciò le farmacie relativamente all’acquisto di bende e solfato di atropina necessarie per curare l’ustione alla gamba di Parker. Attuò anche quello che possiamo definire un rigoroso “mimetismo operativo”, acquistando una Ford V8 (la stessa su cui si muoveva la banda), vivendo di fatto su quella vettura.
Il punto di svolta si ebbe con l’identificazione della casa dei Methvin a Bienville Parish come punto di ritrovo fisso. L’analisi del fattore umano gli permise di identificate in Henry Methvin (membro della banda evaso da Eastham) l’anello debole della catena. Hamer esercitò una pressione psicologica mirata su Ivy Methvin, padre del fuggitivo, sfruttando il timore della sedia elettrica. I termini della negoziazione furono una grazia completa per Henry Methvin e la minaccia che, senza cooperazione, questi sarebbe stato inevitabilmente eliminato durante l’ormai prevedibile incontro con i banditi.
L’imboscata
Il 21 maggio 1934, Henry si separò dalla coppia a Shreveport dopo aver visto una pattuglia della polizia. Henry fuggì a casa dei genitori a Bienville Parish, mentre Clyde, secondo i loro accordi prestabiliti in caso di separazione, sapeva di dover passare a prenderlo proprio lì. Martedì 22 maggio, Clyde passò effettivamente a casa dei Methvin per cercare Henry. Ivy, il padre, seguendo le istruzioni fornite per proteggere il figlio, gli disse che Henry non era in casa ma che sarebbe rientrato la mattina successiva intorno alle 9:00. Questo permise a Hamer di pianificare l’imboscata. Ivy fu lo strumento materiale utilizzato per “fissare” il bersaglio sulla Highway 154, strada che Bonnie & Clyde avrebbero percorso per recarsi a Bienville.
Hamer ordinò a Ivy di posizionare il suo autocarro sul bordo della strada, sollevandolo con un cric e rimuovendo una ruota per simulare una foratura. La mattina del 23 maggio 1934, Ivy rimase accanto al suo veicolo. Quando vide apparire la Ford V8 grigia di Clyde, diede un segnale di riconoscimento agli agenti appostati nei cespugli. Clyde, riconoscendo il padre del suo amico e vedendolo in difficoltà, rallentò fino quasi a fermarsi per prestare soccorso. Questo annullò l’unico vero vantaggio difensivo dei Barrow (la velocità della Ford V8), rendendoli bersagli facili per la squadra di Hamer.
Sei operatori (Oakley, Gault, Jordan, Hinton, Alcorn, Hamer) si erano distanziati l’uno dall’altro per garantire campi di tiro sovrapposti senza coinvolgere Ivy nella sparatoria. Alle 9:15 l’agente Oakley, colto da un eccesso di adrenalina, aprì il fuoco prematuramente prima che Hamer potesse intimare l’ordine di resa. Clyde fu raggiunto da un colpo alla tempia. Una raffica di 150 proiettili in 16 secondi investì l’abitacolo, ponendo fine alle vite della coppia. All’interno del veicolo furono rinvenuti 15 set di targhe rubate e il sassofono di Clyde.

Dopo l’eliminazione fisica, i corpi di Bonnie e Clyde furono oggetto di un’attenzione morbosa e caotica da parte del pubblico e dei media. Appena terminata la sparatoria, una folla di curiosi si riversò sul luogo del delitto tentando di sottrarre souvenir macabri: alcuni cercarono di tagliare un orecchio o il dito indice di Clyde con un coltellino, mentre altri riuscirono a prendere ciocche di capelli insanguinati di Bonnie o frammenti del suo vestito. I resti, descritti dai membri della squadra di Frank Hamer come “stracci rossi bagnati”, furono trasportati ad Arcadia, in Louisiana, dove l’auto fu rimorchiata tra una folla di migliaia di persone che includeva persino scolaresche curiose.
Frank Hamer decise di permettere la visione pubblica dei cadaveri come monito morale, sperando che lo spettacolo servisse da avvertimento contro la vita criminale. L’imbalsamatore, C.F. “Bo” Bailey, incontrò notevoli difficoltà tecniche nel trattare i corpi a causa dei numerosi fori di proiettile (il rapporto ufficiale ne contava 17 su Clyde e 26 su Bonnie), che rendevano quasi impossibile trattenere il fluido imbalsamante. Nonostante Bonnie e Clyde avessero espresso il desiderio di essere sepolti insieme, la madre di Bonnie, Emma Parker, che non aveva mai approvato la loro relazione, negò il permesso e impose una sepoltura separata.
Clyde Barrow fu sepolto accanto a suo fratello Buck nel Western Heights Cemetery di Dallas. Bonnie Parker fu invece sepolta nel Fish Trap Cemetery di Dallas (accanto a due nipoti deceduti l’anno precedente), durante un funerale che attirò circa 20.000 persone e vide un enorme omaggio floreale da parte degli strilloni di giornali della città, i quali avevano venduto oltre 500.000 copie delle edizioni speciali sull’imboscata.
Hollywood e la creazione di un mito
Il trattamento di Hollywood riguardo alla storia di Bonnie e Clyde ha giocato un ruolo determinante nel trasformare due “piccoli criminali” della Depressione in leggende immortali e simboli di ribellione, spesso a scapito della verità storica. La pietra miliare di questa narrazione è il film Bonnie and Clyde (1967), diretto da Arthur Penn e interpretato da Warren Beatty e Faye Dunaway, che ha trasformato la coppia in eroi della controcultura degli anni ’60, umanizzandoli e rendendoli icone di bellezza e “sex appeal” illecito. Nel film di Penn, Hamer (interpretato da Denver Pyle) è ritratto come un personaggio buffo e vendicativo che viene catturato e umiliato dalla coppia, la quale gli sputa in faccia e lo deride.
Questa rappresentazione era così lontana dalla realtà del metodico e rispettato investigatore che la famiglia di Hamer fece causa alla Warner Bros. per diffamazione, ottenendo un risarcimento extragiudiziale. Il film Netflix del 2019, The Highwaymen (con Kevin Costner e Woody Harrelson), ha cercato di ribaltare la prospettiva, concentrandosi sui tutori della legge. Qui Bonnie e Clyde sono quasi invisibili, mostrati come psicopatici assassini per contrastare la visione romantica precedente.
Trailer del film The Highwaymen
https://www.imdb.com/it/video/vi3060775449/
Hamer, che aveva chiuso un’era di banditismo romantico imponendo un nuovo standard di professionismo investigativo, rifiutò la pubblicità e le interviste, mantenendo un profilo basso nonostante il successo. Ma non fu dimenticato: nel 1948, il governatore Coke Stevenson lo richiamò in servizio per osservare i risultati elettorali per il Senato degli USA. Egli rimane una figura centrale nella storia dei Texas Rangers.
Consigli di lettura: clicca sul titolo e acquista la tua copia!
- Hourly History, Bonnie and Clyde: Their Lives from Beginning to End, Edizione Inglese, 2025.
- Blanche Caldwell Barrow, John Neal Phillips, My Life with Bonnie and Clyde, Edizione Inglese, University of Oklahoma Press, 2012.
- Luca Blengino (Autore), F. Garbuggino (Illustratore), Bonnie e Clyde. Fino alla fine della strada, Bevivino, 2006.







