L’assassinio di Martin Luther King, leader del movimento dei diritti civili

Il 4 aprile 1968: l’assassinio di Martin Luther King. Il leader del movimento dei diritti civili degli afroamericani, viene assassinato a colpi d’arma da fuoco mentre è su un balcone del Lorraine Motel di Memphis (Tennessee).

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MLK è a Memphis per un incontro al Mason Temple dove la sera del 3 aprile 1968 tenne un discorso, che sarebbe stato il suo ultimo in pubblico, a sostegno della protesta dei netturbini. Nel sermone oggi noto con il titolo “I’ve Been to the Mountaintop” King afferma di non aver paura della morte, sentendosi nelle mani di Dio dopo essere stato “sulla vetta della montagna”:

“And then I got to Memphis. And some began to say the threats… or talk about the threats that were out. What would happen to me from some of our sick white brothers? Well, I don’t know what will happen now. We’ve got some difficult days ahead. But it doesn’t matter with me now. Because I’ve been to the mountaintop. [applause] And I don’t mind. Like anybody, I would like to live a long life. Longevity has its place. But I’m not concerned about that now. I just want to do God’s will. And He’s allowed me to go up to the mountain. And I’ve looked over. And I’ve seen the promised land. I may not get there with you. But I want you to know tonight, that we, as a people, will get to the promised land! [applause] And so I’m happy, tonight. i am not worried about anything. I’m not fearing any man. My eyes have seen the glory of the coming of the Lord!”

L’assassinio di Martin Luther King

Alle 18:01 King, che era fuori nel balcone di fronte alla sua camera, viene colpito da un singolo proiettile calibro 30-06 sparata da un Remington 760 (un’arma di precisione). Il colpo si disse partito da una stanza dell’albergo di fronte.

Il proiettile perforò la guancia destra di King, spezzò la mascella e le vertebre cervicali, tagliando la vena giugulare e le arterie maggiori. La forza del colpo strappò addirittura la sua cravatta. Il reverendo cadde violentemente all’indietro, privo di sensi.

Chi ha ucciso Martin Luther King?

Le indagini dell’FBI portarono l’8 giugno all’arresto in Europa (all’aeroporto Heathrow di Londra) del principale sospettato, James Earl Ray, che dopo le prime ammissioni ritrattò e si dichiarò e continuò a dichiararsi innocente: estradato in Tennessee, fu processato e condannato a 99 anni di carcere.

L’inchiesta e gli atti processuali pubblici non hanno mai risolto del tutto la vicenda: ancora oggi non è chiaro se si è trattato del gesto di un difensore della razza bianca o di un complotto. I documenti desecretati nel 2002 non hanno contribuito a fare emergere la verità.

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